martedì 4 maggio 2021

PANGEA PHOTO FESTIVAL prima edizione

 


 

 

A Castelnovo ne’ Monti (ri)apre il Pangea Photo Festival, una nuova iniziativa culturale dedicata a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta.

 

Aperte fino al 30 maggio le mostre alle scuderie di Palazzo Ducale di Tanya Habjouqa e Lucas Foglia. Le mostre outdoor “Future Studies” di Luca Locatelli, “Arctic New Frontier” di Khadir Van Lohuizen e Yuri Kozirev, “Fulani” di Michele Cattani e “Sometimes I cannot smile” di Piergiorgio Casotti si potranno visitare invece fino al 27 giugno 2021.

 

A Castelnovo ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia, è nato un festival di fotografia dedicato a tematiche contemporanee cruciali per il futuro della società e del pianeta. Penalizzato dal lockdown alla sua inaugurazione il 18 gennaio scorso, Pangea Photo Festival è stato ideato e organizzato da un gruppo di giovani abitanti dell’Appennino Reggiano, insieme al Comune di Castelnovo ne’ Monti e con il sostegno di A.S.C. Teatro Appennino. Attraverso il linguaggio diretto delle immagini, il festival vuole portare consapevolezza e aumentare la soglia di attenzione su importanti temi che troppo spesso passano inosservati nelle nostre vite, ma che hanno un forte impatto sul nostro presente e sul nostro futuro.

 

La prima edizione di Pangea Photo Festival ospita sei mostre, in diverse sedi outdoor e indoor, di fotografi nazionali e internazionali che affrontano grandi tematiche dell’attualità globale, come il cambiamento climatico, i conflitti, le migrazioni, la relazione uomo/natura e uomo/potere, e che accendono domande su come questi temi impattino sulle comunità locali e sulla vita di ciascuno di noi. “Crediamo fortemente – dicono gli ideatori - che la narrazione attraverso la fotografia d’autore possa aiutare a riconnettersi profondamente con storie all’apparenza lontane, ma che riguardano tutti e talvolta possono anche essere determinate dalle piccole scelte quotidiane di ciascun individuo”.

 

“Pangea è tutta la terra. Tutto il mondo, o almeno una sua parte rilevante, che arriva e viene ospitato in un piccolo paese al centro dell'Appenino reggiano” sottolinea Emanuele Ferrari, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Castelnovo ne’ Monti, che ha creduto fin da subito nell’iniziativa proposta dagli organizzatori. “Storie scritte in immagini che raccontano il nostro tempo, che si possono incontrare camminando per il paese, o salendo alla Pietra di Bismantova, cantata da Dante nel Purgatorio. Altre invece si potranno visitare nella sala mostre delle ex scuderie di Palazzo Ducale. Una molteplicità di sguardi e storie che hanno un orizzonte comune: quello della sostenibilità, della visione di un futuro possibile, declinato in una prospettiva di ecologia integrale, di dialogo tra le culture, valorizzazione delle differenze”.

 

La mostra “Human Nature // Frontcountry” del fotografo Lucas Foglia, esposta a Palazzo Ducale, in via Roma 12, su gentile concessione di Micamera, consta di due progetti che indagano la relazione fra l’uomo e l’ambiente. Dopo che l’uragano Sandy è entrato nella vita del giovane fotografo americano, Foglia sente che è necessario occuparsi dell’argomento come un problema diventato ormai globale. “Human Nature” ci trasporta in diversi e meravigliosi ambienti, fra città, foreste, deserti, paesaggi ghiacciati e oceani, attraverso immagini accomunate dal desiderio di investigare le complesse e confittuali forze che intercorrono fra uomo e natura. “Frontcountry” racconta le più remote pieghe dell’ovest americano, fra cowboy e minatori, raccoglie le storie di una trasformazione sociale che vede il costante avanzamento dell’industria mineraria ed energetica e un contestuale sconvolgimento dei paesaggi rurali e degli abitanti che ad essi si relazionano organizzando la propria sopravvivenza. Lucas Foglia, nato in una piccola fattoria a New York nel 1983, è un fotografo di fama internazionale e insegna fotografia presso il San Francisco Art Institute. Le sue opere appartengono a diverse collezioni permanenti, presso il Denver Art Museum, il Museum of Fine Arts Houston, il Philadelphia Museum of Art e il Victoria & Albert Museum.

 

Sempre a Palazzo Ducale è allestito un altro progetto dell’agenzia NOOR, “Occupied Pleasures” della fotografa Tanya Habjouqa, che narra la quotidianità nei territori palestinesi. Le sue fotografie presentano un ritratto sfumato e multidimensionale della capacità umana di trovare momenti di benessere in circostanze difficili nella Cisgiordania occupata, a Gerusalemme e a Gaza.

 

La Pietra di Bismantova è palcoscenico di eccellenza per la mostra open air “Arctic New Frontier” di Khadir Van Lohuizen e Yuri Kozirev (in collaborazione con NOOR e Fondation Carmignac), per la prima volta in Italia. Le suggestive immagini, che testimoniano i 15 mila km percorsi dai fotografi per raccontare i cambiamenti climatici nel circolo polare artico, sono esposte sui muri che dal piazzale Dante conducono all’Eremo di Bismantova.

 

La Corte Campanini, il cortile interno della Biblioteca Crovi dell’Istituto Merulo, in via Roma 4, ospita la mostra “Future Studies” di Luca Locatelli, finalista al World Press Photo 2018, che racconta di pratiche agricole innovative e soluzioni per ridurre il problema della la fame nel mondo. Accessibile negli orari di apertura della Biblioteca, racconta un viaggio di sette anni, ancora in corso, per esplorare nuovi modi di vivere sul nostro Pianeta.

 

Altre sedi in centro accoglieranno due fotografi reggiani: tra piazza Peretti e piazza Martiri della Libertà è esposta la mostra di Piergiorgio Casotti “Sometimes I cannot smile”, un viaggio intimo e personale nel difficile mondo giovanile groenlandese, mentre in via Roma 7 nell’ex Pretura,  l’indagine fotogiornalistica “Fulani” di Michele Cattani, che ritrae la complessa società maliana nelle sue varie sfaccettature.

 

“Mai come in questo periodo, proprio a causa della pandemia di Covid-19, abbiamo avuto l’occasione di riflettere su quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento in futuro, nello sforzo di ristabilire un sano rapporto con la natura e la Terra” concludono gli organizzatori. In un periodo difficile per il settore culturale, Pangea Photo Festival cerca così di portare un segno di speranza e inclusione, garantendo un accesso alle mostre in totale sicurezza e in conformità alle normative anti-covid vigenti.

 

Il progetto è finanziato dal bando Shaping Fair Cities della Regione Emilia Romagna, per la diffusione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Con la volontà di collaborare, per quanto possibile in questo periodo di distanziamento sociale, con istituti scolastici e insegnanti per la realizzazione di progetti educativi legati al Festival.

 

Pangea Photo Festival è anche un’importante occasione di promozione del territorio, anche grazie al coinvolgimento di varie associazioni locali in attività di animazione culturale e sensibilizzazione: collaborano al progetto Associazione Al Bayt, Associazione Centro Storico di Castelnovo ne’ Monti, Associazione Maliana Badegna, Condotta Slow Food Appennino Reggiano, Extinction Rebellion Reggio Emilia, Fa.Ce. Famiglie Cerebrolesi Associazione Provinciale di Reggio Emilia, Gaom, Vogliamo La Luna e CGIL.

 

 

*** NUOVE DATE E ORARI DI APERTURA:

Fino al 30 maggio:

Le mostre “Occupied Pleasures” di Tanya Habjouqua e “Human Nature/ Frontcountry” di Lucas Foglia, allestite nelle scuderie di Palazzo Ducale, in via Roma 12, riaprono da venerdì 30 aprile a domenica 30 maggio. Le mostre saranno visitabili nei giorni venerdì, sabato e domenica, dalle 16 alle 19, su prenotazione (telefonando negli orari di apertura della mostra al numero 0522/610262).

 

Fino al 27 giugno:

“Future Studies” di Luca Locatelli alla Corte Campanini, il cortile interno della Biblioteca Crovi dell’Istituto Merulo, in via Roma 4, è aperta dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 19.

Si potranno visitare in qualsiasi orario le mostre outdoor:

- “Arctic New Frontier” di Khadir Van Lohuizen e Yuri Kozirev, alla Pietra di Bismantova

- “Fulani” di Michele Cattani, in via Roma 7 nell’ex Pretura

- “Sometimes I cannot smile” di Piergiorgio Casotti, tra piazza Peretti e piazza Martiri della Libertà

 

 

www.pangeaphotofestival.it

APTITUDEfortheARTS In collaborazione con Provincia di Vercelli e Comune di Trino presentano MARGHERITA RASO

 

 


 


un progetto ideato e promosso da Marina Roncarolo

con la direzione artistica di Paola Nicolin

 

dal 30 maggio al 24 ottobre 2021

 

Campanile dell’Abbazia di Santa Maria in Lucedio

 

Trino (Vercelli)

 

aperto tutte le domeniche dalle 15.00 alle 17.00

prenotazione obbligatoria su https://faiprenotazioni.fondoambiente.it

a partire dal 30 maggio

 

www.aptitudeforthearts.com

 


Vercelli, 4 maggio 2021. Con l’intervento dell’artista Margherita Raso per il campanile dell’Abbazia di Santa Maria in Lucedio, nel Comune di Trino in provincia di Vercelli, il 30 maggio 2021 prende avvio il programma di APTITUDEforthearts, progetto d’arte nel territorio interamente dedicato alla ricerca artistica femminile, ideato e promosso da Marina Roncarolo con la direzione artistica di Paola Nicolin.

 

Nato da una riflessione sul “prendersi cura” inteso come attitudine, innata o acquisita, radicata nell’universo del femminile, APTITUDEforthearts invita artiste di generazioni diverse a guardare il paesaggio e il peculiare contesto agricolo del vercellese non solo come fonti da cui trarre ispirazione per la propria pratica creativa, ma soprattutto come soggetti di cui appunto prendersi cura, portando attenzioni, gesti e sguardi nuovi e rigeneranti.

La memoria storica e la natura stessa del territorio di Vercelli e del Piemonte orientale – legato a doppio filo alla filiera del riso – sono profondamente connotate dalla presenza della donna, un tempo come forza lavoro e oggi come presenza peculiare tanto nell’imprenditoria quanto nelle attività culturali. Da qui la scelta di Marina Roncarolo e Paola Nicolin di guardare alla produzione artistica al femminile per raccontare la storia e la natura di un’area ancora poco conosciuta e per valorizzare tanto il suo patrimonio immateriale quanto quello artistico e architettonico attraverso il recupero di spazi storici in corso di restauro, dismessi o in attesa di cure, che possono essere temporaneamente riscoperti e rivitalizzati dalla presenza di uno sguardo diverso.

 

Luogo ideale per iniziare questo percorso è l’Abbazia di Lucedio, complesso architettonico creato dai monaci cistercensi dal 1123 circa, situato a pochi chilometri dal centro di Vercelli nel comune di Trino: non solo capolavoro di architettura sacra, per quanto non ancora adeguatamente conosciuto, ma anche modello di economia sostenibile e primo esempio di luogo di produzione e meditazione legato alla cultura del riso.

 

Margherita Raso (Lecco, 1991) – artista italiana tra le più promettenti della sua generazione, attenta al linguaggio della scultura e alle sue diverse forme e materiali – si è confrontata con il complesso architettonico dando vita a un’installazione scultorea realizzata con opere tridimensionali e sonore che si snodano attraverso lo spazio del Campanile della Abbazia.

Al via il nuovo progetto di turismo esperienziale “Romagna a tu per tu”

 

 




Lungo la Strada della Romagna cantine, agriturismi, ristoranti e luoghi della cultura propongono esperienze emozionanti per immergersi nella natura e nelle tradizioni del territorio scoprendo tesori enogastronomici e artistici

 

 

Una passeggiata in vigna con degustazione in cantina, una lezione sulla piadina romagnola con pranzo finale in agriturismo, una visita guidata al museo con partecipazione a un laboratorio didattico, un tour alla scoperta di un antico mulino per produrre la propria farina con cui preparare golosi biscotti. Sono alcune delle esperienze che si possono vivere in provincia di Ravenna grazie a “Romagna a tu per tu“, il nuovo progetto di turismo esperienziale promosso dalla Strada della Romagna per attirare turisti ed emozionare i visitatori del territorio attraverso iniziative di qualità incentrate sulle eccellenze locali in ambito enogastronomico, culturale e naturalistico.

 

Grazie alla collaborazione con Imola Faenza Tourism Company e Ravenna Incoming, le cantine, gli agriturismi, i ristoranti e i luoghi della cultura associati alla Strada dei vini e dei sapori della provincia di Ravenna proporranno a partire dal mese di maggio esperienze speciali da vivere presso le proprie strutture in piena sicurezza e con il massimo del divertimento. Sui portali www.imolafaenza.it e www.ravennaexperience.it è già possibile acquistare una prima rosa di esperienze, che si arricchirà nelle prossime settimane con nuove proposte che andranno a coprire tutti i dodici mesi dell’anno. 

 

“Le pesanti restrizioni causate dalla pandemia – afferma il presidente della Strada della Romagna Filiberto Mazzanti – non hanno spento la voglia di viaggiare, ma hanno modificato le richieste dei turisti, che sempre più prediligono destinazioni facili da raggiungere e in cui poter vivere esperienze di qualità, immergendosi nella natura, nella cultura e nelle tradizioni locali. E’ un turismo spesso di prossimità e quasi sempre slow, che ricerca proposte autentiche ed emozionanti, da condividere in coppia o in piccoli gruppi. Con il progetto “Romagna a tu per tu” andiamo incontro a questa domanda crescente, promuovendo l’immagine più autentica del nostro territorio, fatta di ospitalità, eccellenze enogastronomiche e culturali”.

 

“Lavorare in rete tra operatori turistici per la valorizzazione del territorio è sempre più fondamentale – sottolinea l’Assessore al Turismo del Comune di Ravenna Giacomo Costantini – per costruire un’offerta ampia in grado di toccare più leve motivazionali e incontrare l'interesse di nuovi pubblici, in questo modo possiamo puntare strategicamente ad aumentare le presenze turistiche e creare maggior valore aggiunto per l'economia locale. Punti di forza rilevanti del progetto “Romagna a tu per tu” sono la possibilità di differenziare le offerte di pacchetti ed esperienze durante tutto l'anno e creare sinergie tra arte, enogastronomia, natura e attività motorie all'aria aperta. Inoltre promuovere la scoperta o la riscoperta di itinerari fino a oggi meno battuti, ma che nulla hanno da invidiare alle rotte principalmente percorse da chi sceglie il nostro territorio, rafforza l'identità e la competitività di tutti i comparti, come il balneare, che per arrivi e presenze è il principale della Regione”.

 

“La capacità di accoglienza turistica dei nostri imprenditori impegnati nella ricettività agrituristica o nella produzione agricola rivolta ai consumatori finali è migliorata fortemente nel corso degli ultimi anni – puntualizza l’Assessora al Turismo del Comune di Faenza Rossella Fabbri – e può contare oggi su spazi ampi e attrezzati, prodotti di ottima qualità e una rinnovata capacità di narrazione dei luoghi e delle attività che sono alla base della bontà dell’offerta. Di fronte a visitatori che hanno sete di conoscenza ed emozioni oltre che di bellezza e genuinità, il nostro entroterra di collina e di pianura ha le carte in regola per diventare una meta d’elezione di un turismo slow e sostenibile, grazie alla presenza di numerosi cammini e percorsi ciclabili che attraversano le campagne faentine offrendo la possibilità di entrare in contatto diretto con panorami e prodotti di pregio”.

 

A caratterizzare le prime dieci esperienze proposte dal progetto “Romagna a tu per tu” attraverso i due principali portali turistici della provincia di Ravenna e il sito www.stradadellaromagna.it è la possibilità offerta ai partecipanti di immergersi per alcune ore o un’intera giornata all’interno delle realtà ospitanti, vivendo un rapporto diretto e privilegiato con chi ogni giorno produce cibi e vini di qualità o è impegnato in prima persona nella tutela delle tradizioni più antiche del territorio.

 

 

lunedì 3 maggio 2021

Cardi Gallery in Real-time 3D streaming

 


 

 In collaborazione con la start up milanese WIDE VR e grazie alle più avanzate tecnologie nella riproduzione di opere d’arte e di spazi tridimensionali in digitale, Cardi Gallery in occasione della mostra de I Dormienti di Mimmo Paladino introduce la visione in Real-time 3D streaming che sarà visibile sul sito www.cardigallery.com

 

La galleria utilizza questa nuova modalità digitale, che integra le più avanzate ricerche tecnologiche sulla realtà virtuale, per offrire al suo pubblico un risultato di altissima qualità.

 

Le 32 sculture in terracotta che compongono l'opera sono state scansionate con un procedimento di fotogrammetria che restituisce l'immagine tridimensionale nel minimo dettaglio, per poi essere ricomposti nello spazio virtuale della galleria.

Il visitatore potrà muoversi online tra le opere e osservare a 360 gradi i particolari che le compongono, proprio come farebbe nello spazio reale, con la possibilità di cliccare sulle opere per approfondimenti e contenuti inediti.

Elemento innovativo alla base del progetto è la tecnologia Real-time 3D Streaming, derivata dal gaming, in grado di portare la qualità della mostra virtuale a livelli finora sconosciuti.

 

“In un momento in cui è essenziale pensare a nuove modalità di partecipazione agli eventi espositivi, questa iniziativa mira a portare un ulteriore strumento per avvicinare il pubblico all'arte”, sottolinea Nicolò Cardi, Group CEO & President di Cardi Gallery.

 

“Il nostro progetto innovativo arricchisce l'ampia offerta che gallerie e fiere di tutto il mondo hanno proposto nel 2020. Il settore della ricerca tecnologica offre ancora ampi margini di sperimentazione e abbiamo voluto essere protagonisti di un nuovo capitolo evolutivo”, aggiunge Giacomo Nicolodi, Chief Marketing Officer di Cardi Gallery.

 

"Cardi Gallery da sempre sperimenta forme innovative di condivisione e interazione col pubblico. In queste settimane abbiamo ancora l'onore di ospitare la meravigliosa esposizione del grande artista Mimmo Paladino. Un'installazione che offre un'esperienza emozionale unica, oggi fruibile da tutti anche grazie alla tecnologia Real-time 3D Streaming. Un'opportunità che, sono certa, sarà particolarmente apprezzata" – spiega Barbara Berlusconi, Partner di Cardi Gallery.

Crognolo, l’etichetta di Tenuta Sette Ponti che porta nel suo DNA quello della storica Vigna dell’Impero piantata a Castiglion Fibocchi da Amedeo di Savoia Duca d’Aosta.

 


 

 È il primo vino della tenuta, nato nel 1998 dal progetto vitivinicolo di Antonio Moretti Cuseri, imprenditore della moda con grande vocazione e passione per la viticoltura e il vino di alta qualità. Un Sangiovese elegante, dotato di un’identità unica, che coniuga la cultura del vino toscana e quella di derivazione franco-piemontese riconoscibile nel primo vigneto piantato nella tenuta di Castiglion Fibocchi nel 1935, la Vigna dell’Impero, da cui sono stati ricavati i cloni che hanno dato vita ai vigneti da cui si produce il Crognolo.
 
Castiglion Fibocchi (AR), 3 maggio 2021 – Struttura, mineralità e longevità. L’immediatezza che lascia il segno, l’identità che conferisce riconoscibilità al prodotto. È Crognolo, il primo vino nato dal progetto di Antonio Moretti Cuseri, l’imprenditore toscano che ha saputo trasferire l’eleganza dal mondo della moda a quello del vino, portando Tenuta Sette Ponti a raggiungere importanti successi internazionali.
 
È un progetto di qualità che continua ininterrottamente da oltre vent’anni quello che lega Antonio Moretti Cuseri al mondo della viticoltura. Vocazione e passione alimentate da studi, ricerche, consulenze ed esperienza in vigna, unite al grande amore per un territorio riconosciuto come una delle migliori zone a vocazione vinicola della Toscana da un editto del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici nel 1716. Un background che, unito alla vocazione di questa terra per il Sangiovese, porta alla nascita della prima etichetta di Tenuta Sette Ponti: Crognolo, nome che deriva da quello di una pianta selvatica che abbonda all’interno della tenuta, il cornus. Un vino che rappresenta fortemente la visione del suo ideatore, tra valorizzazione del territorio e dei vitigni, eccellenza, rigore, e innovazione realizzata da una tradizione in grado di evolvere. La base è una storica varietà di Sangiovese proveniente da cloni della più antica vigna della tenuta, la Vigna dell’Impero, voluta nel 1935 da Amedeo di Savoia Duca d’Aosta. Un Sangiovese in cui si fondono la tradizione vitivinicola piemontese del ramo Savoia-Aosta da cui proviene Amedeo e quella francese del ramo Orléans da cui proveniva la moglie Anna. Da questa storica varietà, innestata su vigneti posti in terreni sassosi e ricchi di galestro e sono coltivati esclusivamente con concimi organici e senza uso di diserbanti, viene effettuata la migliore selezione di Sangiovese che compone oltre il 90% del Crognolo. A questa si aggiunge una piccola quantità di altri vitigni che conferisce immediatezza e longevità al vino. La vinificazione avviene a temperatura controllata per circa 20 giorni con successiva macerazione e una maturazione di 12-14 mesi in botti di legno che termina con un affinamento in bottiglia della durata di 6 mesi. Il vino che ne deriva è di colore rosso rubino, armonico e vibrante, immediato e di grande bevibilità, ma al tempo stesso dotato di un’eleganza che rimane e di un’ottima longevità dettata dalla salinità conferita dal galestro, oltre ad un tocco selvatico che va dall’alloro al rosmarino a caratterizzare il Sangiovese della Tenuta Sette Ponti.
 
Crognolo nasce da vitigni i cui cloni sono unici e producono uve di alta qualità, lavorate assecondando i naturali processi di fermentazione per dar vita a un vino che è divenuto tra i più celebri e premiati di Tenuta Sette Ponti e annualmente riceve riconoscimenti a livello italiano e internazionale.


www.tenutasetteponti.it

Flavio Favelli: Vita D’Artista 10.02.21 – 07.05.21 (mostra prorogata fino al 25 giugno)

 


 

 Un intervento site-specific negli spazi ottocenteschi della dimora del mecenate milanese. Con Vita d’Artista, Flavio Favelli (Firenze, 1967) è protagonista di un progetto espositivo site-specific che coinvolge tutti gli spazi della Fondazione Adolfo Pini. Partendo dalla suggestione del libro di Carlo Cassola che, con lo stesso titolo, affronta la questione dell’arte rispetto a certi ideali, alla politica, all’impegno sociale, Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini (1920-1986) e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista. Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi.

MATERNIGO VALPOLICELLA SUPERIORE DOC UN REGALO SPECIALE PER BRINDARE ALLA FESTA DELLA MAMMA

 

Il significato del suo nome - Terra della Madre - rende il Valpolicella Superiore Doc la scelta perfetta per onorare questa ricorrenza

 

Ci sono tanti modi per rendere omaggio alla mamma, per festeggiarla e renderla felice. Magari con una bottiglia di vino, un’etichetta che già nel suo nome, Maternigo - ovvero Terra della Madre - celebra questa giornata particolare. È dal vigneto Impervio, così chiamato per l’importante pendenza del terreno, che nasce questo cru di Valpolicella Superiore Doc della famiglia Tedeschi, da una terra caratterizzata dalla presenza di marne bianche e gialle che donano grande freschezza ed equilibrio a questo vino. Il suo colore è un rosso rubino intenso, limpido e trasparente. Al naso è molto fruttato (note di ribes rosso, amarena, ciliegia, lamponi) che si amalgamano alle note di pepe e spezie dolci. In bocca la sua trama è ricca, persistente e molto elegante.

 

È proprio grazie al costante impegno sulla ricerca di caratterizzazione su ogni singola parcella che la vigna viene seguita momento dopo momento fino alla selezione delle uve: questo lavoro dà vita ad un prodotto dalla struttura e dalla concentrazione ben equilibrate, con una singolare acidità che regala bevibilità e longevità a questo perfetto interprete del territorio della Valpolicella.

 

Alziamo i calici e brindiamo a tutte le mamme del mondo!

 

 


IL SOTTOSEGRETARIO CENTINAIO: «IL MIPAAF È PARTNER DI VINITALY E VINITALY DEL MIPAAF. VERONA È LA CAPITALE DEL VINO»

 «Il Ministero plaude alle iniziative di Veronafiere, perché bisogna ripartire e farlo nel modo migliore possibile», è il commento di Gian Marco Centinaio, sottosegretario di Stato nel governo Draghi al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con delega al settore vitivinicolo, che ha incontrato questa mattina i vertici di Veronafiere.
«Il Ministero vuole esserci. Vogliamo essere vicino alle fiere, al mondo del vino e a Veronafiere, che con Vinitaly ha creato un brand a livello nazionale e internazionale che ha trasformato Verona nella capitale del vino» ha ribadito il sottosegretario Centinaio.
 
Nel corso della riunione, a cui hanno partecipato il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti e il direttore generale Giovanni Mantovani, si è discusso della ripartenza del mondo delle fiere dal 15 giugno, dopo il lungo periodo di chiusura legato alla pandemia. In particolare, l’attenzione si è focalizzata sulle manifestazioni di Veronafiere in Italia: Operawine, grand tasting di Vinitaly con Wine Spectator, in programma il 19 giugno e Vinitaly Special Edition, con gli Stati generali del Vino, primo evento per la ripresa dei contatti commerciali in presenza dal 17 al 19 ottobre, che ha l’obiettivo  di riunire istituzioni, associazioni di filiera e aziende, coinvolgendole in un progetto di sistema che rappresenta il primo evento business del 2021 dedicato al settore vitivinicolo per poi ripartire con slancio verso il 54° Vinitaly, dal 10 al 13 aprile 2022.
 
Secondo Centinaio, proprio in vista di questa edizione straordinaria della manifestazione, è necessario mettere in campo azioni coordinate a sostegno del settore. «La priorità è aiutare innanzitutto i produttori di vini di qualità, che a causa delle chiusure di ristoranti e bar, ne hanno risentito più di tutti», conclude il sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
L’occasione dell’incontro di questa mattina è stata anche la partecipazione del sottosegretario Centinaio alla presentazione del progetto per il Museo del Vino.
 
Il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti ha ricordato come Verona sia tra le dieci Great Wine Capitals mondiali, il network internazionale creato per promuovere l’enoturismo. «Vinitaly ci vede presenti mediamente con 40 eventi all’anno sui mercati di Nord Europa, Asia, Russia, Nord e Sud America», sottolinea Gelmetti. «Anche in passato, nei momenti difficili del mercato, Veronafiere si è sempre rivelata al centro del sistema, esprimendo un ruolo determinante, e garantendo alle aziende tutti gli strumenti di riscatto e di rinascita derivanti dal know how espresso dal grande sistema di promozione che Vinitaly rappresenta in Italia e sui mercati internazionali. Per questo, guardiamo con molto interesse il progetto di realizzare, proprio nell’area fieristica, un Museo nazionale del vino. Una iniziativa culturale che potrà valorizzare la vocazione enoturistica della città, con tutte le conseguenze positive in termini di indotto».
 
In giugno sono in programma anche Vinitaly Design international packaging competition (11 giugno), Vinitaly 5 Star Wines The book (16-18 giugno) e i corsi della Vinitaly International Academy (20-23 giugno). A questi appuntamenti si aggiungono quelli all’estero: dopo Vinitaly Russia a Mosca (23 marzo) e San Pietroburgo (25 marzo) e Vinitaly Chengdu in Cina (3-6 aprile), va in scena a Shenzhen, sempre in Cina, a giugno (8-10) la seconda edizione in presenza di Wine To Asia. A settembre, Vinitaly è a Pechino (13-17) e poi in Brasile, per Wine South America (22-24).

In occasione della mostra HYPHAE Dove le cose cadono e non ritornano più a se stesse di Riccardo Arena nel contesto del public program ideato dall'artista Mercoledì 5 maggio alle ore 18.00

 

 

si terrà una conferenza sulle tematiche

all'origine della mostra

 

con

Riccardo Arena,
Giuliano Boccali e Maurizio Barracano

 

 

La conferenza si terrà all'aperto,

nello spazio antistante alla Galleria Milano in Via Turati 14 

 

L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Per partecipare è necessario prenotare scrivendo a info@galleriamilano.com

 

La conferenza è il primo appuntamento del Public Program ideato da Riccardo Arena come parte integrante dell'installazione Hyphae. Dove le cose cadono e non ritornano più a se stesse, in galleria fino al 24 luglio 2021 e curata da Katia Anguelova.

 

Parteciperanno:
- Giuliano Boccali, professore di indologia, sanscrito e tibetologia, con un intervento sull’estetica della poesia indiana;
- Maurizio Barracano, restauratore di tappeti e arazzi, studioso di simbologia e di religioni,  con un intervento sul mistero del silenzio. 

- Introduce Riccardo Arena

sabato 1 maggio 2021

I Percorsi della Mobilità Dolce presentati a Montebelluna - Gli interventi di Slovenia,Veneto, Emilia Romagna e Marche

 



 



I Percorsi della Mobilità di Borghi d'Europa,nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), vengono presentati nel corso di dieci incontri di informazione .


Nel primo appuntamento che si è tenuto presso il ristorante IppoBicigrill a Montebelluna, i temi affrontati sono stati quelli delle ciclovie  e dei bioparchi .

Giusto nelle vicinanze del locale, finisce la ciclopedonale la Tradotta che collega Montebelluna a Nervesa, realizzata sulla vecchia linea ferroviaria Montebelluna-Susegana, nata agli inizi del secolo scorso per scopi militari (transitava il treno che portava i soldati al fronte, durante la Grande Guerra, durante i combattimenti tra l’Esercito Italiani e quello Austroungarico nella nota “Battaglia del Solsitizio”).

La pista ciclabile misura 18,5 chilometri, per 6 metri di ampiezza, e attraversa i Comuni di Montebelluna, Volpago del Montello, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia.

E’ stata resa possibile grazie a una lunga trattativa tra Rfi e il Consorzio Bosco del Montello che riunisce i 5 Comuni del Montello (compreso quindi Crocetta del Montello).


Una buona notizia dall'Emilia Romagna : il tratto della Ciclovia del Sole sul tracciato dell’ex ferrovia Bologna-Verona da Mirandola a Sala Bolognese (Osteria Nuova) è stata inaugurata il 13 aprile 2021: 46 km realizzati in due anni dalla Città metropolitana di Bologna, che attraversano 8 comuni (Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese e Anzola dell’Emilia) con un costo di 5 milioni di euro.


Dalla Slovenia il racconto del Museo Parenzana, a Isola d'Istria.

Il Museo Parenzana a Isola rappresenta la storia e le peculiarità dell’omonima ex ferrovia a scartamento ridotto, che all’inizio del secolo scorso collegava Trieste a Parenzo e così anche l’Istria. Il museo è stato inaugurato nel 2000 e si trova nel centro di Isola. Nel museo potrete vedere le fotografie ed altri documenti che illustrano la ferrovia, le repliche uniche delle locomotive ed una grande carta geografica della Parenzana. Oltre alla storia della ferrovia il museo offre anche una panoramica sugli usi e costumi della popolazione locale e delle bellezze dell’Istria. Una delle raccolte più ricche di repliche dei treni, che ampiamente presentano e scoprono i misteri della Parenzana, sono di proprietà di Josip Mihelič di Isola.


Il tema dei Bioparchi nel racconto del Presidente del BioParcoNoe di Montebelluna, area realizzata da volontari nata il 10 ottobre 2008 (didattica botanica e sociale),gestita da Fare Natura Onlus. Nel corso dell'incontro il contributo del giornalista bologneseGianluigi Pagano, che ha presentato l'esperienza dei BioParchi in Romagna.




Poi è toccata allo chef Accio e al suo staff commentare l'incontro. Accio ha proposto la Pasta di Aldo (Marche) con gli asparagi e una selezione dei formaggi di malga di Alessandro Arioldi (Quel del Formai di Cavaso del Tomba-Tv). Un morlacco stagionato ha 'chiuso' la selezione.

La Panetteria Pandolfo di Montebelluna ha contribuito di par suo all'evento, proponendoil mezzo sale e la ciabatta, fin dalla classica 'scarpetta' per il piatto di pasta.


Spumanti Dal Din di Vidor, ha accompagnato l'incontro, grazie al racconto di Alessandra ed Oscar, che hanno proposto in degustazione i migliori vini della loro pregevole collezione.

“L'impegno e la costante ricerca della qualità contraddistinguono da oltre 60 anni l’attività produttiva della Famiglia Daldin.Passione e orgoglio per l'arte antica dei vignaioli impreziosiscono tutti gli spumanti Daldin, donando loro gusto e stile d'eccellenza “, questo il commento di

Antonella Pianca ( scrittrice,fotografa e Degustatrice AIS Professionale),ospite dell'appuntamento.



o.


Ciclovia del Sole: in Emilia Romagna aperto il tratto Mirandola-Osteria

 



L'incontro di Montebelluna sui temi della Mobilità Dolce, promosso dalla rete Borghi d'Europa,

è stato l'occasione per presentare l'apertura del tratto della Ciclovia del Sole di 46 chilometri da Mirandola a Osteria Nuova – dopo circa due anni di cantiere, compreso il periodo di lockdown .


Questa tratta della Ciclovia del Sole è stata realizzata sull’ex tracciato ferroviario della Bologna-Verona e fa parte dell’Eurovelo 7 Capo Nord-Malta. In queste settimane sono state ultimate le piazzole di sosta (dotate di illuminazione, wi-fi, carica cellulare e e-bike, kit di riparazione, rastrelliere, acqua ecc.), la segnaletica e, in alcune tratte, la stesura del terzo strato di asfalto stabilizzato.


Con la fine di questo cantiere (che ha visto la Città metropolitana di Bologna soggetto attuatore/stazione appaltante per la progettazione, espletamento della gara d’appalto nonché realizzazione e direzione lavori dell’opera) verrà aperto uno dei principali tratti mancanti della Ciclovia del Sole a Nord del capoluogo emiliano: quello dal confine tra Emilia-Romagna e Lombardia fino alle porte della Città di Bologna.



I numeri dell’intervento nella tratta Mirandola-Osteria nuova sull’ex tracciato ferroviario Bologna-Verona

lavori: primavera 2019-primavera 2021

costo: 5 milioni di euro

lunghezza complessiva: 46 km

8 comuni attraversati: Anzola dell’Emilia, Camposanto, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, San Felice sul Panaro, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese (oltre 100.000 abitanti complessivi).

Il progetto è diviso in 5 tratti funzionali:

Osteria Nuova-San Giovanni in Persiceto,

San Giovanni in Persiceto-Crevalcore,

Crevalcore-San Felice sul Panaro,

San Felice sul Panaro-Mirandola,

Mirandola-confine con la Regione Lombardia.

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I numeri della Ciclovia del Sole

Il progetto complessivo della Ciclovia del Sole Verona-Bologna-Firenze percorre 392 km (di cui 154 km in Emilia-Romagna e 120 km nella città metropolitana di Bologna), che si inseriscono in una delle più importanti ciclabili europee (Eurovelo 7 da Capo Nord a Malta per 7.400 km complessivi).



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