martedì 8 maggio 2018

Alla Milano Design Week La terra cruda di Matteo Brioni raccontata attraverso le 14 argille della collezione 2018: una costante ricerca per le diverse applicazioni “bespoke” da visitare in un percorso dove la decorazione di interni incontra la sua massima espressione


Un materiale bello, naturale, versatile, così antico e allo stesso tempo così innovativo.

La terra cruda di Matteo Brioni, architetto impegnato nella continua ricerca di utilizzo di questo materiale “ecofriendly, dopo il grande successo dell’edizione 2017, torna alla Milano Design Week.
Numerose le installazioni che impreziosiranno le location del Capoluogo lombardo:

Space & Interiors
The Mall - Porta Nuova
Torre delle Terre & Stratigrafie Matteo Brioni: 14 colours of earth
design Studio Irvine


Bulthaup
Chiesa San Carpoforo
Via Marco Formentini 14
Floor: TerraTon Melograno


Agape 12
Via Statuto 12
New colours: Cammeo, Cipria
Preview Capitelli design Studio Irvine
Walls: MultiTerra Sale Grigio & bespoke TerraVista


Milano design Store
Via Felice Cavallotti 15
Wall: TerraWabi Cipria
Elmar Kitchen doors e pareti: bespoke TerraEvoca

Paola C
Via Solferino 11
Wall: TerraWabi Sale Grigio




De Castelli
Stand E51 hall 16
Floor: TerraTon Polvere 



La storia di Brioni inizia nella suggestiva fornace di Gonzaga. Qui la tradizione familiare quasi centenaria nel laterizio si è trasformata in una passione personale per la forma e la costruzione che lo hanno portato a sperimentare e osare con un materiale che è da sempre elemento sostanziale dell’architettura. L’interesse per il “sistema crudo” si è poi concretizzata nel 2010, quando Matteo Brioni dà vita all’omonima azienda composta da un team di esperti nella posa e nella sperimentazione con la terra cruda dove dare spazio alla continua ricerca di nuove applicazioni per un materiale così tradizionale nell’architettura e nell’interior design.

Sotto la sapiente direzione artistica dell’architetto Marialaura Rossiello dello Studio Irvine, che ha guidato la maestria di Matteo Brioni, il marchio è diventato il riferimento della terra cruda. “Matteo è produttore, fornitore, selezionatore, applicatore, in una parola: l’architetto della terra cruda – dice l’art director - . Consiglia, crea team di lavoro, applica, battezza nuovi prodotti e li taglia su misura per ogni nuovo progetto. Matteo è anche sinonimo di ecologia, passione, cuore che parla attraverso un materiale etico, capace di adattarsi a qualsiasi forma e desiderio estetico. La materia che entra in relazione con la persona”. Ideale per superfici continue sia verticali sia orizzontali, la terra cruda assume sinuosamente qualsiasi forma, plasmandosi e creando esperienze tattili che rendono unici gli ambienti in cui viene inserita. Matteo Brioni è riuscito a riprendere gli insegnamenti di millenni di cultura declindandoli in prodotti moderni, sostenibili ed esteticamente sorprendenti.

Un’accurata ricerca e selezione delle terre da parte di Matteo Brioni che, in occasione della Milano Design Week 2018, si materializza nella Torre delle Terre e nelle Stratigrafie, design Studio Irvine, dove quattordici argille declinate in quattordici box con all’interno solidi di forme diverse e 14 Stratigrafie visualizzano il materiale naturale per eccellenza: la terra cruda. Volumi bidimensionali e tridimensionali per raccontare le finiture di Brioni da toccare e spostare, provando ad accostare colori ed effetti diversi.

Due nuove tonalità  per la collezione 2018 – 2019 sul tema del rosa, con sfumature e provenienze diverse: la superficie Cipria selezionata da terre cagliaritane ed il Cammeo selezionato in cave piemontesi.

Novità assoluta anche la collezione Capitelli (Preview), anch’essa design Studio Irvine. Tre volumi che diventano funzionali: tavolini, centrotavola e svuotatasche con forme che rimandano ad elementi architettonici del passato con un linguaggio minimale. La collezione Capitelli, nelle declinazioni dei tre ordini ionico, dorico e corinzio, sono realizzati in terra cruda con un’anima leggera che rende facile la presa dell’oggetto ed il suo utilizzo in ambienti diversi.

Superfici, volumi, architettura; questa la sintesi del lavoro di Matteo Brioni che per il 2018 si racconta attraverso oggetti tridimensionali che mostrano la qualità tattile e di posa della terra cruda. 

Ma la terra cruda di Matteo Brioni quest’anno ha arredato anche lo spazio di bulthaup cucine che ha scelto un’architettura storica per l’esposizione delle novità 2018: la chiesa di San Carpoforo in Brera. Qui il lavoro di Matteo ha trovato la sua massima espressività nell’integrazione tra il pavimento in TerraTon melograno e l’architettura dello spazio, in completo accordo al pavimento in terra cotta ivi presente.

Nello spazio di Elmar cucine in Via Durini ecco che la terra cruda di Matteo raggiunge i massimi livelli di “bespoke”: Terra Evoca è stata plasmata a seconda delle esigenze dello spazio e degli arredi.  Sulle pareti appaiono disegni dalle geometrie molto definite mentre le ante del nuovo modello sono rivestite con il decoro classico di Terra Evoca.

Due esempi di integrazione totale e di customizzazione ai massimi livelli che solo un materiale plasmabile come la terra cruda e la manualità del team creativo della Matteo Brioni possono produrre.

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