domenica 4 marzo 2018

Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna


La prima settimana di Borghi d'Europa per '2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale', si
apre con una azione ispirata alla Giornata Nazionale delle Ferrovie dimenticate, promossa a
livello nazionale da Co.Mo.Do (Cooperazione per la mobilità dolce).
Montebelluna,Borgo del Gusto, propone fra i beni culturali, la visita al Museo di Storia Naturale
e Archeologia.


Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna è stato dal 1998 al 2016 una Istituzione, con autonomia gestionale e programmatica, pur essendo promosso e sostenuto finanziariamente dal Comune di Montebelluna. Dal mese di aprile 2016 il Museo è un servizio del Comune di Montebelluna.
Sulla base di progetti il museo riceve finanziamenti anche dalla Regione Veneto e da altri enti, anche privati, in modo occasionale.
Il Museo nasce nel 1984 grazie all'iniziativa del gruppo speleologico locale "Gruppo Naturalistico Bellona", che fece alcuni interessanti recuperi archeologici nella zona collinare di Montebelluna e raccolse un cospicuo materiale naturalistico e mineralogico, e a cura dell'amministrazione comunale, che stabilì di riunire tutti questi materiali in un museo di Archeologia e Scienze Naturali.
La sede con D.G. n. 504/1978 fu individuata in Villa Biagi, per la quale era iniziata negli anni ‘70 un’opera di ristrutturazione che tenne conto della destinazione d’uso degli spazi, secondo i dettami della moderna museologia. Con successive delibere di C.C. nn.30/1979, 101/1980 vennero approvati statuto e regolamento del Museo.
Si sa poco delle vicende della struttura della villa fino agli inizi del '900, se non che l'origine della proprietà è attribuita alla famiglia dei Barbarigo (XV -XVIII secolo ), successivamente la proprietà passa all'ottocentesco avvocato Pietro Biagi subendo nel tempo importanti modifiche.
Nel corso del '900 la villa è stata adibita a convitto e solo successivamente è diventata proprietà del Comune di Montebelluna.
Villa Biagi è costituita da Villa e Barchessa, con annesso oratorio e giardino. La barchessa è stata destinata a sede espositiva, mentre le sale della villa sono state adibite ad uffici, sala conferenze, centro di documentazione, aule e laboratori didattici.


Mission
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna raccoglie, conserva, studia e divulga la memoria naturalistica e storico-archeologica del nostro territorio. Opera inoltre in una più ampia dimensione spazio-temporale per contribuire a creare e diffondere la cultura del museo nella regione, in Italia e nel mondo.
Vision
La memoria storica e il patrimonio culturale-ambientale di un territorio costituiscono la base su cui si costruisce l'identità di un popolo.
Conoscere le proprie radici è la base di ogni progettualità tanto più in un mondo globalizzato come il nostro.
La conoscenza dell'ambiente e della natura contribuisce alla costruzione di una coscienza condivisa del suo valore, del suo rispetto e dell'utilizzo compatibile.
I musei sono luoghi speciali per la conservazione e l'educazione al patrimonio culturale.
Essi hanno un ruolo irrinunciabile nella società di oggi, che deve avere le conoscenze fondamentali per poter agire in un contesto che ponga il rispetto per la natura e la conoscenza delle proprie origini storiche come strumento per garantire la qualità della vita anche per le generazioni future.
Il Museo di Montebelluna si pone in questo contesto come luogo d'incontro di culture, frutto di un dinamismo che riflette il divenire stesso della natura, dell'uomo e della sua storia.

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Borghi d'Europa a Montebelluna : La Terrazza, Pizzeria dal 1964

venerdì 2 marzo 2018

Milano,Vetrina del Gusto : le ferrovie dimenticate




Borghi d’Europa ,in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018,
mette in campo diverse ‘Azioni’ che toccheranno oltre 20 borghi e territori italiani ed
europei, al fine di ‘informare chi informa’.
Ogni borgo e territorio verrà letto e proposto secondo le ‘chiavi’ culturali dei Percorsi
Internazionali che Borghi d’Europa propone ( sono ben dieci : I Percorsi della Fede,
La Montagna dell’Informazione,Abitare per Vivere, le Vie della Birra,le Vie del Caffè,
le Vie d’Acqua, Le Vie dei Norcini, I Borghi della Storia, Le ferrovie (non) dimenticate,
I Mulini del Gusto e le Vie del Pane).

La speciale unità di informazione nazionale, promuove, in particolare, l’iniziativa Milano,Vetrina del Gusto, per confrontare e ‘raccontare’ le diverse esperienze territoriali.
La prima azione riguarda il tema delle ferrovie dimenticate (il 4 marzo viene proposta infatti da
Co.Mo.Do -Cooperazione per la Mobilità dolce, la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate).
Borghi d’Europa partecipa da molti anni a questa iniziativa, alla quale viene dedicata una
intera puntata della trasmissione multimediale L’Italia del Gusto (Sky,La 9 Italia, web), con una intervista a Gunnar, nume tutelare della Osteria della Stazione,l’Originale (vicino alla Stazione Centrale) e uno spazio (La Bottega dei Ricordi), dedicato all’antica trattoria pizzeria Le Passere di via Padova.Seguiranno poi le visite gustose nei pressi della Stazione di Porta Genova, per il progetto
I Borghi del Gusto lungo le strade ferrate.
I temi de ‘2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale’, ci porteranno al Padiglione Ferroviario
del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

IL FESTIVAL LETTERARIO “A TUTTO VOLUME” TORNA A RAGUSA DAL 15 AL 17 GIUGNO PER LA SUA NONA EDIZIONE




Clara Sanchez, Aldo Cazzullo, Alessandro Milan, Gianluigi Nuzzi, Gherardo Colombo e Alessandro Robecchi sono i primi ospiti già confermati per la festa dei libri che aderisce alla neonata “Rete dei festival letterari del Sud Italia” di prossima presentazione.
Per questa edizione anche SIAE tra i partner ufficiali


Per il nono anno consecutivo Ragusa si prepara a vivere la festa dei libri e dei lettori che da venerdì 15 a domenica 17 giugno occuperà le strade e le piazze della città siciliana. Clara Sanchez,  Aldo Cazzullo, Alessandro Milan, Gianluigi Nuzzi, Gherardo Colombo e Alessandro Robecchi, sono i primi nomi tra i tanti autori inseriti nel corposo programma della prossima edizione di "A Tutto Volume – Libri in festa a Ragusa” mentre a Loredana Lipperini e Massimo Cirri, già “guest director” nel 2017, si aggiungerà Tiziano Scarpa. Quella dei direttori ospiti è una formula rivelatasi vincente, proposta lo scorso anno da Alessandro Di Salvo, ideatore e promotore della manifestazione, assieme alla Fondazione degli Archi: i tre autori, infatti, cureranno e condurranno alcuni degli incontri della rassegna.

Il festival “A Tutto Volume” si è già affermato tra le manifestazioni letterarie più importanti del panorama nazionale e per questa nuova edizione vede tra i partner anche SIAE.

Di recente ha aderito alla "Rete dei festival letterari del Sud Italia” siglata da oltre venti rassegne culturali di altrettante città meridionali, che hanno deciso di unire e condividere le forze e le idee. Il manifesto verrà presentato a maggio in occasione del Salone del Libro di Torino prima e a quello di Napoli successivamente.

Tre giorni di cultura, arte e bellezza è la proposta di grande attrattiva della città barocca per migliaia di lettori e turisti attesi da tutta la Sicilia e dal resto d’Italia.

Le strade, le piazze, i vicoli e i luoghi storici di Ragusa Superiore e di Ibla, allestiti con originali palchi a forma di tomi giganti, saranno la scenografia ideale degli incontri, tutti ad ingresso gratuito. Per un weekend la città non conosce tregua, si popola di appassionati e curiosi che si spostano da un posto all’altro per seguire gli scrittori più amati. Dal pomeriggio fino a tarda sera ogni angolo del centro storico accoglie i dialoghi con gli autori che presentano le loro ultime uscite.

Il programma di “A Tutto Volume” spazia da sempre dalla narrativa alla saggistica, proponendo un’ampia varietà di generi e argomenti esposti dalle voci più autorevoli nei dibattiti approfonditi. È il tratto distintivo del festival che ha conquistato negli anni la fiducia di un pubblico attento e sempre in crescita.

“A Tutto Volume” accosta sin dalla prima edizione la bellezza architettonica e naturalistica del territorio al fascino dei libri. Gli eventi infatti si svolgeranno in diversi punti del centro storico di Ragusa Superiore - la città nuova ricostruita dopo il terremoto - intorno alla Cattedrale di San Giovanni Battista e di Ibla - il quartiere antico dall'anima barocca - tra Piazza Duomo, la chiesa di San Vincenzo Ferreri, Piazza Pola e i Giardini Iblei. Durante il giorno, invece, i visitatori potranno scegliere di raggiungere la costa (con il mare Bandiera Blu) o immergersi in uno dei tanti percorsi naturalistici ed enogastronomici.


Nel programma del festival, che gode anche del sostegno del Comune di Ragusa, è inserita la sezione Extra Volume che darà spazio, in modo spontaneo, al fermento culturale del territorio.

giovedì 1 marzo 2018

Paolo Icaro UN PRATO IN QUATTRO TEMPI ULTIMO TEMPO



Iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Milano
 
Cortile della Ca’ Granda, Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono 7
Inaugurazione 14 marzo 2018, ore 18.30, loggiato del rettorato
Performance, dalle ore 17.00
 
 
Mercoledì 14 marzo avrà termine il lavoro che Paolo Icaro ha iniziato due stagioni fa sul campo del Filarete, all’interno del cortile della Ca’ Granda, con la partecipazione degli studenti dell’Ateneo.
 
La terza edizione di La Statale Arte, in collaborazione con la galleria Lorenzelli Arte, ha infatti ospitato, dallo scorso settembre, Un prato in quattro tempi, un progetto in cui Icaro ha pensato il campo dell’Università come uno spazio da esplorare, in una continua evoluzione di azione e di pensiero.
 
I tre tempi del’intervento realizzati a settembre – dissodamento, rastrellatura, semina – si sono rivelati gesti di insieme, atti orchestrati da Icaro e interpretati dagli studenti dell’Ateneo: i tagli dell’inverno sono stati atti botanici, volti a permettere alla natura di compiere il ciclo autonomo di crescita. Il quarto tempo, quello del 14 marzo, sarà l’ultima visione dell’artista sul campo, la sua impronta su una terra utilizzata come materia, un intervento plastico su uno spazio preesistente.
 
Il segno di Paolo Icaro sarà una spirale quadra, una forma continua, di tradizione classica e mediterranea, già da lui proposta in Etcoetera (Square Spirals) del 1978.
 
Durante la performance, che avrà inizio alle ore 17.00, Icaro esplorerà, per l’ultima volta, il campo della Ca’ Granda, che accoglierà la sua presenza fisica e il suo cammino.
 
Mentre gli studenti scandiranno le parole che il processo della semina ha suscitato in loro, l’artista percorrerà il campo, ponendosi ancora una volta a misurare lo spazio, a dare fisicità al vuoto, come già dagli inizi degli anni Settanta, quando il suo corpo diventò unità di misura del reale: linea, movimento e misura sono gli elementi grammaticali del suo fare scultura, i codici del suo processo creativo.
 
Dietro di lui, a un metro e mezzo di distanza, verrà realizzata la spirale dagli operatori.
 
I quattro tempi del titolo dell’intero lavoro riportano alle quattro fasi del processo creativo dell’artista, già da lui enunciate nel 1968 e ancora titolo della recente monografia curata da Lara Conte: il “faredisfarerifarevedere”.
 
“il vedere precede il fare; il fare [...] fa riferimento alla gestualità quotidiana [...] fare volume in senso plastico. Il rifare è la ripetizione di uno o più gesti precedenti, eseguiti però ‘dopo’ e quindi avendo presente un contesto mutato [...] Infine, il ‘vedere’, il giudizio o distanza critica dal vedere che viene ‘dopo’ e non ‘prima’ di avere fatto“.
 
Un prato in quattro tempi è dunque una visione, uno spazio mentale e fisico che è stato in un primo momento osservato per l’analisi, quindi agito coralmente, infine congedato, dopo che il suolo ha conosciuto il gesto umano e il giudizio critico si è compiuto.
 
Tutte le fasi del work in progress sono state documentate da una serie di fotografie di Raimondo Santucci (oggetto, poi, del catalogo Skira) e da riprese video ad opera del CTU – Centro per la Tecnologia e la didattica multimediale - della Statale, visibili al termine della performance.
 
Alle ore 15.00, nella Sala di rappresentanza del rettorato di via Festa del Perdono 7, Paolo Icaro converserà con Maria Daniela Candia, docente di Biologia animale e Prorettore Vicario: e l’arte e la scienza troveranno un terreno di germinazione futura.
 

Il 24 e 25 marzo 2018 torna ai Castelli di Strassoldo (Ud) “In Primavera: Fiori, Acque e Castelli”



Il 24 e 25 marzo 2018, dalle 9 alle 19, i portoni dei Castelli di Strassoldo apriranno i battenti per l’atteso appuntamento con “castelli aperti”, la manifestazione che si ripete da 20 anni in primavera e in autunno. “In primavera: Fiori, Acque e Castelli” offre ai visitatori la possibilità di scoprire un patrimonio storico millenario, normalmente non accessibile al pubblico.

I saloni, ornati a festa, ospiteranno le nuove creazioni di maestri artigiani, decoratori ed artisti d’eccellenza. Il percorso di visita si svilupperà attraverso il Foladôr e gli interni del castello di Sotto, la pileria del riso, la cancelleria, il brolo, la Vicinìa, gli interni ed il parco del castello di Sopra. Un filo magico fatto di oggetti antichi e nuove creazioni, suggestioni d’altri tempi e positività.
L’antico brolo, circondato da corsi d’acqua di risorgiva, ospiterà vivaisti con collezioni di rose antiche, nostalgiche, inglesi, Delbard, hydrangee, cornus, viburni, deutzie, lillà, hybiscus, callicarpa, erbacee perenni, piante aromatiche ed insolite, alberi da frutta, banani nani ed altre piante insolite, mentre i vivaisti si prodigheranno in utili consigli professionali. A contorno ci saranno anche articoli da giardino e per la casa, nel più perfetto stile country.
Nel cortile del castello di Sopra un ottimo catering proporrà piatti locali di stagione e non mancherà musica antica d’arpa e visite guidate gratuite al borgo castrense ed a quello di Santa Maria in Vineis.
Nel corso della rassegna si potranno anche degustare e acquistare golosità gourmet friulane e mitteleuropee.

Scopo dell’evento è la valorizzazione di un importante bene storico (la cui conservazione valorizza dal punto di vista turistico l’intera zona della Bassa Friulana) e la tutela di antiche arti e mestieri.

La manifestazione prevede un biglietto unico di € 12 per entrare negli interni dei due castelli, nel Foladôr, nella Cancelleria, nella Pileria e giardini del castello di Sopra. Bimbi fino a 5 anni gratis / 6-12 anni = € 6. Gruppi di almeno 20 persone = € 10.

I CASTELLI:
Il castello di Strassoldo di Sopra e di Sotto appartengono a due famiglie che portano lo stesso cognome, la cui parentela risale al 1750. Secondo le antiche pergamene già nel 530 esisteva in questo sito un castello “dalle due torri”. Gli attuali castelli si sono poi formati alcuni secoli più tardi, ognuno attorno ad una delle torri originarie. Situati nella verde pianura friulana, si trovano a 20 km da Udine, a due passi dal Mar Adriatico, tra l’antica colonia romana di Aquileia e la fortezza rinascimentale di Palmanova. Due siti storici, quest’ultimi, legati ai castelli, in quanto il castello originario fu probabilmente costruito sulla Strada Julia Augusta che porta da Aquileia al Norico con i ruderi dell’antica colonia distrutta da Attila nel 436. Il legame con Palmanova risale, invece, alla firma dell’atto per la costruzione delle Città Stellata, avvenuta nella cancelleria del castello di Sopra nel 1593.

SUGGERIMENTI:
* L’evento si terrà anche in caso di pioggia in quanto ambientato prevalentemente negli interni
* Si segnala che c’è meno pubblico di sabato o la mattina della domenica.
* Altre attrattive della zona da inserire nella gita a Strassoldo: Aquileia (antica colonia romana), Grado (antica cittadina costiera), Palmanova (fortezza rinascimentale), Villa Manin (dimora ultimo doge di Venezia) ed molte altre. Per consigli scrivere ad: info@castellodistrassoldo.it

INIZIATIVE COLLATERALI:
SABATO E DOMENICA:
· Ore 11.30 – 15 – 16 Visite guidate gratuite al borgo dei castelli. Partenza: Porta Cisis (vicino Pro Loco)
· Ore 11.30 – 15 – 16 Visite parco castello di Sotto, guidate dalla proprietaria. Prezzo € 5.
· Ore 14.30-18.30 Musica antica ispirata alla primavera in vari angoli dei castelli
· Apertura della chiesetta trecentesca di S.Maria in Vineis, che ha il ciclo di affreschi più importante della Bassa Friulana
· Mostra di galline ornamentali a cura dell’Ass.Friulana Avicoltori (Brolo)
· Punto ristoro con specialità di stagione a cura del catering Festa Più nel cortile del castello di Sopra (info@festapiu.it)
· Angoli gastronomici in vari punti del paese a cura di associazioni locali

PER INFORMAZIONI:
info@castellodistrassoldo.it - www.castellodistrassoldo.it – www.castellodistrassoldodisotto.it – www.castellipalazzigiardinistorici.it -  FB castellidistrassoldo

Dal 1° al 31 marzo 2018 Fondazione Carriero presenta #FondazioneCarrieroTakeAPicture




Sol LeWitt
Between the Lines
in corso fino al 24 giugno 2018 
 
Fondazione Carriero, via Cino del Duca 4, Milano

Dal 1° al 31 marzo 2018 la Fondazione Carriero lancia su Instagram il progetto digitale #FondazioneCarrieroTakeAPicture, grazie al quale tutti i visitatori della mostra “Sol LeWitt. Between the Lines” sono invitati a raccontare attraverso una fotografia il loro personale punto di vista sulle opere del padre dell’arte concettuale e gli spazi di Casa Parravicini, sede della Fondazione, utilizzando l'hashtag dedicato.

#FondazioneCarrieroTakeAPicture è un progetto digitale partecipativo pensato per celebrare Sol LeWitt a dieci anni dalla sua scomparsa attraverso lo sguardo di chi entra in contatto con la sua opera in occasione della mostra “Between the Lines”, curata da Francesco Stocchi e Rem Koolhaas, in corso alla Fondazione Carriero fino al prossimo 24 giugno. Grazie al lavoro dei due curatori, “Between the Lines” offre un punto di vista nuovo sulla pratica dell'artista statunitense, esplorandone i confini e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano. Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l'intero arco della sua carriera – dai celeberrimi Wall Drawings alle sculture come Complex Form e Hanging Structures, fino alla serie fotografica Autobiography 1980 –, e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l'architettura.

Rifacendosi proprio a questo aspetto fondamentale della mostra la Fondazione Carriero ha pensato di coinvolgere tutti i visitatori chiedendo di raccontare e condividere su Instagram la loro esperienza di fronte alle opere di LeWitt e agli spazi di Casa Parravicini. Una giuria composta dai membri della Fondazione avrà poi il compito di selezionare la fotografia più rappresentativa tra quelle taggate con l’hashtag #FondazioneCarrieroTakeAPicture: l'autore verrà premiato con un viaggio in Massachusetts per visitare il MASS MoCA, il museo che ospita la più grande retrospettiva di Wall Drawings di Sol LeWitt, in mostra fino al 2033. La stessa giuria selezionerà inoltre altri 10 scatti che verranno stampati in formato cartolina e distribuiti come omaggio ai visitatori della mostra “Sol LeWitt. Between the Lines” fino al 24 giugno 2018.

La partecipazione all'iniziativa è gratuita e aperta a tutti i visitatori della mostra: è sufficiente avere un account pubblico su Instagram e condividere una o più foto con l'hashtag #FondazioneCarrieroTakeAPicture entro il 31 marzo 2018. Saranno considerate valide solamente le foto che ritraggono le opere in mostra o gli spazi della Fondazione, nel rispetto delle opere.
Per maggiori informazioni, a partire dal 1° marzo, consultare il regolamento al link: www.fondazionecarriero.org



EFFETTO FARFALLA il concorso per giovani filmmaker italiani under 25

Nasce il premio EFFETTO FARFALLA dedicato a Tommaso Corazza, scomparso prematuramente. Proteggere l'ambiente, invertire il declino: gli imperativi di Tommaso come punti di partenza per ogni giovane filmmaker capace di raccontarli in modo creativo e originale.

Tommaso Corazza scompare prematuramente lo scorso marzo. Familiari e amici hanno la forza di reagire inventandosi un'associazione, Il Mondo di Tommaso, dedicata alla disseminazione di quella sensibilità ambientale e sociale che aveva motivato Tommaso in vita. In collaborazione con Lago Film Fest, realtà culturale da sempre operante nel territorio e sensibile a questi temi, trovano un'idea per motivare tanti altri ragazzi come lui. Effetto Farfalla è un concorso mirato ai giovani filmmaker italiani di età inferiore ai 25 anni, chiamati a creare dei video - racconti di fiction, documentari, animazioni, fino ai lavori di videoarte - che raccontino storie “effetti farfalla”: un'espressione che ha origine nella fantascienza (in Rumore di Tuono di Ray Bradbury, il protagonista calpesta una farfalla preistorica durante un safari nel passato; tornato nel presente, lo trova totalmente mutato) e che oggi indica, più generalmente, un piccolo gesto dalle imprevedibili conseguenze collettive.

Effetto Farfalla è aperto agli studenti di scuole medie, superiori e università, che potranno partecipare individualmente o in gruppo, privatamente o eleggendo a referenti i propri istituti scolastici. La giuria chiamata a giudicare i lavori sarà composta da professionisti del settore artistico e divulgativo e comunicata a tempi maturi. Nel segno dell'importanza attribuita all'iniziativa e del desiderio di trasformare in realtà concreta i principi che la ispirano, i primi tre classificati si aggiudicheranno il Premio Tommaso Corazza, che ammonterà rispettivamente a 1500 Euro, 800 Euro e 500 Euro.

Azioni individuali, spesso apparentemente insignificanti, possono avere ripercussioni incalcolabili su tutti. La morale di Effetto Farfalla ribalta quindi il tormentone di Spiderman anche da scarso potere derivano grandi responsabilità. Specie quando, come oggi, l’umanità è a un bivio.

Oleum Olivarum 2018 a Crasizza (Buje - Az. n.2)

I giornalisti e i comunicatori della Associazione Borghi d’Europa (una rete di borghi e territori poco conosciuti di oltre 20 Paesi e Regioni Europee,uniti per ‘informare chi informa’), si incontrano a Buie per lanciare una campagna di informazione sull’olio di oliva, in occasione de ‘ 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale’. La campagna prende il via nel mese di marzo e conoscerà visite del gusto, servizi informativi multimediali ( radio,tv e stampa), produzione e dono di materiali didattici alle scuole. La speciale commissione giornalistica ha scelto direttamente le aziende da invitare, senza alcuna mediazione ‘politica’. Si tratta di aziende di : Liguria,Veneto,Friuli Venezia Giulia,Calabria,Sicilia,Sardegna,Toscana, Lombardia (Valtellina),Slovenia e Croazia.

Buie fa parte della rete dei borghi europei del gusto fin dalla sua nascita,nel 2009. L’incontro si svolge in occasione della ventunesima edizione di Oleum Olivarum a Crasizza.

  • 10mar
  • 11mar
  • Dal 10 all’11 marzo 2018 il pittoresco paesino di Crasizza, nei pressi di Buie, accoglierà la 21. edizione di “Oleum olivarum”, una delle più antiche fiere in Croazia dedicate all’olio d’oliva. A questa manifestazione, che con il passare degli anni ha acquisito un carattere sempre più internazionale, prendono parte istituti scientifici e di ricerca, associazioni di coltivatori di olive e produttori di olio d'oliva provenienti dalla Croazia, dall'Italia e dalla Slovenia.
“Oleum olivarum” consente di valutare la qualità degli oli in base ai più elevati standard della regione. Proprio per questo motivo un numero sempre maggiore di produttori decide di parteciparvi per veder riconosciuto il valore dei propri prodotti e avere così la possibilità di collocarli in modo più semplice e proficuo su determinati mercati.
Nell'arco dei due giorni della manifestazione, i partecipanti e i visitatori potranno approfittare di numerosi stand con degustazioni a base di eccellenti oli d'oliva abbinati alle specialità gastronomiche istriane, nonché ai vini e al miele di produzione locale. Sono inoltre previsti seminari specializzati e l’assegnazione delle medaglie ai migliori produttori di olio d’oliva. Infine, nell’ambito del concorso artistico verranno premiati gli autori delle più interessanti opere d’arte incentrate sul tema delle olive.
Crasizza non mancherà di stupirvi con la propria bellezza e il meraviglioso panorama che, attraverso i fertili pendii coltivati e le terrazze coperte di ulivi e vigneti, accompagnerà il vostro sguardo fino al fiume Quieto e oltre, fino al mare.
Vi invitiamo quindi a visitare quest’angolo dell’Istria per scoprirne le radici e bellezze naturali e assaporare un ambiente magico in cui il tempo sembra essersi fermato e la natura incontaminata convive in perfetta armonia con l'ospitalità degli umili e operosi abitanti, da sempre impegnati a preservare i valori e le tradizioni del passato.
Risultati immagini per immagini oleum olivarum crassiza





La Bottega dei Ricordi a Milano : Il tram di Corso Sempione

di Roberto Morandi
Un tempo Milano era dotata di una fitta rete di tram interurbani (questo il termine in uso a Milano, mentre a Torino per esempio si chiamavano intercomunali), che collegavano la città alla provincia; alcuni sono particolarmente famosi, come il celebre “Gambadelegn” che da Corso Vercelli partiva verso Magenta e Sedriano o quello per Vaprio d’Adda.

O ancora la Milano-Monza, la “regina” degli interurbani, che vedeva convogli anche di dieci vetture che percorrevano viale Monza e Corso Buenos Aires.
Altri invece sono meno conosciuti e hanno svolto un lavoro più umile e oscuro: c’erano ad esempio quello per Abbiategrasso e quelli per la Brianza (linee di Carate e Limbiate).
Uno di questi ha avuto però una storia particolare: si tratta del tram Milano-Gallarate, che a differenza degli altri non passò mai sotto la gestione ATM e rimase sempre in mano ad una società privata, fino alla fine del servizio nel 1966.
Il tram per Gallarate (cittadina oggi in provincia di Varese, ma fino al 1927 milanese) nacque nel 1880-1881, costruita in pochi mesi dalla Società Belga di Tranvie e Piccole Ferrovie: toccava cittadine popolose come Busto Arsizio e Legnano, oltre a tanti paesi che davano forza lavoro alle fabbriche tessili e meccaniche così diffuse nell’alto milanese. Nel 1915 la gestione passò alla STIE, Società Trazione e Impianti Elettrici, e si passò appunto alla trazione elettrica, con eleganti tram in livrea bianca con scritte oro.

Nei primissimi tempi il capolinea era vicino al Castello, poi nel 1902 si trasferì all’ombra dell’arena civica, di qui due anni dopo si passò all’Arco della Pace, che vide sia le locomotive a vapore del Gambadelegn sia dal 1915 i più moderni tram bianchi. Il capolinea all’inizio di Corso Sempione era sul lato di Nord-Est, mentre sull’altro lato del corso passavano i binari dei tram urbani gestiti dalla Edison. 
Si rimanda all’articolo già pubblicato su Corso Sempione per ulteriori informazioni e immagini.
In origine il tram extraurbano (ancora a vapore) incrociava a livello la linea ferroviaria di circonvallazione ovest, quella che collegava Porta Genova con Certosa, passando dallo scalo Sempione. Quando i tram urbani divennero elettrici, a inizio secolo, fu necessario realizzare un ponte per permettere ai binari tranviari di superare la ferrovia: su di esso correvano i tram cittadini della Edison e anche l’extraurbano per Gallarate.
Nella carta TCI del 1925 si distingue appunto il ponte separato dal resto del viale: il tratto rosso continuo indica il percorso delle linee tranviarie urbane, quello tratteggiato segnala i binari STIE sul lato sinistro del viale, con il capolinea all’Arco della Pace.

Per avere un’idea di come fosse fatto il ponte, si può guardare a quello analogo di via Cenisio:
Nella carta del 1937 il ponte è scomparso insieme alla ferrovia, sacrificata per “liberare” la città dai binari e per dare spazio alla Fiera. Intanto anche il tram da Gallarate ha trovato un nuovo capolinea davanti al deposito, tra le vie Procaccini e Prina.
Nella carta il binario sul lato Nord-Est del corso sembra molto breve, in realtà le rotaie proseguivano per un centinaio di metri, fino all’incrocio con la successiva (andando verso il centro) via Moscati: qui ancora oggi si può trovare l’unico resto della tranvia STIE, il paraurti di cemento con respingente unico.
Il deposito era poco visibile dalla strada, anche perché nel dopoguerra fu ridotto in estensione con la costruzione di un condominio nella parte tra via Procaccini (dove rimase solo un ingresso per autobus) e il Corso.
La vecchia stazione STIE invece era ben visibile, affacciata sul Corso, con la scritta muraria “Milano-Gallarate” e una caratteristica tabella smaltata della birra Wuhrer, che compare in numerose immagini.
Ahimè, questo piccolo e anonimo edificio non aveva certo alcuna speranza di sopravvivere come testimonianza storica: puntualmente, pochi anni fa è stato demolito e sostituito da un grande palazzo bianco che ospita al piano terra una pizzeria.


Moltissime foto del tram STIE (che dal 1933 aveva anche due brevi diramazioni che da Gallarate proseguivano verso i paesini circostanti) sono scattate proprio in corso Sempione.
Purtroppo , dopo l’abbattimento della stazione, non rimane davvero quasi più nulla del vecchio tram STIE.

Le Ferrovie non dimenticate : l'incontro con l'on.Roger De Menech

mercoledì 28 febbraio 2018

ASOLO DOCG: SUPERATE LE 10 MILIONI DI BOTTIGLIE


Raddoppiato in due anni il numero di bottiglie del Consorzio Vini Asolo Montello. Prosecco DOCG sempre più in linea con i gusti del mercato
Il Consorzio Vini Asolo Montello festeggia un grande traguardo. L’Assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2017, confermando che nell’ultimo anno sono stati superati i 10 milioni di bottiglie consortili, sfiorando gli 11. Un dato che dà grande soddisfazione, se si pensa che negli ultimi due anni la produzione è più che raddoppiata, visto che che nel 2015 il dato era di poco superiore ai 5 milioni.
Durante l’assemblea è stato evidenziato inoltre come, dal 2011 ad oggi, le superfici dell’Asolo Montello siano passate da poco più di 827 ettari agli attuali 1.991. Una crescita importante, oltre il 70%, ma non invasiva: gli ettari a vigneto, (meno del 9% dell’area globale del Consorzio di oltre 23.000 ettari) non sminuiscono la sua integrità paesaggistica.
“Superare le dieci milioni di bottiglie – spiega Armando Serena, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello – è un obiettivo in cui abbiamo fortemente creduto e per cui abbiamo lavorato molto negli ultimi anni. Questa veloce crescita la dobbiamo in particolar modo al nostro Prosecco DOCG, un prodotto di grande qualità che sta ricevendo molti apprezzamenti anche dall’estero. Negli ultimi anni la tendenza del mercato è quella di ridurre i grammi di zucchero nell’Extra Dry, che spesso necessita di alti gradi zuccherini per esprimersi al meglio. L’Asolo Prosecco Superiore DOCG, invece, è un vino caratterizzato da grande struttura e sapidità, derivanti dal suo terroir. Questo gli permette di reggere bene in bocca anche nelle versioni più secche e di essere perfettamente in linea con le richieste dei consumatori”.
Una crescita che va di pari passo con la qualità. Quella dell’Asolo Montello, la denominazione meno estesa delle tre votate al Prosecco, è l’unica che può definire la tipologia Extra Brut nelle bottiglie prodotte con la DOCG e, grazie alla modifica del disciplinare che dovrebbe entrare in vigore nel 2018, l’Asolo Prosecco Superiore DOCG sui lieviti potrà essere prodotto nella versione Brut Nature o relativi sinonimi. Con la convalida delle modifiche i produttori potranno inoltre scegliere se applicare in etichetta la dicitura di Asolo Prosecco Superiore DOCG o la più semplice Asolo DOCG, legando ancora di più il vino alla sua zona di produzione.

FONDAZIONE ADOLFO PINI : 28 FEBBRAIO SECONDO INCONTRO LEGATO ALLA MOSTRA: “NASAN TUR MEMORY AS RESISTANCE”


FONDAZIONE ADOLFO PINI OGGI 28 FEBBRAIO SECONDO INCONTRO LEGATO ALLA MOSTRA: “NASAN TUR MEMORY AS RESISTANCE”


Mercoledì 28 febbraio 2018 alle ore 18.30 la Fondazione Adolfo Pini organizza un nuovo incontro in occasione della mostra Memory as Resistance, il progetto inedito realizzato dall’artista Nasan Tur, a cura di Gabi Scardi visitabile nella sede di Corso Garibaldi, 2 fino al 9 marzo 2018.
Il primo appuntamento “Dire la verità” ha visto protagonisti Bruno Milone, docente di sociologia delle migrazioni e di storia e filosofia, e Miro Silvera, traduttore e autore vincitore di diversi premi letterali. Durante l'incontro è stata affrontata la tematica della libertà di stampa e d'opinione e del ruolo dell’individuo nella società.

“The Art of Resistance” sarà il secondo appuntamento in lingua inglese (mercoledì 28 febbraio, ore 18.30). Mary Ann DeVlieg, esperta a livello internazionale di progetti culturali, analizzerà la situazione del crescente numero di artisti che vivono in situazione di mobilità forzata per via di regimi in cui la libertà di espressione è limitata. Oggi, infatti, numerosi artisti sono oggetto di repressione sociale e sono obbligati a cercare rifugio in paesi diversi dal loro per aver voluto, con la loro pratica artistica, raccontare la verità sul potere. Perché vengono attaccati o minacciati? Cosa succede loro? Chi li sta reprimendo e come? Queste e molte altre le domande a cui Mary Ann DeVlieg cercherà di dare riposta. Modera la curatrice della mostra, Gabi Scardi.
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00 – 13.00 | 15.00 – 17.00
Ingresso gratuito
Tel. 02 874502
www.fondazionepini.it
Facebook: Fondazione Adolfo Pini