giovedì 2 luglio 2020

L’EuroScience Open Forum di Trieste riparte: presentati il nuovo formato e il programma aggiornato

Trieste Città Europea della Scienza
ESOF2020 Trieste ; 2-6 settembre 2020


L’EuroScience Open Forum di Trieste riparte:

presentati il nuovo formato e il programma aggiornato

Grande spazio alle sessioni on line e ai temi legati al Covid-19. Illustrate oggi tutte le novità della grande manifestazione europea sulla scienza e la tecnologia rinviata da luglio a settembre per
l’emergenza pandemia. Più di 150 sessioni e più di 700 speaker nel programma aggiornato, con nuovi formati e grandi ospiti. Confermato anche il Science and City Festival, con alcune iniziative già nelle prossime settimane

Che cos’è ESOF
L’EuroScience Open Forum è la più rilevante manifestazione europea focalizzata sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica. Creato nel 2004 dall’associazione no-profit EuroScience, il forum ogni due anni offre un’opportunità unica di interazione e dibattito tra scienziati, innovatori, politici, imprenditori, operatori della comunicazione e cittadini. Trieste è stata nominata Città Europea della Scienza 2020 e ospiterà la nona edizione di ESOF.

Perché ESOF
L’EuroScience Open Forum - ESOF2020 Trieste si svolgerà dal 2 al 6 settembre con una missione rinnovata. Se prima della pandemia l’evento rappresentava uno dei principali spazi di confronto multidisciplinare a livello europeo sui cambiamenti della scienza e della tecnologia e sul loro ruolo nella società, gli ultimi mesi di ansie e incertezze generalizzate hanno aggiunto motivazioni forse ancora più profonde. “Nel Porto Vecchio di Trieste ci saranno necessariamente meno relatori fisicamente presenti, molti si collegheranno da remoto”, afferma Stefano Fantoni, Champion dell’iniziativa, “ma più delle difficoltà organizzative ha prevalso l’urgenza del confronto di fronte a tutto quello che è successo negli ultimi mesi. Mai come in questo momento la comunità scientifica globale”, continua Fantoni, “deve dimostrare di essere all’altezza delle sfide che ci aspettano, a partire dalla ricerca di nuove modalità per continuare a far circolare le idee. La pandemia ha svelato in modo eclatante anche la rilevanza di una condotta etica solida nella diffusione dei risultati della ricerca e quanto lavoro vada fatto per migliorare il dialogo fra scienza e politica, fra esperti e media. ESOF è un evento pensato fin dalle sue origini proprio per favorire questo tipo di confronti.”
“Tenere ESOF2020 subito dopo la riapertura dell’Europa post-Covid è essenziale per discutere tempestivamente del ruolo della ricerca scientifica, dell’expertise e della comunicazione in questo contesto che non ha precedenti” afferma Michael Matlosz, Presidente di EuroScience. “Il nuovo format ibrido adottato per l’evento offre l’opportunità a tutti i professionisti della scienza e ai diversi stakeholder di partecipare attivamente al dibattito, di persona o virtualmente.”

Il programma aggiornato e gli ospiti principali

Il Covid-19 entra in scena a ESOF2020 con una serie di incontri tra comunità scientifica e decisori politici sulle implicazioni sanitarie, economiche e comunicative del Coronavirus. In particolare, in una tavola rotonda con Thomas Hartung, tossicologo di fama mondiale dell'Università Johns Hopkins di Baltimora si parlerà dell’impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 sul nostro cervello.
L’intreccio tra produzione di conoscenza e informazione pubblica, messo così duramente alla prova dalla pandemia, sarà discusso in un panel composto da esperti di comunicazione ed editoria specialistica, tra cui Sudip Parikh, amministratore delegato dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS). Si punteranno poi i riflettori sulle conseguenze per l’economia generate dalla diffusione della malattia su scala globale.
Il programma generale resta diviso in tre filoni principali: il Science Programme, dedicato alla scienza di frontiera e alle sue implicazioni nella società; gli appuntamenti Science to Business, incentrati sui rapporti tra scienza e impresa; le opportunità lavorative del futuro negli eventi del Science to Careers.

Al centro dell’agenda del Forum alcuni tra i temi più urgenti della contemporaneità. Tra questi i cambiamenti climatici e la transizione a un’economia green, anche grazie al passaggio dalle fonti di energia fossili a quelle rinnovabili. Attesa la partecipazione del climatologo Filippo Giorgi, tra gli estensori dei primi cinque rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC che determinarono l’assegnazione al Comitato delle Nazioni Unite del Premio Nobel per la Pace 2007.
Altri panel saranno incentrati sull’impatto dei supercomputer e dell’intelligenza artificiale, sulla ricerca farmacologica di frontiera che utilizza principi attivi di origine naturale, sull’importanza di creare un hub europeo dedicato alle scienze della vita. Ma si parlerà anche di inquinamento, di trasferimento tecnologico, di diplomazia scientifica e del ruolo cruciale giocato nel promuovere la pace e la convivenza tra i popoli dalle grandi infrastrutture di ricerca, come il CERN di Ginevra, l’acceleratore di particelle SESAME in Giordania o il SEEIIST - The South East European Institute for Sustainable Technologies, focalizzatosi recentemente nel supporto alle terapie per il trattamento dei tumori basate su particelle subatomiche.
Brain drain, brain circulation è invece il titolo di un incontro sulla mobilità dei ricercatori e della conoscenza organizzato da alcune delle più prestigiose società scientifiche internazionali, tra cui la tedesca Accademia Cesarea Leopoldina, la più antica accademia permanente di scienze naturali al mondo, e la nostra Accademia dei Lincei. Ci sarà anche spazio per discutere come il fattore umano incida nello sviluppo dell’industria 4.0 e come valorizzare l’imprenditoria femminile. Una parte rilevante sarà dedicata alle startup, al trasferimento tecnologico e al prossimo grande programma di finanziamento della ricerca europea, Horizon Europe.
Diverse le sessioni, in collaborazione con partner come Fincantieri, dedicate all’economia blu, alla salvaguardia della risorsa mare e al trasporto marittimo sostenibile, anche grazie a tecnologie legate all’uso dell’idrogeno.

GLI SPEAKERS
Tra quelli già confermati: il matematico Alessio Figalli, vincitore della Medaglia Fields 2018; la senatrice a vita Elena Cattaneo, nota per le sue ricerche sulla malattia di Huntington e sulle cellule staminali; la direttrice generale del CERN di Ginevra; Fabiola Gianotti; il direttore dello Human Technopole di Milano; Iain Mattaj; l’immunologo e ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale; Alberto Mantovani; il climatologo tedesco Gerald Haug; il fisico e padre dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani; la docente di Harvard tra le massime autorità mondiali negli studi sul rapporto tra scienza e democrazia Sheila Jasanoff; il giornalista scientifico del Financial Times Clive Cookson; il matematico francese e già presidente dello European Research Council Jean-Pierre Bourguignon.
Saranno inoltre presenti i tre testimonial di ESOF2020: l’astrofisica Marica Branchesi, lo scrittore
Paolo Giordano, l’architetto Massimiliano Fuksas.

Alla cerimonia di apertura ha assicurato la sua partecipazione in presenza il Commissario Europeo alla Ricerca Mariya Gabriel, il Ministro dell’università e ricerca italiano Gaetano Manfredi e i suoi omologhi del Montenegro, Sanja Damjanovic, e del Sud Africa, Emmanuel Nzimand. Tra gli altri interventi istituzionali in programma quello del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Prenderà infine parte alla cerimonia di chiusura del 6 settembre il Primo Ministro Italiano, Giuseppe Conte.

I luoghi di ESOF
Il Forum si svolgerà nel Porto Vecchio di Trieste, in particolare nei Magazzini 27 e 28, cuore del nuovo Trieste Convention Center - TCC, il centro congressi polifunzionale che avrà, proprio in occasione di ESOF2020, il suo battesimo ufficiale.
Degli oltre 150 eventi in calendario a partire dal 2 settembre, una settantina saranno quelli virtuali, una settantina in formato ibrido e circa una decina esclusivamente in presenza. Conferenze plenarie, presentazioni dei relatori principali, workshop ed eventi speciali saranno disponibili via streaming e successivamente rese disponibile su richiesta.



I partner e gli eventi satellite

ESOF2020 ha ricevuto un finanziamento nell’ambito del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. La sua realizzazione è resa possibile anche grazie al contributo e al supporto del Ministero dell’Università e della Ricerca - MUR, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, tutti Principal Partner.
“Il Comune di Trieste è stato sin dall’inizio di questa sfida ed è tra i maggiori e più convinti sostenitori dell’evento Esof2020 che porterà Trieste al centro del dibattito scientifico internazionale”, afferma il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. L’evento è inoltre svolto in collaborazione con i Main Partner Fincantieri, illycaffè, TriesteTrasporti e con i partner istituzionali Fondazione CRTrieste, Confindustria FVG e nazionale, Banca d’Italia. Altri partner sono in fase di coinvolgimento. ESOF2020 sarà inoltre uno ZeroImpactEvent by AcegasApsAmga (altro Main Partner della manifestazione) che stimolerà e massimizzerà i comportamenti sostenibili. Diverse strutture della RAI - Radiotelevisione italiana sono media partner di ESOF2020. Con la sede regionale è attiva una collaborazione per la produzione di trasmissioni televisive, già parzialmente andate in onda, e di podcast sulla storia e sul ruolo attuale di Trieste città europea della scienza.

Il Science in the City Festival
L’EuroScience Open Forum è tradizionalmente accompagnato da uno dei più grandi festival della scienza in Europa. Come suggerisce il titolo Collisioni l’obiettivo del festival è favorire uno scambio creativo e sorprendente di idee, progetti, conoscenze e punti di vista: “Nonostante le difficoltà create dalla pandemia, la partecipazione della città e della regione è stata grandissima, oltre ogni aspettativa, e di questo siamo molto grati” afferma Paola Rodari, Programme Manager del festival. “Centinaia di associazioni, istituti scientifici e universitari, teatri e compagnie teatrali, artisti e professionisti, centri culturali e anche singoli individui animeranno i luoghi di Trieste, della regione ma anche lo spazio del virtuale. Questa partecipazione, supportata con generosità dalle amministrazioni pubbliche, in primo luogo dal Comune di Trieste e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, renderà anche possibile la conoscenza reciproca di eccellenze locali di ogni genere, che sperabilmente continueranno a collaborare in futuro”.

Dal 5 luglio in avanti il Science in the City Festival animerà il capoluogo giuliano e il territorio regionale con 26 mostre e circa 180 tra spettacoli, visite guidate, conferenze, incontri informali e science café ospitati negli spazi più belli della città, della regione e virtualmente. Da segnalare due grandi mostre: Cyborn, la nascita dell’uomo artificiale al Salone degli Incanti (co-organizzata dal Comune di Trieste, dalla Fondazione Internazionale Trieste, dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dall’Istituto Italiano di Tecnologia) e XTREME, l’esplorazione degli ambienti estremi al Magazzino delle Idee (co-organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia e dal Museo Nazionale dell’Antartide “Felice Ippolito”, con il supporto di INAF – Osservatorio Astronomico di Padova, dell’Università di Padova e dell’Università della Tuscia e con il patrocinio della Società Italiana di Astrobiologia). Esposizioni divulgative curate dagli istituti di ricerca regionali e di arte e scienza saranno allestite anche negli spazi espositivi del TCC, dove ricercatori e cittadini avranno ulteriori occasioni di incontrarsi da vicino.
Tra le esposizioni la mostra Both Ways, visitabile del vivo e in digitale, che ci porterà a scoprire installazioni artistiche esposte in contemporanea a Fiume (Croazia), Cluj-Napoca (Romania), Bucarest (Romania), Timisoara (Romania), Belgrado (Serbia) e Budapest (Ungheria) e il Festival internazionale Robotics.
Non mancheranno gli eventi in altri luoghi della regione, come quello dell’1 settembre a Udine, dove il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, scopritore dei neuroni a specchio, e il Direttore Artistico del Mittelfest Haris Pašović dibatteranno sul tema dell’empatia nella scienza e nell’arte.





Maggiori info: www.esof.eu | www.scienceinthecity2020.eu

Video ESOF2020:
https://www.dropbox.com/s/gqqyyrn34gpaeu8/ESOF2020%20Teaser%20%285%29.mp4?dl=0








mercoledì 1 luglio 2020

Attraversare l’immagine Donne e fotografia tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta XVIII Biennale Donna Palazzina Marfisa d'Este, Ferrara 20 settembre – 22 novembre 2020 A cura di Angela Madesani



La Biennale Donna è lieta di comunicare le nuove date e la nuova sede in cui si svolgerà la XVIII edizione della manifestazione.
La mostra Attraversare l’immagine. Donne e fotografia tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, a cura di Angela Madesani, inizialmente prevista in aprile, sarà allestita presso i suggestivi spazi di Palazzina Marfisa d’Este (Corso Giovecca 170, Ferrara) dal 20 settembre al 22 novembre 2020. Presenterà le opere di 13 fotografe italiane e internazionali: Paola Agosti, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Françoise Demulder, Mari Mahr, Lori Sammartino, Chiara Samugheo, Leena Saraste, Francesca Woodman e Petra Wunderlich.
Il progetto si inserisce nella riflessione che dal 1984 l’UDI – Unione Donne in Italia, dedica alla creatività femminile in tutte le sue forme e linguaggi. Dopo le mostre che hanno presentato alcune delle artiste più rilevanti della scena internazionale, ultima delle quali Ketty La Rocca (2018), Attraversare l’immagine indagherà il mondo della fotografia al femminile mettendone in luce i filoni di ricerca più originali.

Numerose sono state, soprattutto negli ultimi anni, le rassegne dedicate alla fotografia delle donne. Nella maggior parte dei casi si è trattato di esposizioni che hanno presentato le opere di artiste e fotografe senza porre differenze fra i diversi ambiti di ricerca. Attraversare l’immagine invece si concentra sulle fotografe attive in un periodo di impegno politico e sociale portante nella storia del cosiddetto secolo breve, caratterizzato da grandi mutamenti di cui le donne sono state protagoniste.
La mostra si apre con ricerche a sfondo antropologico della fine degli anni Cinquanta per arrivare agli anni Sessanta, che hanno segnato l’avvio di significative lotte in nome di un cambiamento radicale della cultura e della società, per il raggiungimento di libertà individuali e di conquiste democratiche. Raggiungimenti che gli anni Settanta avrebbero estremizzato, animando, sullo sfondo di drammatici conflitti, il rapporto tra politica e cultura. Gli anni Ottanta hanno poi costituito in qualche modo il momento del riflusso: le grandi battaglie condotte per i diritti civili, per l’emancipazione delle classi sociali, delle donne, degli emarginati, sono defluite verso modi diversi di avvertire l’esistenza, soppiantando le pratiche collettive, delle quali l’arte e la fotografia si erano rese interpreti, a favore di un sentire più individuale.
Le fotografe hanno saputo registrare tali cambiamenti, concentrando il proprio sguardo su temi scottanti connessi al sociale, al patrimonio antropologico, alla sfera psicologica.

La mostra si apre con l’opera di Diane Arbus (1923-1971), una delle più interessanti artiste della seconda metà del XX secolo, la cui ricerca ha fatto da cerniera, da punto di svolta, a quanto era stato fatto sino a quel momento nel campo dell’immagine. Le sue fotografie hanno come soggetto i mondi paralleli alla normalità, mondi negati, che Arbus riesce a raccontare nella sua verità e crudezza, arrivando a realizzare alcune fra le fotografie più iconiche dei nostri tempi.
Continuando nel percorso espositivo, due sono i lavori che potremmo collocare nell’ambito del fotoreportage tradizionale, con una chiara propensione all’indagine sociale e antropologica. Di Chiara Samugheo (1935), alcune fotografie di ambito neorealista, parte della serie dedicata alle tarantate salentine della fine degli anni Cinquanta. Di Lori Sammartino (1924-1971), le fotografie tratte da La domenica degli italiani, un volume del 1961, corredato da un testo di Ennio Flaiano, che racconta un’Italia semplice negli anni precedenti il boom economico.
Presente una selezione di opere da Morire di classe di Carla Cerati (1926-2016), pubblicato nel 1969 con Gianni Berengo Gardin per Einaudi. Una delle ricerche più significative e conosciute dell’artista, che ha contribuito a mutare la situazione manicomiale nel nostro Paese.
Di grande forza le immagini di Letizia Battaglia (1935), che in sessant’anni di ricerca ha indagato potere criminale, prepotenza e corruzione in Sicilia, di cui sono esposte una serie di fotografie dedicate al mondo femminile.
La mostra propone anche riflessioni dedicate ai mondi extraeuropei: due reportage di guerra ambientati in Libano e in Cambogia della francese Françoise Demulder (1947-2008), la prima donna a vincere nel 1977 il World Press Photo, il più prestigioso premio fotografico del mondo; mentre della finlandese Leena Saraste (1942) sono presentate le immagini dedicate alle “rovine” umane e architettoniche del conflitto israelo-palestinese dell’inizio degli anni Ottanta.
Impegnata nella documentazione del mutamento della condizione femminile è Paola Agosti (1947), tra le più acute fotogiornaliste italiane, di cui viene presentato un intenso reportage sull’apartheid realizzato negli anni Ottanta in Sudafrica.
È legata al mondo genovese del porto la preziosa indagine di Lisetta Carmi (1924): una ricerca in cui l’uomo, il paesaggio, l’architettura giocano ruoli equivalenti.
Sono dedicati al mondo dell’industria, nel momento della sua trasformazione, anche i partecipati scatti di Giovanna Borgese (1939), in cui i protagonisti sono i lavoratori e gli scioperanti – oltre agli edifici abbandonati, veri e propri esempi di fotografia industriale. 
La ricerca di Petra Wunderlich (1954), di matrice prettamente architettonica, travalica i confini fra generi e temi aprendo nuovi scenari. Le sue opere indagano il paesaggio dell’uomo e, in particolar modo, quelle esposte in mostra, raccontano dettagli di edifici religiosi tra Germania e Belgio.
Di Mari Mahr (1941), fotografa anglo-ungherese, nata in Cile da genitori ebrei ungheresi, è la raffinata serie, di matrice letteraria e artistica, dedicata a Lili Brik, la scrittrice, artista, attrice russa, compagna e musa di Vladimir Majakovskij.
Chiude la rassegna una piccola ma significativa selezione di opere di Francesca Woodman (1958-1981), artista che ha lavorato sul disagio femminile, il proprio, dando vita a immagini di grande forza e poesia.

La mostra è organizzata dal Comitato Biennale Donna dell’UDI (composto da Lola G. Bonora, Silvia Cirelli, Ada Patrizia Fiorillo, Catalina Golban, Elisa Leonini, Anna Quarzi, Ansalda Siroli, Dida Spano, Liviana Zagagnoni) e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, Arte e Turismo.

Anche per questa edizione si ringrazia per il supporto Assicoop, Coop Alleanza 3.0 e Copma.

In occasione dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo bilingue italiano e inglese con testi di Angela Madesani e di Francesca Pasini.

Immagine di apertura
Françoise Demulder, Guerra in Libano. Membri della Force Internationale d’Interposition: dei soldati americani hanno noleggiato una sala dell’hotel Commodore per organizzare una serata di danze orientali. Dopo qualche giorno 243 di loro moriranno in un attentato all’aeroporto, Beirut, 1983 © Françoise Demulder / Roger-Viollet.
Immagini
Paola Agosti, Sud Africa, Cape Town, Cross Road, 1983 © Paola Agosti.
Leena Saraste, A Farewell in August, Beirut, 1982 © Leena Saraste.

CHIARETTO IN CANTINA: WEEKEND IN VIGNA SUL LAGO DI GARDA

Sabato 4 e domenica 5 luglio venti cantine del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino saranno aperte al pubblico per visite e degustazioni
Tornano gli appuntamenti in cantina con il vino rosa del lago di Garda. Sabato 4 e domenica 5 luglio 2020 venti aziende produttrici del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino apriranno le porte agli appassionati per visite guidate e degustazioni.
L’iniziativa, denominata Chiaretto in Cantina, è stata organizzata unitariamente alla Fondazione Bardolino Top e al Comune di Bardolino e inserita nel progetto L’Estate del Chiaretto di Bardolino.
Le aziende aderenti, dislocate in tutto il territorio consortile, dal Garda al monte Baldo, dalla Valdadige con una puntata fino a Soave, proporranno ai visitatori calici di Chiaretto e degli altri vini del territorio, accompagnati da taglieri di formaggi, salumi o altri prodotti tipici.
“L’iniziativa Chiaretto in Cantina è un’occasione per tornare a vivere in serenità il territorio vinicolo del lago di Garda e del suo entroterra. – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino – Le cantine consorziate proporranno un programma in cui sarà possibile scoprire i vini, gli oli e gli altri prodotti locali in una giornata in vigneto di svago e convivialità”.
Sul sito del Consorzio è disponibile l'elenco delle cantine aderenti e tutte le indicazioni per la prenotazione. Le visite, organizzate dalle singole cantine, saranno gestite nel pieno rispetto delle normative riguardanti il distanziamento sociale.
Tutte le info sono disponibili alla pagina bit.ly/chiarettoincantina

My Art Guide Tuscany Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato in collaborazione con Lightbox presenta la prima edizione di My Art Guide Tuscany, disponibile dal 1 luglio 2020.

My Art Guide Tuscany aggiunge un’importante area geografica alla collana delle My Art Guides; il volume, edito da Lightbox, è curato dal Centro Pecci con il sostegno della Regione Toscana. My Art Guide Tuscany è per la prima volta in doppia lingua, inglese e italiano, e nasce dal desiderio di esplorare la Regione Toscana attraverso l’arte contemporanea.

La guida presenta un’istantanea della scena artistica contemporanea presente sul territorio, segnalando gli spazi d’arte più interessanti tra musei, gallerie, collezioni private, senza tralasciare i festival, le residenze, i giardini d’artista, le opere di land art e di arte pubblica, ma non solo. My Art Guide Tuscany è anche un itinerario alla scoperta delle numerose cantine disseminate sul territorio, dei laboratori e dei centri culturali, nella convinzione che l’arte, soprattutto in questa terra, possa abbracciare più ambiti. Nello stile delle My Art Guides, troviamo anche una breve selezione di ristoranti e hotel per accompagnare ulteriormente il viaggiatore nelle aree d’interesse in cui è stata suddivisa la guida.

Il territorio infatti non è stato analizzato per province, ma per aree d’interesse, pensando al visitatore che, trovandosi in un certo punto della Regione, possa e voglia esplorare anche ciò che gli è intorno. Con questo criterio, partendo da nord e andando verso sud, abbiamo tracciato otto zone: Versilia, Pisa, Lucca e Livorno; Pistoiese e Bassa Valdarno; Chianti, San Gimignano e Volterra; Aretino e Alta Valdarno; Senese e Val d’Orcia; Maremma, Isola d’Elba e Isola del Giglio; abbiamo dedicato, infine, un capitolo autonomo a Prato e uno a Firenze, che rimangono i centri principali del contemporaneo in Regione.

My Art Guide Tuscany è dunque l’ultima nata nella serie My Art Guides, le guide ai maggiori eventi di arte contemporanea e alle mete più interessanti del mondo dell’arte, pubblicate da Lightbox. Ogni guida viene pubblicata in tre formati - cartaceo, digitale e app per iOS e Android e sarà in distribuzione presso il centro Pecci e in una selezione di gallerie e musei in Regione.

Dal 2 al 16 agosto torna Calici di Stelle: distanziamento, sicurezza e un tema che fa sognare



E quindi uscimmo a riveder le stelle: il primo grande evento dedicato al vino del post-Covid organizzato da Movimento Turismo del Vino e Città del Vino torna a riscaldare
piazze e cantine d’Italia.
 


Roma, 1 luglio 2020_L’enoturismo riparte con il più grande evento dell’estate dedicato al vino e al piacere di stare insieme: Calici di Stelle torna quest’anno dal 2 al 16 agosto nei borghi e nelle cantine d’Italia. L’evento organizzato da Movimento Turismo del Vino e Città del Vino sarà per l’estate 2020 un’edizione prolungata dedicata alla ripartenza: E quindi uscimmo a riveder le stelle è il tema dell’edizione, una citazione della Divina Commedia che invita alla ripartenza e che sarà l’occasione per organizzare in cantina esperienze culturali legate al mondo del vino.
Saranno coinvolte le oltre 800 cantine del Movimento Turismo del Vino per un’edizione in cui distanziamento e sicurezza saranno garantite attraverso gli ingressi contingentati e le prenotazioni in cantina. Gli eventi nei Comuni si svolgeranno nel rispetto delle norme vigenti.
Tra gli appuntamenti in cantina le cene in vigna sotto le stelle, le Cene con il Vignaiolo, i concerti in vigna e le degustazioni in vigna, momenti di condivisione in cui riscoprire l’esperienza della degustazione guidati dalle testimonianze di chi il vino lo produce e lo sa raccontare in maniera personale e intima.
Grande spazio sarà dedicato anche al brindisi online #CalicidiStelle2020 che, sul modello di #CantineAperteInsieme, coinvolgerà i produttori e le cantine in un grande brindisi collettivo lunedì 10 agosto alle 19.30.
Tutti coloro che avranno modo di partecipare agli appuntamenti in programma, potranno concorrere al premio fotografico “La Stella di Federica” indetto dall’Associazione Nazionale Città del Vino e aperto a tutti i winelovers. Partecipare è semplice, basta inviare alla mail piscolla@cittadelvino.com uno scatto fotografico della serata. Saranno premiate le tre foto che rappresentano al meglio l'evento in rapporto al territorio e al luogo in cui si svolge. Anche per questa edizione si rinnova la collaborazione con l'Unione Astrofili Italiana U.A.I. che mette a disposizione, attraverso le sue associazioni locali affiliate, l’esperienza e la conoscenza dei suoi soci e l'utilizzo di telescopi e altri sistemi visivi per osservare gli astri del cielo.
«Calici di Stelle sarà il primo grande evento dedicato al turismo enologico dallo scoppio della pandemia – afferma Nicola D'Auria, presidente di MTV Italia –. Dopo la presentazione del protocollo Tranquillamente Enoturismo abbiamo lavorato per riuscire a mettere in pratica le linee guida che possano garantire la sicurezza di tutti: dal controllo della temperatura agli ingressi contingentati fino alla consegna personale dei bicchieri.
Sicuramente l’estate e la possibilità di utilizzare grandi spazi in cantina e nei borghi ci aiuteranno nel rispetto della salute di tutti i partecipanti. Siamo felici di ripartire con le Cene con il Vignaiolo, le Cene in Vigna e le degustazioni, serate d’estate in cui noi produttori riusciamo a entrare in contatto con i winelovers in maniera semplice, diretta e conviviale, cose di cui tutti abbiamo gran bisogno dopo i mesi del lockdown.
Proseguiranno anche gli eventi online, con un grande brindisi corale che coinvolgerà nello stesso momento in tutta Italia le oltre 800 cantine associate al Movimento. Siamo certi che i nostri winelovers accoglieranno con entusiasmo le iniziative che organizzeremo: abbiamo tutti bisogno di tornare a brindare, in sicurezza, con i nostri calici verso le stelle»
«Il richiamo ad uscire preso in prestito da sommo poeta Dante Alighieri - afferma Floriano Zambon, presidente delle Città del Vino - è un invito ad affrontare con rinnovata serenità questa fase così difficile determinata dalla pandemia, che ha colpito in particolar modo il turismo nel nostro Paese. Anche Calici di Stelle può essere uno strumento per offrire ai territori un'occasione in più di animazione e ai turisti un'esperienza sensoriale con i vini dei territori e i prodotti tipici locali, animando le piazze e le vie dei borghi e dei centri storici delle Città del Vino. Anche se si dovranno rispettare le norme vigenti in materia di prevenzione dei contagi del virus. Sarà un Calici di Stelle diverso, ma non per questo meno bello da vivere”.

#CALICIDISTELLE2020 - NOTTI DI LUCE: VIRTUALE E REALE
Lo scorrere del tempo sarà segnato dal battito frenetico delle condivisioni sui social network. Twitter, Facebook, Instagram, saranno luoghi virtuali dove molti fermeranno il loro tempo: una foto, un messaggio, una parola, celebrando l’incontro tra la luce virtuale dello smartphone e quella reale del cielo e delle sue stelle. Il messaggio passerà attraverso l’hashtag #CalicidiStelle2020 e sarà amplificato lunedì 10 agosto alle 19.30, momento in cui l’Italia dell’enoturismo si unirà in un grande brindisi online da Nord a Sud.

Calici di Stelle è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.
Partner istituzionali: Vinitaly, AEE Asosiacion, Enit
Sponsor: RCR, Goldplast, Wineplan, Offerspans
Media partner: PleinAir, L’Eco della Stampa, Intravino, Italia a Tavola, Cucina&Vini

IL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera oltre 800 fra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità.

CITTÀ DEL VINO. L'Associazione nazionale Città del Vino, nata a Siena il 21 marzo 1987, riunisce 420 Comuni italiani; opera per la promozione e la valorizzazione dei territori del vino attraverso progetti di marketing territoriale.
Media partner: Terre del Vino

SIPO, al via la raccolta della Rapa rossa fresca



Sipo ha dato il via alla raccolta delle produzioni della Rapa rossa fresca.
La rapa rossa, il cui nome botanico è Beta Vulgaris, è un tubero originario dei Paesi europei e dell'Africa del Nord, attualmente coltivato in tutte le aree del Mediterraneo.
È un tubero il cui colore rosso caratterizza la pellicola esterna, le radici, le foglie e i piccioli. La rapa rossa è un ortaggio dalle pochissime calorie. Questa caratteristica la rende un ingrediente elettivo nelle diete ipocaloriche. 
L’aspetto nutrizionale e fitoterapico interessante è dovuto alla grande quantità di sali minerali e vitamine che questo tubero in quanto tale, porta con sé: la rapa rossa è un’apportatrice sana di ferro, calcio, potassio, fosforo e sodio.
Le rape rosse vengono generalmente consumate cotte, malgrado sia preferibile mangiarle crude, grattugiate o a fettine sottilissime - al fine di assumere anche tutte le vitamine, i sali minerali e le fibre in esse contenute. Alcuni amano cuocere al forno le rape rosse, dunque tostate e gratinate. Nella fitoterapia, è consigliato il decotto di rapa rossa come depurativo, remineralizzante e digestivo.
Scopri di più sul nostro http://blog.sipo.it/

Al via la 10° edizione di Mezzano Romantica Spettacoli dal 10 luglio al 5 settembre 2020



A seguito dell’annullamento del Trentino Music Festival, dovuto all’emergenza Covid, la programmazione di Mezzano Romantica, giunta alla 10° edizione, ha dovuto essere rivista. Si è quindi deciso fissare durante l’estate gli eventi inizialmente previsti in altri periodi dell’anno, in modo da presentare a turisti e residenti una serie di appuntamenti cameristici, teatrali e corali di grande interesse, confermando così l’offerta culturale estiva che Mezzano di Primiero (Tn) ha sempre proposto negli ultimi anni e che non poteva mancare nemmeno in questa imprevedibile situazione.

Il cartellone, organizzato dal Comune di Mezzano e affidato alla direzione artistica di Francesco Schweizer, prenderà il via venerdì 10 luglio con un appuntamento teatrale, che vedrà in scena Lisa Galantini e Denis Fontanari in “BOCCACCesco”, letture e racconti liberamente ispirati al Decamerone di Giovanni Bocaccio. Sarà una piacevole serata in cui si potranno ascoltare alcune delle più divertenti novelle scritte da Boccaccio, in cui a colpi di arguzia, sensualità̀ e riso, le donne e gli uomini del suo tempo (ma anche del nostro) si sfidano, si raccontano, si traggono in inganno e si amano. Dal Decameron gli attori spazieranno ad altri testi e autori, sempre rielaborando la tematica del racconto durante l’isolamento, tornato di attualità con le recenti vicende.

Un concerto corale si terrà nella chiesa di Mezzano domenica 19 luglio, tradizionale e partecipatissima festa della Madonna dei Carmeni: ad esibirsi il coro femminile Francesco Sandi di Feltre diretto da Maria Canton, che si è distino in numerosi concorsi corali tra cui il prestigioso Concorso Internazionale Guido d’Arezzo e che presenterà opere di Mendelssohn, Schultz, Sato e melodie tradizionali.

Per la musica da camera, venerdì 31 luglio il diciannovenne pianista tedesco Jakob Aumiller, talentuoso studente del Conservatorio di Trento, già premiato in numerosi concorsi, presenterà un impegnativo e coinvolgente programma spaziando fra le più significative composizioni di  Beethoven, Chopin, Rachmaninof e Prokovief.

Un'altra serata teatrale sarà proposta giovedì 6 agosto: in scena lo spettacolo dal titolo “Ciò che non può morire mai”, con l’autore e attore Claudio Tomaello e il chitarrista Stefano Bonato. Si tratta di un percorso musicale e narrativo all'interno del mondo delle fiabe, alla scoperta delle loro origini, del loro linguaggio e della loro inestimabile potenza di cambiamento. La narrazione musicale condurrà gli spettatori attraverso fiabe provenienti da diverse tradizioni, rivelando quale sia l'ingrediente segreto dell'Amore. 

Sabato 22 agosto si avrà la straordinaria occasione di ascoltare il Quartetto di Venezia, così definito dalla critica “La perfetta padronanza tecnica e la forza delle interpretazioni, caratterizzate dalla spinta verso un valore assoluto propria dei veri interpreti, pongono il Quartetto di Venezia ai vertici della categoria e fra i pochissimi degni di coprire il ruolo dei grandi Quartetti del passato". Il Quartetto di Venezia ha suonato in alcuni tra i maggiori Festival Internazionali e in luoghi iconici in Italia e nel mondo, tra cui la National Gallery a Washington, il Palazzo delle Nazioni Unite a New York, la Sala Unesco a Parigi, IUC e Accademia Filarmonica Romana a Roma, le Serate Musicali - Società del Quartetto - Società dei Concerti di Milano. In programma musiche di Mozart, Wolf e Brahms. Lo compongono Andrea Vio e Alberto Battiston al violino, Mario Paladin alla viola, Angelo Zanin al Violoncello.

L’ultimo appuntamento della stagione si terrà sabato 5 settembre: sarà ospite del Festival una formazione cameristica di grande prestigio, l’Hèsperos Piano Trio, formato da Filippo Lama al violino, Stefano Guarino al violoncello e Riccardo Zadra al pianoforte. Il Trio è stato apprezzato dalla critica per “l’eccezionale equilibrio sonoro che regna tra i tre artisti, per non parlare della chiarezza, della pulizia tecnica, del naturale scambiarsi le frasi in nome di una musicalità accesa e matura”. Il sodalizio tra i tre musicisti, forte di uno spontaneo e naturale affiatamento, è basato sulla condivisione di percorsi di vita musicale molto diversi ma convergenti, che comprendono una ricca rete di esperienze solistiche, cameristiche, orchestrali e didattiche di livello internazionale. In programma musiche di Martucci e Brahms.

Gli spettacoli sono gratuiti e si terranno tutti (salvo quello di domenica 19 luglio) al Centro Civico di Mezzano alle ore 21.

Per informazioni: Ufficio Turistico Comune di Mezzano

Shlomo Harush Segments by email 30 giugno – settembre 2020 BUILDING via Monte di Pietà 23 Milano



BUILDING da sempre esplora nuove modalità di ricerca che mettano al centro l’arte, la sperimentazione e la sua divulgazione, studiando progetti che si avvicinano sempre di più al pubblico e alle esigenze degli artisti. Durante il lockdown, BUILDING ha sentito la necessità di misurarsi con nuove metodologie e linguaggi per la divulgazione dell’arte, capendo l’importanza di lavorare a un nuovo progetto interamente online che slegasse l’arte da qualsiasi limite, strutturale, temporale e spaziale. Così è nata l’idea di creare un progetto virtuale – ancora in elaborazione – che esplorasse una nuova modalità espositiva e narrativa, fruibile attraverso il sito e altre piattaforme web, sviluppando una nuova sperimentazione artistica e curatoriale incentrata sulla relazione con lo spazio fisico di BUILDING e allo stesso tempo con quello del surreale.

Durante il lockdown l’artista Shlomo Harush – che in passato ha già collaborato con BUILDING – ha portato avanti nel suo studio a New York la creazione di una nuova opera: per la prima volta l’artista si è confrontato con un mezzo mai sperimentato prima d’ora, producendo un corpus inedito di video di animazione. Questa concomitanza di situazioni, seppur geograficamente distanti, ha permesso di mostrare e rafforzare la connessione fra la nuova ricerca dell'artista e quella di BUILDING. Con queste brevi animazioni, che insistono sulla ripetizione di un’azione semplice e talvolta astratta, Shlomo Harush riflette sul potenziale narrativo del digitale come modalità di condivisione immediata di un’intuizione, un sentimento o un attimo potenzialmente condivisibile. Lo spazio virtuale diventa piattaforma preferenziale per esplorare un nuovo modo di esibire e problematizzare le questioni dell’arte in un periodo controverso.
Il progetto speciale Segments by email è sia fisico che virtuale, visitabile nello spazio della galleria e esplorabile online. Una serie di video mostra incontri di figure umane e oggetti danzanti che si uniscono in un interno di linee confuse, geometrie variabili e astratte, come se qualcosa nel web succedesse e si perdesse a causa di un algoritmo che, in maniera autonoma, genera nuove forme e colori.

Con queste parole l'artista introduce il suo lavoro: “Ho creato questa nuova serie di opere durante la mia quarantena trascorsa nella città di New York. In un momento per tutti di profondo silenzio, ho pensato e sentito che la cosa giusta da fare era lavorare assecondando questo silenzio collettivo. Il mio lavoro si è dunque sviluppato attraverso l'idea e il senso della tridimensionalità, i video sono il risultato di un modo diverso di pensare alle mie sculture tradizionali, un modo che è stato suggerito dal silenzio di cui ho parlato. Di conseguenza ho realizzato queste brevi animazioni, che sono una combinazione tra le mie sculture e i miei disegni, e si adattano sia allo spazio della mostra reale che a quello virtuale. Sono immagini in movimento che possono diventare scultura, tornare disegno o pittura e dividersi ancora in frame e segmenti della composizione. È una mostra che può essere inviata via e-mail.”