giovedì 29 aprile 2021

Passages / Paysages Mostra a cura di Roberto Lacarbonara 7 maggio – 6 giugno 2021 Palazzo Barbò Torre Pallavicina (BG)

 

Inaugurazione venerdì 7 maggio 2021 ore 17.00

Giovanni Termini

Alice Cattaneo

Andrea Francolino

Marco Neri

Ornaghi & Prestinari


Venerdì 7 maggio 2021 alle ore 17.00, nelle sale di Palazzo Barbò a Torre Pallavicina (BG) inaugura la mostra collettiva Passages / Paysages, a cura di Roberto Lacarbonara. In esposizione le opere degli artisti: Francesco Arena, Nina Canell, Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo, Fabio Dartizio, Andrea Francolino, Sophie Ko, Carlo e Fabio Ingrassia, Vincenzo Marsiglia, Domingo Milella, Marco Neri, Ornaghi&Prestinari, Nazzarena Poli Maramotti, Serj, Giovanni Termini.

 

L’esposizione indaga l’intima, complessa relazione tra individuo e ambiente, elaborando una lettura del paesaggio come luogo della continua negoziazione tra dato naturale e artificiale, ma anche come zona di transizione misurata, generata, attraversata e continuamente riscritta dall’azione umana.

 

Nell’epoca della virtualizzazione dell’esperienza e del contenimento delle relazioni prossimali, la mostra riafferma la centralità del corpo, unità di servizio per la conoscenza e l’accesso al reale, non più secondo la centralità umanistica, bensì all’interno di una dinamica fluida, mutevole, effimera.

 

“Ogni paesaggio è nostalgico, è già visto, pur nella assoluta estraneità rispetto alle nostre esperienze posizionali e geografiche. In quanto passaggio, il paesaggio è sempre passato. Riconquistare il passo significa riscoprire la natura “narrativa” dei nostri paesaggi, la loro capacità di contenere e generare storie. E questa ricollocazione dell’uomo sui sentieri del mondo può far emergere un paesaggio anche là dove meno ce l’aspettiamo, anche nel mezzo della città, anche in un viaggio fatto sul posto.” - scrive il curatore Roberto Lacarbonara nell’introduzione in catalogo - “De Certaud affermava che “la storia comincia raso terra, con dei passi”. La successione dei passi è una forma di scrittura, costituisce la trama dei paesaggi attraverso una sorta di “enunciazione pedonale”, un atto locutorio fatto di movimenti e sguardi, capaci di produrre attraversamenti ed appropriazioni di luoghi prima invisibili. Se i luoghi sono – ancora De Certaud – “racconti in attesa”, i paesaggi sono racconti all’opera”.

 

Dal riferimento alle pagine sulla modernità sviluppate da Walter Benjamin (Das Passagen-Werk, 1928-1940) sino alla recente indagine sul paesaggio residuale da parte di Gilles Clément (Manifeste du Tiers Paysage, 2004) e John Berger (Landscapes, 2016), emerge una condizione frammentaria e incerta del paesaggio, ben distante da ogni possibilità di coerente rappresentazione: nessun “vedutismo” è possibile, al di fuori di quello ipertrofico generato dai mass media.

 

Gli artisti in mostra compongono un’ampia teoria di panorami sensibili laddove il visitatore/flâneur può addentrarsi in un percorso che – tra le sale rinascimentali e la distesa del parco di là dalle finestre che inondano gli ambienti di luce naturale – stimola l’esercizio cognitivo, la produzione incessante di inferenze, le ipotesi estetiche di passaggio al paesaggio. “Il paesaggio non è, ma accade”, scrive Lacarbonara nell’omonimo saggio (Passages | Paysages, Mimesis 2020) da cui muovono le tesi della mostra.

 

Palazzo Barbò

Lungo il corso del fiume Oglio, tra Soncino e Pumenengo, a seguito della Pace di Lodi del 1453 tra il Ducato di Milano e la Repubblica Veneta, Francesco Sforza commissionò al figlio Tristano la costruzione di una torre di guardia del confine, eretta sulle terre dei Conti Barbò, già feudatari dei luoghi sin dal 1070.

Divenuto in seguito dimora dei Conti Barbò, che tuttora lo possiedono, il Palazzo rappresenta una straordinaria dimora storica della più alta tradizione architettonica italiana. Immerso nella suggestiva cornice dell’immenso parco di 25.000 metri quadri, costellato di alberi secolari, il Palazzo, progettato dall’architetto Antonio Campi, ospita annualmente mostre di arte contemporanea all'interno delle sale del primo piano: il salone delle feste e l'infilata delle sale rinascimentali che alternano soffitti a cassettoni lignei, affreschi, grottesche e camini in marmo. Nel 2001 il palazzo ha ospitato le riprese de Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi.

 

L’esposizione è accompagnata dalla pubblicazione del catalogo edito da Scalpendi Editore (Milano) con i testi del curatore e le immagini della mostra. Fotografie di Maurizio Donzelli. 

LA FESTA DELLA MAMMA PER TENUTA MAZZOLINO: A CIASCUNA IL SUO BRINDISI!

 



Dal rosso di carattere – il Noir – per la mamma rock, alla chicca spumantistica per quella romantica, – il Cruasè –. E per la raffinata? Un bianco elegante – il Blanc –

 

“Son tutte belle le mamme del mondo”, come recita una famosa canzone. Ma non sono tutte uguali: c’è la mamma chioccia e quella avventurosa, c’è quella in carriera e la casalinga, la timida e la travolgente, la concreta e la sognatrice. La Festa della Mamma le celebra tutte incondizionatamente, anche se il buon senso vorrebbe che venissero onorate tutti i giorni dell’anno. Ma in questo giorno speciale – la seconda domenica di maggio che quest’anno cade il 9 - si ha una occasione in più per omaggiarle. Stanchi delle soluzioni scontate fiori-cioccolatini-profumo – comunque sempre molto apprezzate – le si può sorprendere con una proposta enoica, sia come regalo sia come brindisi da fare insieme.

 

Tenuta Mazzolino – piccolo e ricercato clos di Borgogna in Oltrepò – ha etichette perfette per questa ricorrenza speciale. Il Noir - Pinot Noir vinificato in rosso, vino simbolo della tenuta, elegante e corposo, affinato per 12 mesi in barrique, che affascina con i suoi sentori di frutti di bosco rossi maturi caratteristici del vitigno – è perfetto nel bicchiere della mamma di carattere. Per la mamma romantica ideali le bollicine rosè, quelle del Cruasè – un pinot nero vinificato in rosa – la cui denominazione nasce dalla crasi di Cru e Rosè, una vera chicca spumantistica con struttura e profumi invidiabili, che racconta un mix elegante tra la forza delle uve rosse e la piacevole freschezza dei bianchi. Uno Spumante Rosé perfetto per alzare i calici e omaggiare le mamme con un brindisi pieno di passione, creatività, eleganza e potente piacevolezza. Per le mamme eleganti, esigenti e in carriera, il matching perfetto è con il Blanc, il bianco “riserva" della cantina di Corvino San Quirico, uno Chardonnay vinificato e affinato in piccole botti francesi, morbido e profondo. Il sorso è ricco e sviluppa progressivamente una quantità di sensazioni agrumate, fruttate e minerali complesse, per un brindisi fresco e raffinato.

 

Alla fine – qualunque carattere abbia - la mamma è la mamma, per lei in alto i calici. Non resta che brindare!

I vini di tenuta Mazzolino sono disponibili sull'e-shop: http://tenuta-mazzolino.com/shop/ 

FONDAZIONE CASSA DEI RISPARMI di FORLI' e GALLERIE DEGLI UFFIZI di FIRENZE presentano Dante La visione dell'arte dal 30 aprile all'11 luglio 2021 Musei San domenico di Forlì Piazza Guido da Montefeltro12, 47121 Forlì FC www.mostradante.it

 



Dante. La visione dell’arte, grande esposizione sulla figura del Sommo Poeta, è allestita nei Musei San Domenico e sarà aperta al pubblico dal 30 aprile all’11 luglio.

Un percorso espositivo ricchissimo, in un arco temporale che va dal Duecento al Novecento, con l’obiettivo di presentare le molteplici traduzioni figurative della potenza visionaria di Dante. Per qualche mese Forlì si trasforma in una pinacoteca dantesca.

 

Ci sono Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Tintoretto, Canova, Andrea del Castagno, autore di una delle primissime raffigurazioni del ritratto del Sommo Poeta; fino ad arrivare ai preraffaeliti, ai macchiaioli ed al Novecento, con Galileo Chini, Plinio Nomellini, Felice Casorati, Lucio Fontana, Pablo Picasso. Più che una mostra, Dante. La visione dell’arte, è un vero e proprio ‘girone monstre’, affollato di capolavori, oltre che un viaggio nella storia dell’arte tra Medioevo ed età contemporanea, forte di una selezione di trecento opere dal Duecento al Novecento, tra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni e manoscritti.

L’esposizione, visitabile a Forlì, nei Musei San Domenico dal 30 aprile al 11 luglio 2021 è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalle Gallerie degli Uffizi, nell’ambito delle celebrazioni per l’Alighieri promosse dal Ministero della Cultura: il suo ambizioso obiettivo è raccontare a tutto tondo la figura del padre della Divina Commedia, nel settimo centenario della sua morte.

Frutto di un importante sodalizio tra i due enti, l’esposizione non è solo occasione per dare corpo all’anniversario dantesco: nel momento difficile che il mondo intero sta vivendo, intende rappresentare anche un simbolo di riscatto e di rinascita non solo del nostro Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito di cultura e civiltà che essa rappresenta.

 

Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, Direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Con loro, curatori della mostra sono il Professor Antonio Paolucci e il Professor Fernando Mazzocca, coadiuvati da un prestigioso comitato scientifico.

La scelta di Forlì come scenario dell’esposizione è parte di una strategia di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna. Forlì è città dantesca. A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città. A Forlì fece ritorno, occasionalmente, anche in seguito.

 

La mostra

Le sale del San Domenico ospitano circa 300 opere tra le più significative dal Duecento al Novecento, suddivise in 18 sezioni, in un percorso museale che comprende pittura, scultura, disegni e incisioni, manoscritti, edizioni rare. Per la prima volta, l’intimo rapporto tra Dante e l’arte viene interamente analizzato e ricostruito, presentando gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere e in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé.

Con uno stile magniloquente e antologico, l’esposizione conduce il visitatore alla scoperta della crescente fama di Dante attraverso i secoli. Dalla fortuna al mito.

 La Presidente Matilde Poggi scrive al Sottosegretario Centinaio con l’obiettivo di dare voce a tutti gli attori all’interno dei Consorzi di tutela

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti lancia un nuovo appello alla tutela dei piccoli produttori, con una lettera inviata al Sottosegretario Gian Marco Centinaio. La rappresentanza di tutti all’interno dei Consorzi è un tema sollevato e dibattuto da tempo dalla FIVI, che nelle scorse settimane si è riacceso a causa delle problematiche relative all’elezione del CDA del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. In questa sede è emersa l’intenzione di concentrare la gestione della denominazione nelle mani di alcuni grandi gruppi, in particolare afferenti al sistema cooperativo, con la conseguente esclusione degli interessi dei piccoli produttori. Il caso Conegliano Valdobbiadene non è che un esempio di una situazione ampiamente diffusa sul territorio nazionale: per questo motivo la FIVI ritiene che sia necessario intervenire. L’attuale normativa infatti (in particolare l’art. 8 del DM 232/2018), stabilisce che i voti siano attribuiti in funzione della produzione vitivinicola dell’anno precedente, valutando quindi esclusivamente la quantità prodotta, senza considerare minimamente né il numero dei produttori, né quanto questi contribuiscano alla tutela della qualità e del paesaggio della denominazione. Un’ulteriore questione è l’istituto delle deleghe, espresse dai soci viticoltori al momento dell’adesione, che dà grande potere alle Cooperative che partecipano al lavoro dei Consorzi, rendendo gli altri partecipanti quasi inesistenti.
“Tale meccanismo ha delle conseguenze inevitabili sull’effettiva rappresentanza all’interno dei Consorzi - sottolinea Matilde Poggi nella lettera inviata all’onorevole Centinaio - Il voto è nelle mani di pochi grandi gruppi e cooperative, che decidono in solitudine le scelte di indirizzo strategico di gestione della denominazione”.
L’obiettivo della FIVI, in qualità di portavoce di piccoli produttori, è quello di modificare questa procedura iniqua, per consentire l’effettiva rappresentanza di tutti gli attori della filiera per una reale tutela delle denominazioni. I piccoli produttori rappresentano un sistema che orienta la propria produzione verso la più alta qualità ed è giusto che ogni Consorzio li tuteli riconoscendo loro una pari dignità. L'invito è quindi quello di creare un tavolo di lavoro per riconsiderare il criterio di rappresentanza attualmente in vigore, con l’obiettivo di rafforzare la vitalità dei Consorzi di tutela dando voce a tutte le parti.


Press info:

FIVI: RIVEDERE IL CRITERIO DI RAPPRESENTANZA NEI CONSORZI CREANDO UN TAVOLO DI CONFRONTO

 La Presidente Matilde Poggi scrive al Sottosegretario Centinaio con l’obiettivo di dare voce a tutti gli attori all’interno dei Consorzi di tutela

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti lancia un nuovo appello alla tutela dei piccoli produttori, con una lettera inviata al Sottosegretario Gian Marco Centinaio. La rappresentanza di tutti all’interno dei Consorzi è un tema sollevato e dibattuto da tempo dalla FIVI, che nelle scorse settimane si è riacceso a causa delle problematiche relative all’elezione del CDA del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. In questa sede è emersa l’intenzione di concentrare la gestione della denominazione nelle mani di alcuni grandi gruppi, in particolare afferenti al sistema cooperativo, con la conseguente esclusione degli interessi dei piccoli produttori. Il caso Conegliano Valdobbiadene non è che un esempio di una situazione ampiamente diffusa sul territorio nazionale: per questo motivo la FIVI ritiene che sia necessario intervenire. L’attuale normativa infatti (in particolare l’art. 8 del DM 232/2018), stabilisce che i voti siano attribuiti in funzione della produzione vitivinicola dell’anno precedente, valutando quindi esclusivamente la quantità prodotta, senza considerare minimamente né il numero dei produttori, né quanto questi contribuiscano alla tutela della qualità e del paesaggio della denominazione. Un’ulteriore questione è l’istituto delle deleghe, espresse dai soci viticoltori al momento dell’adesione, che dà grande potere alle Cooperative che partecipano al lavoro dei Consorzi, rendendo gli altri partecipanti quasi inesistenti.
“Tale meccanismo ha delle conseguenze inevitabili sull’effettiva rappresentanza all’interno dei Consorzi - sottolinea Matilde Poggi nella lettera inviata all’onorevole Centinaio - Il voto è nelle mani di pochi grandi gruppi e cooperative, che decidono in solitudine le scelte di indirizzo strategico di gestione della denominazione”.
L’obiettivo della FIVI, in qualità di portavoce di piccoli produttori, è quello di modificare questa procedura iniqua, per consentire l’effettiva rappresentanza di tutti gli attori della filiera per una reale tutela delle denominazioni. I piccoli produttori rappresentano un sistema che orienta la propria produzione verso la più alta qualità ed è giusto che ogni Consorzio li tuteli riconoscendo loro una pari dignità. L'invito è quindi quello di creare un tavolo di lavoro per riconsiderare il criterio di rappresentanza attualmente in vigore, con l’obiettivo di rafforzare la vitalità dei Consorzi di tutela dando voce a tutte le parti.



Da negozi sfitti a spazi (gratuiti) per creativi. A Mantova le botteghe chiuse diventano atelier d’artista, motori di ripresa economica e sociale.

 

Lunedì 3 maggio 2021 aprono le iscrizioni al bando Lunetta Cultural Camp: artisti, designer, attori, film-maker, scrittori e associazioni possono candidarsi per ricevere uno spazio in comodato d’uso gratuito per 1 anno.
Mantova, 28 aprile 2021_ Favorire lo sviluppo delle imprese creative e culturali. Incoraggiare la ricerca e la sperimentazione artistica per valorizzare il territorio e supportare l’integrazione sociale. Realizzare prototipi di spazi per le città del futuro. Sono gli obiettivi di Lunetta Cultural Camp, il bando promosso dall’associazione Caravan SetUp con il Patrocinio del Comune di Mantova, come progetto di rigenerazione, inserito all’interno dell’attività pluriennale Lunetta quartiere dell’arte urbana 21/25. Il Cultural Camp è il punto di arrivo di un ciclo di lavori che dal 2016 sta coinvolgendo la comunità di Lunetta: quartiere popolare della periferia nord di Mantova, nato negli anni Sessanta come zona dormitorio, oggi popolato da 4.000 abitanti e 18 etnie diverse, e teatro da 6 anni del Festival di Arte Urbana Without Frontiers - Lunetta a Colori.
 
Il bando Lunetta Cultural Camp, da lunedì 3 maggio 2021, chiama a raccolta creativi di ogni settore (artisti, designer, attori, scrittori, film-maker, etc...) a cui affidare in comodato d’uso gratuito per 1 anno (con possibilità di rinnovo per 1 o 2 anni) spazi sfitti per trasformarli in studi creativi. I progetti candidati devono essere in grado d’incidere in maniera significativa nel territorio e di rispondere a criteri di innovazione, condivisione, integrazione e socialità. Possono essere sviluppati attraverso uno o più media artistico-culturali: arti visive, performative, sceniche, multimediali, laboratoriali, etc...
Non è necessario essere residenti nella provincia di Mantova per partecipare, ma è richiesto il coinvolgimento diretto e la collaborazione attiva con la comunità locale.

Con spirito di restituzione, i vincitori dovranno garantire l’apertura del proprio studio il terzo sabato di ogni mese a partire da giugno 2021. Questa giornata di scambio e confronto con gli abitanti del quartiere permetterà di condividere il proprio lavoro e mettere a disposizione dei cittadini la propria professionalità.
 
I luoghi individuati per ospitare il Cultural Camp sono due immobili, siti in viale Veneto. Gli spazi si sviluppano su due piani con grandi vetrate e vetrine, e si affacciano sulla passeggiata panoramica che fiancheggia l’edificio conosciuto come Cocel, al centro di un dibattito molto acceso attorno alla crisi commerciale e al conseguente abbandono di numerose botteghe locali.

Per inviare la propria candidatura c’è tempo fino al 17 maggio 2021. 
Fino al 7 maggio, su richiesta, sarà possibile effettuare dei sopralluoghi degli spazi nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19.
I vincitori del bando saranno proclamati il 3 giugno 2021.
L’inaugurazione dei nuovi atelier si terrà il 19 giugno, in occasione della VI edizione del festival Without Frontiers - Lunetta a Colori.

mercoledì 28 aprile 2021

RITORNANO I FOOD ENSEMBLE CUCINA GOURMET E MUSICA ELETTRONICA

 


Dopo l’importante esperienza di Spaghetti Symphony (in collaborazione con Davide Oldani per Barilla) esce il nuovo album Signature, pronto ad essere “degustato live" con un Tour di cene&concerti estivi
 
 

 
Quello che inscenano i Food Ensemble è qualcosa di attualmente unico nel panorama sia sonoro che culinario italiano, e forse internazionale. Potremmo definirla una performance che origina dalla cucina e si trasfonde nei suoni, creando un insieme che fa vivere ai presenti un’esperienza inimitabile nel suo genere.
 
I Food Ensemble infatti, pur essendo al secondo album pubblicato, è nelle performance live che riescono a far vivere la loro vera filosofia: quella di fondere, letteralmente insieme, cucina gourmet e raffinata musica elettronica.
 
   - Francesco Sarcone. In arte Sarc:o, musicista,
   - Andrea Reverberi. Chef.
   - Marco Chiussi. Sous chef e Sommelier.
 
Queste tre anime che compongono i Food Ensemble hanno ideato un format che da anni registra il tutto esaurito ad ogni tappa del tour e che li ha permesso di stringere importanti collaborazioni sia con brand rinomati che con chef eccellenti.

 
 
 

CASCINA I.D.E.A. presenta Vanessa Safavi Dolls and Goddesses a cura di Marco Tagliafierro 15 maggio – settembre 2021 opening: 15 e 16 maggio su prenotazione

 



CASCINA I.D.E.A.

Via Guglielmo Marconi 26, Agrate Conturbia (NO)

*gli spostamenti per raggiungere CASCINA I.D.E.A. sono da effettuare con mezzi propri

 


Agrate Conturbia, 28 aprile 2021. Immersa nelle campagne del novarese CASCINA I.D.E.A., il complesso rurale trasformato da Nicoletta Rusconi Art Projects in luogo dedicato all’arte e alla sperimentazione, dal 15 maggio 2021 presenta Dolls and Goddesses, la mostra personale di Vannessa Safavi (Losanna, 1980) a cura di Marco Tagliafierro.

 

Nata durante la residenza dell’artista negli spazi della cascina, la mostra esplora, con umorismo e senso di provocazione, gli stereotipi di genere, analizzando le possibilità scultoree della rappresentazione del corpo e mettendo in discussione la relazione con la malattia, la sessualità e l'identità.

 

Le opere presentate in Dolls and Goddesses sono il risultato di una ricerca teorica e formale condotta dalla Safavi sul ruolo della donna nella società occidentale, con un particolare focus sulla figura della donna artista.

Con il suo lavoro Safavi analizza differenti aspetti della condizione umana, paragonandoli a particolari qualità inespresse della materia: il suo obiettivo è far emergere il perpetuarsi dell'energia vitale, di quella forza primordiale propria della natura femminile, che nella matriarcale società preellenica si venerava in quanto generatrice di vita.

 

Il percorso di mostra si articola a partire dal piano superiore della Cascina, dove sono esposte una serie di ceramiche smaltate che rappresentano seni di donne: opere ispirate agli ex voto, offerte votive anatomiche che, in diverse culture e religioni, rappresentano frammenti di corpo di cui si chiede la guarigione. Al piano inferiore invece trovano posto una serie di nuove opere: ceramiche smaltate che riproducono dettagli di mani (unghie, dita), e grandi dipinti in silicone. Tra i due piani c'è una netta divisione tra registri estetici che appartengono a contesti culturali e sociali molto diversi: se le opere al piano superiore riecheggiano un gusto storico e “borghese”, al piano inferiore trova posto un mondo domestico e casalingo.

Con Dolls and Goddesses l’artista opera un’ideale riunificazione dell'io femminile, partendo dal ruolo esistenziale della donna, e osservando a ritroso il lavoro femminile attraverso i secoli.

 

“Mi occupo della questione della legittimità e di come la stessa definizione di un oggetto possa essere dirottata e diventare una forza sovversiva contro il suo significato originale.” – Dice Vanessa Safavi – “È interessante testimoniare che oggi una nuova generazione di giovani donne, estremamente consapevole delle disuguaglianze di genere nella società di oggi e di ieri, utilizza questi codici e questa estetica come strumento per incarnare con orgoglio la propria nuova identità di donne del futuro.”

 

La programmazione di CASCINA I.D.E.A. proseguirà a giugno 2021 con la residenza di Thomas De Falco (1982) e la sua personale a ottobre 2021.

Nel corso dell’anno alcune collaborazioni con artisti e gallerie porteranno negli spazi della cascina nuove opere e installazioni, come i lavori di Paul Gees e Marco Andrea Magni con Loom Gallery.

 

Espressione dell’anima della sua ideatrice Nicoletta Rusconi, collezionista e mecenate il cui percorso nel sistema dell’arte è in continua evoluzione, Cascina I.D.E.A. è sostenuta da un’associazione composta da critici, collezionisti, studiosi, che la affiancano nella gestione di nuovi progetti come l’edizione pugliese di Cascina I.D.E.A. che grazie alla collaborazione di Davide Meretti – collezionista e associato di Cascina I.D.E.A. – vedrà la luce a giugno 2021 con la residenza del duo artistico Genuardi/Ruta. La mostra personale del duo artistico Genuardi/Ruta prenderà forma negli spazi di Masseria Canali dopo un periodo di residenza nel quale gli artisti avranno l'occasione di lavorare alle nuove produzioni.

 


SETTIMANE FIT ALL’ERMITAGE MEDICAL HOTEL DI ABANO TERME PER RAFFORZARE LE DIFESE IMMUNITARIE RIDURRE I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO CARDIO-VASCOLARE RAGGIUNGERE UN’EQUILIBRATA DIMINUZIONE DEL PESO Programmi di Ricerca Scientifica a prezzi speciali dal 5 al 12 giugno e dal 23 al 30 ottobre

 





Ridurre l’età biologica non è più un miraggio, la ricerca scientifica aiuta. Se associata alle terme ancora di più. L’Ermitage Medical Hotel di Abano Terme sta facendo molto su questo fronte: non promette l’eterna giovinezza ma, attraverso due programmi validati scientificamente, assicura confortanti risultati. Si tratta di protocolli che si basano principalmente sul cambiamento dello stile di vita, ritenuto il crocevia per assicurarsi un miglioramento dello stato di salute e per favorire una prevenzione efficace contro i rischi di malattie cardio-vascolari. Ovvero contro quelle patologie non trasmissibili che sono da anni la prima causa di morte in Europa. Soprattutto l’ictus e l’infarto, malattie che nel nostro continente colpiscono ogni anno 9 milioni di persone sotto i 60 anni.

 

I programmi di Ricerca Scientifica “dolce” e intenso”: due opportunità per un dimagrimento equilibrato e duraturo.  L’Ermitage Bel Air Medical Hotel per elaborare questi percorsi di prevenzione si avvale da tempo della consulenza diretta di docenti e ricercatori universitari esperti nel campo dell’alimentazione e dell’esercizio fisico. All’esperienza positiva di nove anni di attività su questo fronte, quest’anno si aggiunge – ad arricchire il percorso di trattamenti di base che hanno l’obiettivo il mantenimento di una vita sana e attiva – un ciclo di massoterapia linfatica. I prossimi appuntamenti con le Settimane FIT - Programmi di Ricerca Scientifica saranno dal 5 al 12 giugno e dal 23 al 30 ottobre. Si potrà scegliere fra 2 programmi: quello “dolce” di una settimana e quello “intenso” di due.  Entrambi i programmi partono dal presupposto che l’ospite si cura meglio in vacanza, rilassato in un accogliente ambiente termale.  Le Settimane Fit puntano al miglioramento dello stile di vita “educando” il paziente a modificare le proprie abitudini quotidiane, a cominciare dall’alimentazione e da attività motorie propedeutiche a mantenere in forma e al riparo da rischi il sistema cardio-circolatorio. Il primo effetto visibile di questi programmi è un dimagrimento equilibrato e stabile. Il secondo programma presenta il vantaggio di consolidare ulteriormente i risultati raggiunti nella prima settimana.

 

Programmi di cura individuali. I partecipanti ai due programmi di Ricerca Scientifica si avvarranno di servizi e condizioni esclusive. Innanzitutto la consulenza diretta del Prof. Domenico Corrado (Cardiologo e Medico sportivo dell’Università di Padova) e quella del Prof. Fulvio Ursini (Biochimico all’Università di Padova) che studieranno per ogni paziente un’alimentazione ottimizzata e un programma di allenamento cardio-fitness personalizzato con personal trainer. Sarà inoltre elaborato, con la supervisione degli specialisti in medicina termale e in riabilitazione fisica dell’Ermitage Medical Hotel, un programma di cura individuale che avrà come obiettivo un equilibrato dimagrimento e un miglioramento oggettivo dei principali parametri fisiologici. Il tutto, con l’aggiunta di un ciclo completo di cure termali (fanghi, bagni termali ionizzati, massaggi di reazione) e di massaggio manuale drenante linfatico (Original Method Vodder) per tronco, arti superiori e arti inferiori. E’ previsto anche un check-up fisiologico pre e post trattamento (per avere riscontro immediato dei risultati ottenuti) che prevede misure antropometriche, esami del sangue, misura del metabolismo basale, misura della capacità aerobica e analisi impedenziometrica della composizione corporea. Costo del programma di 1 settimana in pensione completa: 1.330 €, di cui 1.100 € di trattamenti sanitari detraibili.

 

Oltre che durante le Settimane della Ricerca Scientifica, si possono seguire individualmente in ogni momento dell’anno programmi personalizzati della Settimana FIT, sotto la supervisione degli specialisti e del dietologo dell’Ermitage Bel Air (costo del programma di 1 settimana a partire da 1.749 €, di cui 1.148 € di trattamenti sanitari detraibili).

 

 

• Per informazioni: Ermitage Bel Air – Medical Hotel

Via Monteortone, 50 - 35031 Abano - Teolo (PD)

Tel +39 049 8668111 - Fax +39 049 8630166

ermitage@ermitageterme.it  - www.ermitageterme.it

 

 

Cura, prevenzione e vacanza convivono armoniosamente all’Ermitage Medical Hotel. Gestito da quattro generazioni con professionalità e passione dalla famiglia Maggia, che vi ha trasmesso il proprio amore per l'ospitalità, è uno degli alberghi storici dell'area termale euganea (la più importante d'Europa). Situato nel Parco naturale regionale dei Colli Euganei, fra Abano Terme e Teolo in provincia di Padova, offre ai propri ospiti benessere e relax attraverso un'ampia gamma di cure termali, trattamenti di remise en forme e servizi innovativi completamente accessibili. Proposte arricchite dai risultati di una costante ricerca effettuata con importanti istituti italiani e stranieri e sotto la guida di studiosi di fama internazionale, come il prof. Fulvio Ursini (Ordinario di Biochimica e Scienza dell’alimentazione all’Università di Padova), prof. Stefano Masiero (fisiatra, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova), il prof. Angelo Antonini (neurologo, Università degli studi di Padova), il prof Domenico Corrado (specialista in Cardiologia Sportiva dell’Università di Padova), la dott. Denisa Giardini (specialista per linfedema AIDMOV Losanna).

Dal 2010 Ermitage è Medical Hotel con un centro medico-specialistico di Riabilitazione e Medicina Fisica: un prodotto termale innovativo, in cui riabilitazione e prevenzione si coniugano alla vacanza. L'hotel ha fatto dell’accessibilità senza limiti la sua bandiera, adeguando accoglienza, servizi, assistenza e proposte relax alle esigenze di disabili e Over 65: dal 2017 è stato premiato come miglior albergo italiano nell’accoglienza degli ospiti con deficit o disabilità motorie e in quella riservata ai Senior ai “Village For All Awards”, gli “Oscar dell’accessibilità”.

 In collaborazione con l’Hospice Pediatrico di Padova, la famiglia Maggia ha creato il progetto Il Sogno di Eleonora (www.ilsognodieleonora.it), dedicato a bambini e ragazzi affetti da gravi patologie invalidanti, che vengono ospitati con la famiglia in una suite appositamente attrezzata, al fine di garantire un periodo di serena vacanza con programmi riabilitativi intensivi e mirati sotto controllo di specialisti, a titolo completamente gratuito.

9 maggio 2021 TANTI AUGURI A TUTTE LE MAMME! MONTEVERRO PROPONE UNA BOTTIGLIA SPECIALE PER OMAGGIARLE

 

Una Magnum di Verruzzo, un vino sincero, avvolgente, conviviale e biologico,

un abbraccio enoico perfetto per questa festa

Mai come in questo momento c’è bisogno di festeggiare, di dichiarare il proprio amore alle persone a cui vogliamo bene. La Festa della Mamma è un’occasione unica per tornare a brindare (possibilmente all’aperto o se si è in 4 anche al chiuso) e festeggiare a dovere queste figure quasi mitologiche che si destreggiano abilmente su più fronti – lavoro, casa, figli – e spesso sono la colonna portante della famiglia: le mamme, appunto. C’è la mamma chioccia e quella in carriera, c’è la timida e l’estroversa, quella sempre a dieta e la buongustaia, l’impegnata o la volitiva, ma il suo ruolo più importante è quella di dispensatrice d’amore incondizionato. Chi più di lei merita un riconoscimento? Sarebbe opportuno farla sentire speciale tutti i giorni dell’anno – basterebbe un abbraccio, un “ti voglio bene” detto al momento giusto, un disegno o una poesia –, ma l’obiettivo del 9 maggio di quest’anno, è quello di farla sentire unica oltre che speciale. Ecco allora il suggerimento di Monteverro - cantina gioiello di Capalbio, dolcemente adagiata sulla Costa d’Argento, in quella che si può definire la Maremma autentica, una terra schietta, spontanea, immediata e avvolgente, proprio come lo sono le mamme di tutto il mondo - : non una bottiglia in formato qualsiasi, ma una magnum di Verruzzo 2019, con certificazione biologica; una vera e propria esplosione di frutta e freschezza per questo vino deciso, con un tannino presente ma rotondo, stimolante e dissetante, un vino ben riuscito fino nel finale, acceso e solare.

 

Un brindisi non basta? Vogliamo regalarle un’emozione, una life experience, come suggerisce il lessico del più recente marketing esperienziale, allora perfetto un tour privato, un viaggio tra vigne e cantina e per chiudere una degustazione con vista sulla barricaia alla scoperta della gamma di vini Monteverro. Un giorno speciale, davvero indimenticabile da farle vivere da sola o da condividere con lei. Per organizzare il tour, basta contattare la tenuta.

 

La Festa della Mamma si tiene dal 1933, quando la data da segnare sul calendario era il 24 Dicembre. Negli anni ’50 si sposta a maggio, la seconda domenica del mese, dove ancora oggi trova asilo. In questi quasi 90 è giusto farsi venire idee sempre nuove e audaci per sorprendere e onorare la mamma!

 

Per prenotare un a visita privata in cantina, contattare 0564 890937 o visit@monteverro.com

Alcuni cenni su Monteverro

Nasce agli inizi degli anni 2000 da un’idea visionaria del proprietario Georg Weber, alla ricerca del luogo ideale dove dar vita al suo progetto di produrre vini di eccellenza. La scelta è pressoché già scritta: un amore incondizionato lega Georg alla Toscana, ma la vera intuizione è aver eletto a sua nuova dimora un territorio un po’ al di fuori dei circuiti vinicoli tradizionali. Una terra autentica e naturale, ricca di tradizioni e genuinità.Un grande lavoro in vigna e scelte attente in cantina si ripetono da 13 vendemmie per dare vita alle 6 eccellenze di Monteverro: il capofila taglio bordolese Monteverro, il fratello minore Terra di Monteverro, uno Chardonnay in purezza e un intrigante Syrah Grenache chiamato Tinata e due vini di base, Vermentino e Verruzzo.

 

www.monteverro.com 

https://www.facebook.com/monteverrowines  https://www.instagram.com/monteverrowines_official/

 

Per maggiori informazioni visitare il sito www.monteverro.com