lunedì 3 novembre 2025

Premio Rapallo BPER Banca 2025 Annunciate le terne delle scrittrici finaliste

 

Il sussurro delle storie Una serata con Ian McEwan e Gaia Manzini

 


Lunedì 17 novembre alle ore 21:00, presso il Teatro Bibiena, il ritorno a Mantova e al Festival di uno dei più amati narratori inglesi contemporanei inaugura l’apertura del tesseramento all’Associazione Filofestival per l’anno 2026. Biglietti acquistabili online sul sito di Festivaletteratura dalle 9:00 di lunedì 10 novembre.

 

 

www.festivaletteratura.it

 


Sin dagli albori di Festivaletteratura – la sua prima partecipazione risale alla prima edizione, nel 1997 – gli incontri che hanno avuto come protagonista lo scrittore Ian McEwan, una delle voci più belle e riconoscibili della narrativa contemporanea, sono rimasti impressi nel cuore del pubblico. Romanzi come Il giardino di cemento, L'amore fatale, Amsterdam, Espiazione, La ballata di Adam Henry, Macchine come noi, pubblicati in decine di Paesi e trasposti a più riprese in fortunati adattamenti cinematografici, si sono imposti nel corso dei decenni come autentici punti di riferimento della letteratura mondiale per la loro intensità psicologica e per la capacità di esplorare, attraverso la scrittura, situazioni al limite del paradosso e complesse relazioni sentimentali.

 

Non fanno eccezione le misteriose concatenazioni di eventi al centro del recente Quello che possiamo sapere (Einaudi, 2025), un romanzo che accompagna il lettore in nostalgici e sofferti viaggi nel tempo, alla ricerca di un passato e di un futuro perduti tra sublimi componimenti poetici, disastri ambientali e labirinti della mente. Di questo raffinato ordito narrativo e del potere inesauribile delle storie, l’autore britannico converserà insieme alla scrittrice Gaia Manzini nell’ormai imperdibile festa di tesseramento di fine anno e nel primo appuntamento che apre ufficialmente la corsa al trentennale di Festivaletteratura. L’evento avrà luogo lunedì 17 novembre alle 21:00 presso il Teatro Bibiena di Mantova.

 

I biglietti verranno messi in vendita online a partire dalle 9:00 di lunedì 10 novembre sulla piattaforma Clappit, la stessa utilizzata per i normali acquisti dei biglietti del Festival. La piattaforma di acquisto sarà accessibile come sempre attraverso il sito www.festivaletterartura.it. Il costo del biglietto è di 7,50 euro per l’intero e di 5,00 euro per i soci Filofestival 2025. Per usufruire dello sconto, i soci dovranno inserire in fase di acquisto il proprio codice socio. Nel corso della serata sarà inoltre possibile rinnovare, sottoscrivere o regalare la tessera Filofestival per l’anno 2026.

FAUSTO MACULAN INCORONATO “PADRE DEL VINO” A GOLOSARIA 2025

 


Un premio allo spirito innovatore e visionario del produttore di Breganze (Vicenza), assegnato dai curatori Paolo Massobrio e Marco Gatti della guida IlGolosario
 
Fausto Maculan ha ricevuto il riconoscimento come “Padre del vino” da Paolo Massobrio e Marco Gatti, curatori della guida enogastronomica IlGolosario, nel corso della presentazione di sabato 1 novembre a Milano. 
​Dopo diversi anni di pausa, i giornalisti e critici gastronomici hanno deciso di reintrodurre il Premio in occasione dell’edizione 2025 di Golosaria, l’evento che celebra il meglio dell'enogastronomia italiana, quest’anno dal tema “Il Gusto dell'Innovazione”.
​“A Fausto Maculan per le sue intuizioni e la sua dedizione al mondo del vino e per essere padre capace di portare un dono, in particolare la dolcezza del vino, nella contemporaneità”, la motivazione alla base della scelta di Massobrio e Gatti condivisa con il pubblico. Al produttore di Breganze (Vicenza), in particolare, è stato riconosciuto il grande lavoro di valorizzazione dei vini dolci, tra le etichette più rappresentative della denominazione e dell’azienda in Italia e nel mondo, primo fra tutti il Torcolato dall’autoctona vespaiola.
​“È un onore ricevere un Premio di tale caratura, attribuito prima di me a grandi protagonisti del mondo dell’enologia – ha dichiarato Fausto Maculan –. Lo accolgo come un riconoscimento della nostra capacità di produrre vini dolci di alto profilo, condivisi, raccontati e valorizzati con competenza e creatività”. ​ 
​A tal proposito, dal 2025 l’azienda Maculan è tornata a proporre il Premio Maculan, il concorso enogastronomico per professionisti e appassionati che valorizza il miglior abbinamento tra vino dolce e un’inedita ricetta salata, oggetto dell’intervento del vignaiolo nel talk di apertura di Golosaria dal titolo “Il Gusto della contemporaneità”. 
​Fausto Maculan entra quindi a far parte dei “Padri del vino” dopo Costantino Charrère, vincitore della prima edizione del 2006, seguito da Lino Maga, Gianfranco Soldera, Antonio Mastroberardino, Bartolo Mascarello, Giuseppe Quintarelli, Joško Gravner, Giobatta Mandino Cane, Edoardo Valentini, Nicodemo Librandi, Franco e Giuseppe Argiolas e Marco de Bartoli. 

sabato 1 novembre 2025

MOSTRA “PAOLO CONTE. Original”

 


Dal 5 novembre, la Fondazione Asti Musei e Arthemisia presentano a Palazzo Mazzetti di Asti un viaggio sorprendente nell’universo creativo di Paolo Conte.

“PAOLO CONTE. Original” è la più ampia mostra mai dedicata in Italia e all’estero al grande musicista italiano amato in tutto il mondo e svela, attraverso oltre 140 opere, l’anima pittorica del celebre cantautore.

Un’occasione unica per scoprire il lato più intimo e inedito di un artista che ha fatto della libertà espressiva il suo segno distintivo.



Dal 5 novembrePalazzo Mazzetti di Asti presenta una mostra inedita e dal grande fascino: “PAOLO CONTE. Original”, la prima grande mostra dedicata al grande poeta, cantautore e compositore italiano e alla sua espressione artistica nata ancora prima della musica: la pittura.

Paolo Conte è uno degli artisti più amati del nostro tempo, icona indiscussa della storia della canzone d’autore, acclamato dai più prestigiosi palcoscenici internazionali, dal Blue Note di New York alla Philharmonie Berlin, dall’Olympia di Parigi al Teatro alla Scala di Milano.
Che si tratti della sua musica o dei versi delle sue canzoni o dei suoi disegni, alla base del suo processo creativo c’è un aspetto fondamentale e immediatamente riconoscibile: il suo stile unico, inconfondibile, fedele solo a se stesso.

In questa direzione si muove la mostra, la più ampia mai realizzata: 143 lavori su carta, eseguiti con tecniche diverse e in un arco di tempo di quasi settant'anni. Paolo Conte ha coltivato per tutta la vita una riservata passione per l’arte visiva, formandosi come pittore e disegnatore. Dopo aver esposto nel 2000 al Barbican Hall di Londra e in diverse città italiane fino al 2007, nel 2023 Paolo Conte è invitato a esporre alla Galleria degli Uffizi, confermando il suo legame profondo con l’immagine. I suoi lavori conducono lo spettatore al centro stesso della sua poetica: elegante, malinconica, jazzata e ironica.
In mostra, opere mai esposte, tra cui Higginbotham del 1957, a tempera e inchiostro, dedicata a uno dei primi grandi trombonisti jazz. Altro nucleo importante della mostra è costituito dalla selezione di tavole tratte dalle oltre 1800 di Razmataz, l’opera interamente scritta, musicata e disegnata da Paolo Conte. Ambientata nella Parigi vitale e autunnale degli anni Venti, Razmataz celebra – dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina – l’attesa e l’arrivo in Europa della bellezza della giovane musica americana, il jazz. Razmataz svela la capacità di Paolo Conte di fissare sulla carta atmosfere e personaggi, in una libertà formale che richiama le avanguardie del primo Novecento, “un periodo – afferma l’artista – carico per me di sensualità, di una immediata danzabilità che lo contraddistingue”. Infine una terza sezione di opere su cartoncino nero in cui Paolo Conte si affida alla suggestione delle linee e dei colori in un omaggio garbato, talvolta venato di ironia, alla musica classica, al jazz, alla letteratura, all'arte.
Specificità della mostra è inoltre il percorso espositivo: le opere si susseguono secondo una scelta scrupolosa e sorprendente, espressione del suo universo poetico assolutamente singolare. E questo non poteva che avvenire sotto la guida stessa del Maestro Paolo Conte, e del suo sguardo autentico, inimitabile, original, con una sola avvertenza: “Lasciare al pubblico – riprendendo le sue parole  la possibilità di immaginare con libertà massima”.

La mostra è un’opportunità rara per scoprire il lato più visivo e nascosto di un artista immenso.

La mostra, con il contributo concesso dal Ministero della Cultura - Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, è realizzata dalla Fondazione Asti MuseiFondazione Cassa di Risparmio di AstiRegione PiemonteCittà di Asti, in collaborazione con Arthemisia con Fondazione Egle e Paolo Conte e REA Edizioni Musicali, con il contributo di Fondazione CRT, con il patrocinio della Provincia di Asti ed è curata da Manuela Furnari, saggista e autrice dei più importanti testi critici sull’opera di Paolo Conte.
La mostra vede come sponsor la Banca di Asti e come media partner La Stampa.

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