martedì 29 giugno 2021

Prosegue a BASE fino al 24 luglio la prima edizione di FAROUT: performance, installazioni e panorami immersivi in cerca di nuovi punti di vista con 38 tra artisti e collettivi nazionali e internazionali, 7 Paesi coinvolti e 6 prime nazionali

 

 Le prime performance in programma per il mese di luglio 

 

1 luglio | Corps Citoyen, Gli Altri لخرين

5 – 8 luglio | Francesca Grilli, Sparks 2021

9 luglio | Giorgia Ohanesian Nardin, Anahit | ho ritrovato la parola ardore

13 – 14 luglio | Elisabetta Consonni, Special Handling

15 – 16 luglio | Effetto Larsen, Pop up Civilisation

 

 

BASE Milano

Via Bergognone 34

base.milano.it/farout-festival

Dalla performance "Washing hands" di Daan 't Sas e Lotte van den Berg. Ph Tiziano Demuro

Fino al 24 luglio 2021 BASE presenta la prima edizione di FAROUT, festival dedicato alla creazione contemporanea: performing art e installazioni con 38 artisti e collettivi nazionali e internazionali, innumerevoli punti di vista per osservare la Terra da lontano, per spostare la prospettiva e immaginare un futuro di convivenza e co-creazione.

 

In occasione di FAROUT, Jerram porta per la prima volta a Milano, all’interno delle atmosfere post-industriali di BASE, Gaia, la sua installazione della Terra, del diametro di 6 metri, sospesa e illuminata dall’interno, che - circondata da una vera e propria foresta, i cui alberi sono stati forniti dal Vivaio MATI 1909  e verranno successivamente donati al progetto Forestami - crea un nuovo luogo di co-abitazione e stimola lo spettatore nel cercare nuove relazioni e prospettive con il nostro pianeta.

 

Tra gli artisti coinvolti nella prima edizione del festival: Anna Rispoli / Martina Angelotti, Corps Citoyen, DOM_ / Leonardo Delogu, Effetto Larsen, Elisabetta Consonni, Francesca Grilli, Giorgia Ohanesian Nardin, Leonardo Schifino / Extragarbo, Lotte van den Berg / Daan 't Sas, Luke Jerram, NONE Collective, Ruggero Franceschini / Zelda Soussan, Seth Honnor / Kaleider, Threes / Jacopo Jenna.

 

Molto lontano, non convenzionale, non abituale: il festival ideato da BASE prende il nome proprio da Farout, il pianeta più distante del sistema solare scoperto ad oggi, perché decidere di fare un festival nel 2021 vuol dire partire per un viaggio verso un altro pianeta, un luogo sconosciuto, dove tutte le regole saltano, dove ci si affaccia sul bordo delle cose che abbiamo sempre fatto per imparare a farne di nuove. La sfida per gli spazi culturali come BASE non si limita infatti a uscire indenni dalla pandemia, ma include la comprensione del presente e la trasformazione dei formati tradizionali in esperimenti di futuro.

 

Con Farout, BASE invita a riflettere su nuovi modelli di co-abitazione, co-creazione e co-esistenza tra artisti, natura, città e comunità. Linea guida nella curatela del festival, l’interdisciplinarietà di generi artistici, progetti e sperimentazioni tesi a superare le categorie tradizionali, integrando sempre di più̀ scena, corpo, testo e musica, spaziando fino ai linguaggi connessi alle nuove tecnologie. Farout cerca e rimette in circolo nuove estetiche, nuove forme di pensiero del mondo contemporaneo.

L'installazione "Gaia" di Luke Jerram a BASE Milano. Ph Cartacarbone

 GLI HIGHLIGHTS DEL FESTIVAL 

*prime nazionali

 

LUKE JERRAM – GAIA | Fino al 12 settembre

Gaia, la nuova installazione dell’artista britannico Luke Jerram che inaugura FAROUT, mira a creare il cosiddetto overview effect, provocato negli astronauti quando osservano la Terra dallo spazio: un senso di estasi per il pianeta, accompagnato da una profonda comprensione dell'interconnessione di tutta la vita e un rinnovato senso di responsabilità nei confronti della cura dell'ambiente. Osservando la Terra i confini svaniscono, i conflitti che la dividono si ridimensionano e la necessità di creare una società planetaria che se ne prenda cura diventa evidente. La Terra viene percepita come una piccola, fragile sfera della vita, appesa nel vuoto e avvolta da una sottile atmosfera che la protegge dall'ambiente esterno.

Fino al 24 giugno, il panorama immersivo di Luke Jerram sarà circondato da una vera e propria foresta; gli alberi che la ricreano saranno successivamente donati a Forestami, progetto basato su una ricerca del Politecnico di Milano, realizzata grazie al sostegno di Fondazione Falck e FS Sistemi Urbani e promosso da Comune di Milano, Città metropolitana di Milano, Regione Lombardia - ERSAF, Parco Nord Milano, Parco Agricolo Sud Milano e Fondazione di Comunità Milano Città, Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana Onlus, Fondazione Comunitaria Nord Milano, Fondazione Comunitaria del Ticino Olona, Università degli Studi di Milano e Università degli Studi Milano Bicocca. Forestami prevede la messa a dimora di 3 milioni di alberi entro il 2030, per pulire l’aria, migliorare la vita della grande Milano e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

 

KALEIDER – A PORTRAIT WITHOUT BORDERS* | Fino al 24 luglio

Kaleider, il centro di produzione inglese che riunisce artisti, scienziati e ricercatori di cui Seth Honnor è direttore artistico, presenta a BASE A Portrait Without Borders, un grande murales composto da centinaia di volti provenienti da tutto il mondo. Attraverso la piattaforma online ideata dall’artista, chiunque potrà infatti caricare un proprio selfie, che verrà poi rielaborato grazie a un sistema di AI e disegnato in tempo reale da tre piccoli robot sulla parete dell’auditorium di BASE. L’installazione risponde alla necessità di sentirsi più vicini in questo periodo di distanza fisica. Sconosciuti uno accanto all'altro, insieme eppure separati.

 

NONE COLLECTIVE – CORPI | Fino al 24 luglio

NONE Collective è un’aggregazione di personalità artistiche che sviluppa progetti transmediali nell’intento di interpretare la condizione contemporanea dell’essere nella società digitale.

Il collettivo mette tecnologia e architettura al servizio di narrazioni che, esplorando i confini tra identità, consapevolezza e percezione, producono esperienze immersive in bilico tra l’artificiale e l’umano. Al festival NONE Collective porta CORPI, una mostra che si configura come un invito a ripensare la nostra identità, la nostra natura di esseri umani corporei e la relazione con il mondo che ci circonda, composto di entità diverse in continua comunicazione tra loro. 

La mostra "CORPI" dei NONE Collective . Ph Cartacarbone

 Le performance di luglio 

*prime nazionali

 

CORPS CITOYEN – GLI ALTRI لخرين

1 luglio

Corps Citoyen, collettivo italo-tunisino, si avvale di diversi strumenti disciplinari – danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica – per creare nuove narrazioni contemporanee. A BASE, con la performance Gli Altri لخرين, il collettivo indagherà la percezione dell’Altro attraverso un gioco irriverente sul patrimonio coloniale che riverbera la tradizione occidentale e la scena contemporanea.

 

FRANCESCA GRILLI – SPARKS 2021 | 5 – 8 luglio workshop – 8 luglio performance aperta al pubblico

L’artista visiva Francesca Grilli lavora con performance e opere video, la cui ricerca esplora l’ambito del suono nelle molteplici implicazioni espressive e percettive. In occasione di FAROUT, l’artista darà vita a Sparks 2021, una performance, preceduta da un workshop di 4 giorni, che capovolge la relazione di potere tra l’infanzia e il mondo adulto. In Sparks 2021 i bambini diventano portatori di una conoscenza mistica, sono i detentori di poteri magici e conoscono il futuro, quello che gli adulti non conoscono.

 

GIORGIA OHANESIAN NARDIN* – ANAHIT | ho ritrovato la parola ardore | 9 luglio

Giorgia Ohanesian Nardin è artista, ricercator_ indipendente e agitator_ queer di discendenza Armena. La sua ricerca si compone di eventi pedagogici e performativi che focalizzano l’esperienza del piacere come forma di resistenza all’oppressione sistemica, mettendo in relazione un approccio transfemminista queer con lo studio di pratiche somatiche. Opera nell’ambito della danza, il suo lavoro si manifesta in movimenti, video, testo, coreografia, suono, raduni e ha a che vedere con narrazioni attorno all’ostilità, le strategie di sopravvivenza, il riposo, le frizioni, la sensualità e la cura.
Giorgia Ohanesian Nardin per FAROUT aprirà la sua ricerca per Anahit | ho ritrovato la parola ardore, lavoro in progress che guarda alla relazione tra sedimenti e detriti, geografie inscritte nel corpo, alla vibrazione come metodo. 

 

ELISABETTA CONSONNI – SPECIAL HANDLING | 13 – 14 luglio
Elisabetta Consonni, danzatrice, mappatrice, osservatrice e coreografa con una certa ossessione per lo spazio pubblico e i processi partecipati, si costruisce ostacoli per poterli superare, e danzarci dentro. Dal 2013 la sua ricerca indaga l'uso e il significato sociale del corpo e dello spazio pubblico attraverso azioni performative, processi partecipativi, dispositivi coreografici, presentando lavori e introducendo seminari di studio in diversi contesti italiani ed europeo. Negli anni è diventata una fan dei processi contro i prodotti finiti. Propone a Farout una performance nata all'interno del progetto Le alleanze dei corpi a cura di AIEP.

Special Handling nasce da un percorso con alcune donne di diversa provenienza a partire dalla condivisione spontanea di pratiche informali, corporee e gestuali, legate alla dimensione di cura all’interno di una relazione di scambio mutuale come messa in comune di tecniche e conoscenze: per alcune la preparazione del tè, per altre l’arte di tatuare le mani con l’henné, per altre ancora il massaggio o il ballo collettivo. Special Handling come atto performativo nasce da questi processi, come un luogo e un tempo di ascolto dove la circolazione di saperi avviene in una dinamica di accrescimento reciproco e paritario.

Dalla performance "Users’ Guide for Planet Earth" di Ruggero Franceschini e Zelda Soussan. Ph Tiziano Demuro

EFFETTO LARSEN – POP UP CIVILISATION | 15 – 16 luglio

Effetto Larsen, compagnia teatrale che sviluppa le proprie performance attraverso il linguaggio performativo, l’essere umano e i rapporti interpersonali, porta a BASE Pop up Civilisation: un progetto di arte partecipata sui processi decisionali all’interno delle comunità, un gioco dove i partecipanti sono invitati a diventare una comunità originaria e a discutere i principi base di qualsiasi società umana.

 

ANNA RISPOLI & MARTINA ANGELOTTI – A CERTAIN VALUE* | 20 – 21 luglio

A certain value è una performance interattiva che invita il pubblico a immergersi nella lettura di una conversazione a più voci che racconta le esperienze radicali, artistiche e umane di quattro collettivi incontrati in altrettante città europee. Famiglie e minorenni migranti che vivono in un edificio occupato (Marsiglia, Francia); professionisti del mondo dell’arte che condividono un unico conto in banca (Bruxelles, Belgio); un gruppo di detenute del carcere femminile (Rennes, Francia); bambine e bambini eco-attivisti preoccupati per le sorti del pianeta (Budapest, Ungheria). Il pubblico è chiamato a identificarsi con l’uno o l’altro dei personaggi reali, seguendo un copione ben preciso, e a confrontarsi collettivamente in una assemblea pubblica sulle potenzialità e i limiti sperimentati da esperienze di condivisione nella società di oggi.
ACV è nato come progetto di ricerca nel 2018 sulle pratiche di mutualizzazione, per volontà di Anna Rispoli, artista e attivista e Martina Angelotti, curatrice d’arte, poi convertito in testo drammaturgico con l’aiuto di Céline Estenne, autrice e performer. La performance arriva a Milano grazie alla relazione progettuale tra BASE e ZONA K.

 

LEONARDO SCHIFINO / EXTRAGARBO – ROVìNATI | 22 luglio

Quali sono le tracce degli oggetti che buttiamo, perdiamo o lasciamo? Cosa resta delle energie delle cose apparentemente sfinite? Come possono essere considerate alla luce delle connessioni che generano? Molte delle domande su quanto si attraversa e quanto si perde sono confluite nel processo di ricerca di rovìnati portato avanti da Leonardo Schifino, tra i cofondatori del collettivo Extragarbo. Un esperimento radicale in cui praticare intra-azione tra oggetti e corpi, dove le temporalità tendono a sovrapporsi. Mucchi di rovine, di oggetti abbandonati, di oggetti scelti come catalizzatori di affetti, compongono l’architettura della scena. Le rovine come parte di un processo ecologico. Una condizione in cui l’umano non è più l’unico agente consapevole che opera e manipola il paesaggio. Non c’è un prima, non c’è un evento che ha innescato un cambiamento, rimane la scelta umana di entrare in una pericolosa tessitura con tracce materiali e emotive, tra passato e futuro.

In occasione della mostra CLAUDIO CINTOLI Immaginazione senza limiti. 1962 - 1972 in corso alla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi fino al 25 luglio 2021

 

i curatori Daniela Ferraria e Ludovico Pratesi

insieme allo storico dell'immagine Bruno Di Marino

terranno la conferenza

INTORNO A CINTOLI

 

3 luglio 2021 ore 18:30

Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi

Palazzo Bisaccioni, Jesi (AN)

 

Diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione

 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi presenta la mostra personale dell’artista marchigiano Claudio Cintoli (1935-1978) curata da Daniela Ferraria e Ludovico Pratesi.

 

La mostra analizza in maniera specifica la produzione pittorica dell’artista, ed in particolare alcuni dipinti inediti o poco noti come Speed Echipse (1966), La voce dell’erba (1966) o Flamingos (1966-67) provenienti da collezioni private.

 

Si tratta di opere di grandi dimensioni con soggetti tratti dalla pubblicità ed eseguiti in uno stile vicino alla Pop Art, che ritroviamo anche nei 13 collage dei primi anni Sessanta esposti in mostra a Jesi, ai quali la critica non ha ancora dato il peso che meritano.

 

Questa sezione si propone di mettere a fuoco le tematiche e le modalità compositive elaborate da Claudio Cintoli tra Roma e New York, dove risiede tra il 1966 e il ‘68 e reagisce agli stimoli visivi che la città gli propone. Un focus fondamentale per considerare il talento pittorico di Cintoli, perfettamente in linea con il clima italiano ed internazionale del tempo.

 

Il successivo periodo “poverista” dell’artista è rappresentato invece da alcune sculture che caratterizzano la sua ricerca tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, come Nodo (1969), Chiodo fisso (1969), legate ad una serie di azioni performative eseguite alla galleria L’Attico nel corso del 1969 come Annodare, Chiodo Fisso e Colare colore.

 

La mostra si conclude con il video Crisalide, che documenta l’azione svoltasi nella sede degli Incontri Internazionali d’Arte a Roma nel 1972: una performance drammatica e incisiva, che introduce l’ultimo periodo di attività dell’artista, scomparso sei anni dopo.

 

Attraverso il confronto tra i tre linguaggi espressivi propri dell’artista - pittura, scultura e performance - la mostra intende ampliare la conoscenza dell’opera di Cintoli nella sua terra d’origine (era nato ad Imola ma la famiglia era originaria di Recanati) dopo un decennio dall’antologica di Claudio Cintoli Incidenti Onirici al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro.

 

In questa nuova occasione espositiva, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, i curatori si concentrano sugli snodi fondamentali della ricerca di Cintoli, un artista che non ha ancora avuto il giusto riconoscimento che gli è dovuto.

 

La mostra è corredata da un catalogo, pubblicato da Silvana editoriale, con le riproduzioni delle opere e i saggi dei curatori.

 

lunedì 28 giugno 2021

Alla Tenuta del Buonamico le vigne sono baciate dalla luce dell’arte

 I vigneti della cantina lucchese hanno accolto la lampada Halo, una suggestiva installazione luminosa dello studio Mandalaki, in grado di risvegliare, attraverso differenti sfumature cromatiche in proiezione, il legame dell’uomo con la natura 

 

Montecarlo, 28 giugno – Quando l’arte si interfaccia con la natura i sensi umani ne godono appieno… se il connubio avviene con i vigneti e i loro frutti, il piacere della scoperta e la curiosità che ne scaturiscono danno vita a emozioni uniche e irripetibili. È quanto accade alla Tenuta del Buonamico di Montecarlo, in provincia di Lucca, che ha saputo esaltare la bellezza delle sue vigne con Halo Giga, un’installazione luminosa del progetto Origin dello Studio Mandalaki di Milano.  
 



“Vogliamo dare una scossa a tutti i sensi, un sussulto che possa farci rivivere le nostre origini – spiega Eugenio Fontana, titolare della Tenuta del Buonamico -, ecco perché abbiamo deciso di posizionare questa installazione luminosa permanente prima all’aperto, proprio nel cuore vivo della nostra attività per poi, in futuro, spostarla nel ventre silenzioso della cantina. Il motivo? Beh, vogliamo riportare i nostri ospiti, e tutti coloro che verranno a trovarci, al legame forte con la terra, agli albori della nostra storia e avere un cerchio luminoso dai toni caldi e vivaci che riconduca al caldo del sole, fonte di vita, e al fuoco, una delle più grandi scoperte dell’uomo”. 

Halo Giga è un’installazione luminosa dal design sofisticato e leggero, disponibile nel colore rosso/arancione e blu intenso, alta 180 cm e orientabile grazie a uno snodo di 90°, perfetta sia per gli spazi aperti sia per gli spazi chiusi, in grado di raggiungere una proiezione circolare fino a 10 metri di diametro di notte o di giorno. Un dispositivo che ha lo scopo di percepire la luce non solo come semplice fonte luminosa ma come elemento che, attraverso le svariate cromie, possa rimandare alle tonalità presenti in natura come quelle del sorgere del sole o del tramonto.  

“Avere questa lampada alla Tenuta del Buonamico racconta come il lavoro del vignaiolo sia non solo legato in maniera indissolubile alla terra, ma come sia anche una forma di arte che ben si intreccia alla creatività di un design ricercato, proprio come quello di Halo di Mandalaki. – Conclude Eugenio Fontana – Non a caso molti personaggi del mondo dello spettacolo, della musica e del cinema hanno scelto queste installazioni per la loro bellezza e per il loro intrinseco valore simbolico”. 
 



Attualmente la lampada Halo è posizionata tra il verde dei vigneti adiacenti al Wine Resort della Tenuta, visibile da differenti posizioni per creare un suggestivo effetto scenico che dura dal tramonto sino a notte fonda. Un connubio perfetto anche con la raffinata struttura architettonica del Resort che sa declinare, con eleganza, diversi materiali e arredi. 

 

Mandalaki è uno studio di design internazionale, con sede a Milano, fondato nel 2012 da Enrico De Lotto, George Kolliopoulos e Giovanni Senin. L’originalità delle creazioni ha permesso allo studio di avviare attività e collaborazioni con partner e clienti in tutto il mondo, oltre ad aver esposto le opere e le installazione in fiere, gallerie ed eventi internazionali. 

Tra le maggiori presenze: Stockholm Furniture Fair, (Stoccolma, Svezia 2013), ICFF Award (NYC, USA 2014), Josef and Anni Albers Foundation (Connecticut, USA 2015), Hong Kong Electronic Show (HK 2016), CES Las Vegas (USA 2017), Rossana Orlandi (Milano, MDW 2018), Matadero, Centro de creaciòn contemporànea (Madrid, Spagna 2019) Observatoire Le Marais (Parigi, 2019), Daimaru (Osaka, Giappone 2019), Giorgio Galotti c/o Motelombroso (Milano, Italia 2020), Galleria Rossana Orlandi (Milano, Italia 2020), The Shouter (Shanghai, 2021). www.mandalaki.com  


Breve descrizione della Tenuta - La Tenuta del Buonamico, sotto la Doc Montecarlo, è una storica realtà della Lucchesia che ha inizio circa mezzo secolo fa con un impegno imprenditoriale di tutto rispetto, volto a celebrare e tramandare la tradizione vitivinicola della zona. La svolta avviene nel 2008, quando Eugenio Fontana, assieme al padre Dino, si mette alle redini della Tenuta, per proseguire nella produzione di vini di qualità, testimoni di un importante passato.  

Oggi, la Tenuta del Buonamico abbraccia 45 ettari di vigneti (su 100 di proprietà), produce 300.000 bottiglie, suddivise tra vini bianchi, rossi, rosati e spumanti, e comprende anche una raffinata varietà di oli. In aggiunta a tutti i servizi legati a un’efficiente cantina, la Tenuta del Buonamico ha un magnifico Wine Resort nel quale fare un’esperienza di benessere a 360°. A diretto contatto con la natura e immerso nel verde delle colline lucchesi, il Wine Resort offre quanto di meglio si possa richiedere per un totale relax, tra centro benessere, piscina, camere di design e il Ristorante Syrah, perfetto per godere dei sapori della gastronomia toscana.  
Per informazioni e prenotazioni: 
www.buonamicowineresort.it - info@buonamicowineresort.it - ristorante@buonamicowineresort.it
Oppure contattare il numero telefonico +39 0583 1809796
 

PROROGATA FINO AL 18 OTTOBRE 2021 LA MOSTRA AlpiMagia Riti, leggende e misteri dei popoli alpini Un progetto fotografico di Stefano Torrione Museo Civico, Bolzano

 

A cura di Augusto Golin

Organizzazione generale Maurizio Veronese

Vice Presidente della sezione e responsabile della

Commissione Cultura del CAI Bolzano

 

Stefano Torrione, Piemonte - L'Orso di Segale di Valdieri

Il CAI Bolzano, in occasione dei 100 anni dalla sua costituzione che ricorrono nel 2021, presenta la mostra AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini, un progetto fotografico di Stefano Torrione a cura di Augusto Golin con la supervisione di Maurizio Veronese, Vice Presidente della sezione e Responsabile delle Attività Culturali.

 

IL CAI, Club Alpino Italiano, fonda la sua nascita sulla conoscenza, l’amore, il rispetto e la preservazione della montagna, tutti concetti si cui si basa la cultura della montagna soprattutto, ma non solo, per chi ci vive e opera. Gli scatti del fotografo valdostano Stefano Torrione sono il miglior modo per celebrarla, ripercorrendo le tappe di un Anno Solare nelle Alpi, documentando per immagini riti, leggende e tradizioni popolari delle genti alpine, tra passato e presente.

 

L’esposizione presenta 78 fotografie di grande formato che mettono in mostra più di settanta eventi, tra Liguria e Friuli, documentati dall’autore nei cinque anni di lavoro dedicati al progetto.

Le Alpi sono le montagne più famose al Mondo, le più popolate, le più raccontate e studiate e da lì sono passati Romani, Celti, Reti e Germanici, e vi abitavano già Salassi, Camuni e Leponzi.

Dal Piemonte al Friuli un filo conduttore di Magia e Mistero lega tutti i riti che vengono rappresentati e che segnano il rapporto intrinseco che le popolazioni autoctone hanno con il territorio, con calendario della vita contadina e con la natura circostante: dalla leggenda delle Anguane a quella dell’Uomo Selvatico e dei Krampus, dai fuochi Epifanici a quelli del Solstizio d’estate, dai falò del Diavolo a quelli in alta quota, dalle rappresentazioni dei Lupi a quelle degli Orsi, dai riti Primaverili a quelli di Aratura propiziatoria, dai Guaritori mistici ai riti Arborei, dai rituali di passaggio ai canti epitalamici e, ancora, dalla notte delle Streghe a quella delle Stelle. 

 

Nelle Alpi le credenze pagane sono sopravvissute al Cristianesimo, mischiandosi ad esso e dando vita a una cultura arcaica e mistica per il controllo spirituale e temporale degli eventi e la mostra ne restituisce un affresco composito coinvolgente e affascinante, che illustra le differenti sfaccettature di un’unica cultura millenaria, legata a quel territorio e alle popolazioni che lo abitano da generazioni: dai popoli occitani ai sudtirolesi, dai ladini ai valdostani, dai cimbri ai friulani.

Il fotografo Stefano Torrione, con i suoi scatti suggestivi ed empatici, immerge lo spettatore in un appassionante viaggio visivo in cui le Alpi si rivelano come uno straordinario scenario “terrificante e magico”, ricco di storie da raccontare che testimonia al contempo la voglia di resistere all’omologazione del mondo contemporaneo.

 

Maurizio Veronese, vicepresidente del CAI di Bolzano e referente per le attività culturali dell’associazione afferma: “Siamo stati subito molto interessati, quando si è prospettata la possibilità di avere a Bolzano le stupende immagini fotografiche di Stefano Torrione, che spaziano dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia toccando tutte le regioni dell’arco alpino. Perché parlare di Alpi e di Dolomiti, raccontarne la storia, le tradizioni, la cultura dei popoli della montagna ci è sembrato un modo fantastico per iniziare a festeggiare la ricorrenza dei 100 anni della sezione di Bolzano del CAI. La mostra è un magnifico ritratto della cultura alpina, nel quale si potrà apprezzare la ricchezza e il fascino di un progetto che, come in un gioco di specchi, riflette squarci di vita dei piccoli mondi alpini, separati tra di loro da vallate impervie, ma uniti in un unico spirito.”

 

 “Si tratta – sottolinea il curatore della mostra bolzanina Augusto Golin – di una serie di riti che hanno un’origine comune, come affermato dall’etnologo Giovanni Kezich. Un grande puzzle che si è frantumato disperdendosi nei territori alpini ma che hanno una fonte condivisa. Riti legati al calendario contadino, al cambio delle stagioni, al fuoco purificatore ma anche rigenerativo; le gesta di uomini inselvatichiti con sembianze di orsi, lupi e diavoli, l’acqua e la terra che produce frutti per gli uomini e gli animali, per finire con i riti legati all’Avvento. Riti che hanno affrontato nei secoli, se non nei millenni, diverse sfide che tendevano a snaturarli o abolirli. La rinascita e la sopravvivenza di queste tradizioni le ha viste trasformarsi nuovamente, alcune diventando un fenomeno turistico, in particolare i riti legati al Carnevale, altri mantenendo un carattere più intimo. Stefano Torrione, con la sua macchina fotografica, è riuscito a documentare tutto questo non rimanendo ai margini. L’obiettivo non separa il fotografo dall’azione. Ma vi partecipa intimamente, ne viene coinvolto, il fuoco brucia, le faville accecano...”

 

All’esposizione “Alpimagia” si accompagna l’omonimo catalogo della mostra, edito da Stefano Torrione Editore, che presenta 85 fotografie e alcuni testi dello scrittore Premio Strega Paolo Cognetti.

 

La mostra è resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Bolzano e della Fondazione Dolomiti Unesco, al supporto degli uffici cultura della Provincia Autonoma di Bolzano e del Comune di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige e allo sponsoring di Banca Popolare, Potenza Assicurazioni, Salewa, Microgate, Finstral e Stuefer Bau. Il CAI Bolzano ringrazia per la collaborazione anche l’Associazione Nazionale Alpini di Bolzano e il Soccorso Alpino.

MADE IN MALGA 2021 2 week-end dal 3 al 5 e dal 10 al 12 settembre '21 ad Asiago (VI)

 



Mostra mercato dei formaggi e dei prodotti della montagna

Degustazioni con abbinamento a vini e birre della montagna

 

2 week-end dedicati al gusto d'alta quota. 

 

Vi aspettiamo!

MADE IN MALGA 2021 è evento organizzato da GURU COMUNICAZIONE 

ed il Consorzio Tutela Formaggio Asiago

 

In collaborazione con 

Ascom - Coldiretti - Confartigianato   Mandamenti di Asiago

Con il Patrocinio del Comune di Asiago

MADE IN MALGA® 2021  9° edizione

Info e contatti  Novella Gioga   segreteria@gurucomunicazione.it 

Direzione evento Luca Olivan  luca@gurucomunicazione.it

Con il Patrocinio del Comune di Asiago   

Partner  Consorzio Tutela Formaggio Asiago

Sponsor: Cantina Zaccagnini  Vini d'Abruzzo  -  Poll Pack Professionisti del Packaging

Caseificio Pennar Asiago - Despar  EUrospar  Interspar 

 

www.madeinmalga.it

Sorsi d'estate: dal Veneto alla Puglia gli appuntamenti di luglio e agosto di Tinazzi

 

Il gruppo di cantine con sede a Lazise e produzioni in Veneto e Puglia riparte con una grande offerta di attività per coinvolgere gli enoturisti: escursioni in barca nel Mar Ionio, visite nel Parco Archeologico, corsi di cucina della tradizione e degustazioni nella masseria e nella sede produttiva.


Lazise (Vr), 28 giugno 2021_Dalle degustazioni in barca in attesa di avvistare delfini e balene, alle passeggiate nella storia, fino ai corsi di cucina della tradizione, Tinazzi accompagna i winelovers per tutta l’estate 2021 con la Tinazzi Italian Experience, l’esperienza di enoturismo che ha l’obiettivo di coinvolgere e appassionare gli amanti del vino di tutto il mondo e di tutte le età. 
 
Il gruppo di cantine con produzioni in Veneto e Puglia torna a offrire le esperienze che permettono di scoprire i piaceri del cibo e della cucina, l’amicizia e la convivialità, la vita del vigneto e il rapporto con le stagioni. Alle degustazioni e ai corsi di cucina si aggiungono quest’anno anche due imperdibili appuntamenti come “Ricercatore per un giorno”, escursione nel Mar Ionio con degustazione, realizzata in collaborazione con la Jonian Dolphin Conservation e la possibilità di visitare il parco archeologico scoperto nella cantina San Giorgio in Puglia.
 
Diversi tipi di proposte consentono di conoscere attraverso il vino luoghi dell’Italia di una bellezza incontaminata, dalle degustazioni From Veneto to Puglia nella sede di Lazise a quelle dedicate ai vini pugliesi nella Masseria Feudo Croce in Salento, a due passi dal mare. “Nell’estate della ripartenza siamo felici di tornare a proporre tutte le nostre attività enoturistiche, attentamente rimodulate per garantire sempre la salute e della sicurezza dei nostri clienti” afferma Gian Andrea Tinazzi, titolare del gruppo di cantine.
 
 
 
Ecco tutti gli appuntamenti dell’estate della Tinazzi Italian Experience:
 
PUGLIA
 
Alla scoperta dei delfini con “Ricercatore per un giorno”- Molo Sant'Eligio, Taranto
Prosegue per il secondo anno consecutivo la partnership tra San Giorgio, cantina pugliese del gruppo Tinazzi, e Jonian Dolphin Conservation, organizzazione per la salvaguardia dei cetacei nel Golfo di Taranto.
“Ricercatore per un giorno” porta i turisti alla scoperta del Golfo di Taranto nel Mar Ionio Settentrionale, a bordo dei Catamarani Taras e Extraordinaria, in un’escursione che li coinvolge in tutte le fasi della ricerca, dall’avvistamento dei cetacei sino alla raccolta dati, insieme a biologi, veterinari e ricercatori che raccontano il mondo marino.
I vini della cantina San Giorgio – bianco, rosato o rosso da bere freddo – accompagnano le uscite di “Ricercatore per un giorno”, serviti in bicchieri ecosostenibili.
Da quest’anno c’è anche una novità: ogni mercoledì gli ospiti della MSC crociere Seaside potranno partecipare alle uscite in catamarano per conoscere Taranto dal mare, degustando il vino direttamente a bordo.
I tour si svolgono giornalmente per tutta l’estate. Per maggiori informazioni e prenotazioni: https://www.joniandolphin.it/wordpress/2017/prenota/.
 
Una passeggiata nella storia nel Parco archeologico di San Giorgio - Faggiano (Ta)
Nella nuova sede della cantina San Giorgio – Vini Nobili del Salento è stato scoperto un sito archeologico composto da una piccola necropoli e una grotticella probabilmente risalenti al periodo alto medievale. Un ritrovamento che ha emozionato la famiglia Tinazzi, che ha deciso di affidarsi all’esperienza dell’Archeoclub di Carosino per scavare nella storia di una terra che nel tempo non è stata solo in grado di produrre ottimi vini, ma anche opere d’arte dall’inestimabile valore storico.
I visitatori potranno immergersi nella storia con le passeggiate lungo il percorso storico-archeologico, che si concludono con la degustazione dei vini prodotti nella vicina Masseria Feudo Croce. Per info e prenotazioni 099 5924445 o info@cantinesangiorgio.it.
 
Le degustazioni in Puglia – Feudo Croce, Carosino (Ta)
La famiglia Tinazzi accoglie gli appassionati nella sua tenuta pugliese, Feudo Croce, per una vera esperienza italiana che avvicina gli enoappassionati e non solo alla vita della cantina, ai suoi spazi, alle persone che la vivono. La degustazione è preceduta da una visita alla masseria Feudo Croce con mostra fotografica e bottaia, una passeggiata tra i vigneti di Primitivo e degustazione di 4 vini tipici del territorio accompagnati da ricco aperitivo. Tutte le degustazioni si svolgono previa prenotazione e in totale sicurezza, e vengono organizzati gruppi di massimo 6 persone (dal lunedì al venerdì minimo 2 persone, sabato e domenica minimo 4 persone). Per info e prenotazioni: https://www.tinazzi.it/tinazzi-experience/richiesta-informazioni-puglia/?esperienza=visita-e-degustazione
 

 
VENETO
 
Le degustazioni in Veneto – Lazise (Vr)
Nella sede produttiva della cantina a Lazise, la famiglia Tinazzi attende gli enoappassionati con tre diverse tipologie di degustazione, per offrire una panoramica completa dei vini del territorio e un confronto tra le produzioni venete e pugliesi. È possibile aggiudicarsi la degustazione Lago di Garda Experience (Ca’de’Rocchi Custoza Dop - Ca’de’Rocchi Campo delle Rose, Bardolino Chiaretto Dop - Ca’de’Rocchi Bardolino Dop - Ca’de’Rocchi Monterè, Valpolicella Superiore Ripasso Dop), la Valpolicella Experience (Ca’de’Rocchi Campo delle Rose, Bardolino Chiaretto Dop - Ca’de’Rocchi Corvé, Corvina Verona Igp – Ca’de’Rocchi Monteré, Valpolicella Superiore Ripasso Dop – Ca’de’Rocchi La Bastia, Amarone della Valpolicella Docg) e l’esperienza From Veneto to Puglia (Ca’de’Rocchi Custoza Dop - Feudo Croce Aléa, Malvasia Bianca Igp - Ca’de’Rocchi Corvè, Corvina Verona Igp - Feudo Croce Megale, Negroamaro Salento Igp - Feudo Croce Imperio, Primitivo di Manduria Dop). Anche nella sede di Lazise le degustazioni sono previa prenotazione e svolte con protocolli di sicurezza che prevedono gruppi di massimo 6 persone (dal lunedì al venerdì minimo 2 persone, sabato e domenica minimo 4 persone). Per info e prenotazioni: https://www.tinazzi.it/tinazzi-experience/richiesta-informazioni-veneto/?esperienza=lago-di-garda-experience
 
Le Cooking Class di cucina della tradizione – Bardolino (Vr)
Per permettere ai propri clienti di scoprire i segreti della cucina italiana, Tinazzi ha coinvolto un team di chef professionisti che guideranno i partecipanti nella scelta di prodotti stagionali e riveleranno i loro trucchi e le ricette della tradizione, come pasta fatta in casa, sughi con verdure di stagione e i segreti per tiramisù perfetto. Alla fine del corso ogni partecipante potrà gustare il pranzo preparato in abbinamento ai vini della cantina.
I corsi si tengono nella splendida cornice della Tenuta Valleselle a Bardolino.
Per info e prenotazioni: https://www.tinazzi.it/tinazzi-experience/richiesta-informazioni-veneto/?esperienza=programma-tenuta-valleselle-bardolino

sabato 26 giugno 2021

Nicoletta Rusconi Art Projects presenta I.D.E.A. Salento progetto realizzato in collaborazione con Davide Meretti

 


Genuardi/Ruta

Sotto Verde Manto

 

OPENING 
sabato 26 e domenica 27 giugno 2021 

 

Masseria Canali

Via extraurbana Canali Memmi, Casarano LE

Aperto al pubblico solo su appuntamento
info@masseriacanali.com

Sabato 26 e domenica 27 giugno inaugura negli splendidi spazi di Masseria Canali a Casarano (Lecce), la mostra Sotto Verde Manto, personale del duo artistico Genuardi/Ruta.

 

Figlio di Cascina I.D.E.A., il progetto di residenze avviato ad Agrate Conturbia (NO) attivo dal 2017, con I.D.E.A. Salento, Nicoletta Rusconi Art Projects offre agli artisti la possibilità di vivere due realtà molto peculiari sia dal punto di vista paesaggistico che della tradizione artigiana: il lago Maggiore e il Monte Rosa da un lato e i due mari della Puglia dall'altro.

Per questa seconda edizione di I. D.E.A. Salento, Nicoletta Rusconi ha scelto di collaborare con Davide Meretti, che ospita l'iniziativa a Masseria Canali (Casarano), nel cuore del Salento.

 

Sotto Verde Manto è il risultato della permanenza del duo Genuardi/Ruta in Masseria e del loro viaggio alla scoperta del Salento, per comprendere, nel profondo, modi e riti delle civiltà marinare e contadine, e vivendo i suggestivi intrecci di leggende, storie, colori e architetture dello straordinario territorio salentino.

Genuardi/Ruta innescano un dialogo indoor a partire dalle loro forme e dal paesaggio che li circonda: costruzioni antiche e grotte rupestri, città e monumenti, torri saracene, verdi distese e pietre ambrate. L'intervento è stato realizzato ad hoc negli spazi della Masseria utilizzando strutture elicoidali, corpi abbigliati con tessuti di superficie opaca e riflettente, dialogando con l'ambiente interno e in armonia con le esigenze funzionali ed estetiche di un'abitazione privata.

 

Il duo indaga i fattori costitutivi dello spazio, ridefinendo l'architettura attraverso la pittura, traducendo l'incontro della luce con i volumi del costruito, mantenendo sempre al limite l'equilibrio tra una geometria della realtà e una visionaria. Le geometrie che Genuardi/Ruta mettono in campo sono sempre frutto di una ricerca sulla luce, sui volumi che intercetta e sui tagli che definisce. La loro riflessione sullo spazio, il cui rapporto con la luce compone il fulcro del loro lavoro, non deriva da una matrice tecnico-analitica ma esprime un bagaglio di memorie remote.


La mostra è accompagnata da un testo critico a cura di Elsa Barbieri.

Masseria Canali una vecchia casa colonica recentemente ristrutturata, risale alla fine del 1800 e si trova nella campagna tra i comuni di Casarano e Collepasso, nel cuore del Salento, in un’area di svariate decine di ettari di ulivi secolari. Anticamente la vita della contrada ("Contrada Canali", da cui il nome della masseria) ruotava intorno alla coltivazione dell'olivo e alla pastorizia; la masseria era utilizzata per ricoverare il bestiame e custodire scorte e attrezzi agricoli, oltre ad ospitare alcuni coloni. Fulcro della vita della contrada, la masseria garantiva pane e acqua a tutti i contadini impiegati nei campi grazie al pozzo e al forno a legna.

La sua struttura originale, realizzata in fasi successive, è stata modificata e ampliata nel corso degli anni, creando una sovrapposizione di epoche e stili facilmente visibile dall’esterno.

Dopo anni di abbandono, Masseria Canali è stata acquistata nel 2015 da Davide Meretti. Nonostante il cattivo stato di conservazione, tutte le porzioni di maggiore prego architettonico e storico sono state preservate assolutamente intatte.

Mentre l'esterno della casa è chiaramente in stile salentino, l'idea alla base degli interni era quella di creare un ambiente dal sapore internazionale. La maggior parte dei pezzi sono vintage, raccolti dal proprietario durante viaggi, da mercatini dell'antiquariato, fiere e da vari commercianti italiani ed esteri, con molti pezzi provenienti da Italia, Francia, Inghilterra e Marocco

 

Genuardi/Ruta - Antonella Genuardi (Sciacca,1986) e Leonardo Ruta (Ragusa,1990).

Tra le mostre più recenti: Locomotive Breath (mostra personale), a cura di Jorge Reis, Casa Azul, Torres Vedras-Distretto di Lisbona, Portogallo, 2020; Gentilivicini, a cura di Piera Valentina Gallov, con il Sostegno di MiBACT e SIAE, Via della Fucina 16 Condominio-Museo, Torino, 2020; Talent Prize 2019, Mattatoio, Roma, 2019; Manabamáte, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, BocsArt, Cosenza, 2019; ZR (mostra personale), a cura di Samuel Gross, Edicola Radetzky, Milano, 2019; Wormhole (mostra personale), a cura di Samuel Gross, Galleria FPAC, Milano, 2019; La danza dei giganti (mostra personale), Magazzino Brancaccio – Progetto Oltre Oreto, Evento Collaterale Manifesta 12, Palermo, 2018; Solo Presentation, Sezione Present Future, Artissima, Torino, 2017; La vita della mente, a cura di Giuliana Benassi, Istituto Svizzero, Roma, 2017.

Tra i progetti di residenza a cui hanno fatto parte: Locomotive Breath, Casa Azul, Torres Vedras-Distretto di Lisbona, Portogallo (Progetto tra i vincitori dell’ottava edizione dell’Italian Council); 2020 CCA Artist-in-residence Program, Gennaio 2020, Andratx-Palma di Maiorca (ES); VIR Viafarini-in-residence, Gennaio-Dicembre 2019, Milano.