sabato 3 giugno 2017

ELEMENTI DI VITA, L'ARTE NEL PANE E NEL VINO: A LUCCA IL 21 GIUGNO LA FESTA DI LUCCABIODINAMICA


A Gragnano (Capannori), nelle vigne di Tenuta Lenzini, la rete d'impresa che riunisce 14 aziende agricole del territorio invita a conoscere l'agricoltura biodinamica celebrando insieme la festa di San Giovanni

Lucca, 1 giugno 2017 - "LuccaBioDinamica" (LBD) crede che l’attività agricola debba stimolare la naturale fertilità del terreno e arricchire il suolo, e non sfruttarne le capacità produttive speculando sui doni della Natura.
Le quattordici aziende agricole che aderiscono alla rete d'impresa nata nell'estate del 2016, e che fanno di Lucca la "culla" dell'agricoltura biodinamica in Italia, sono convinte che seguire pratiche agricole sostenibili, nei campi e in cantina, dia buoni frutti.
Il prossimo 21 giugno avrete la possibilità di conoscerli partecipando alla manifestazione orgnaizzata da LBD per San Giovanni -la festa del fuoco e della natura, nel giorno più lungo dell'anno-: dalle 18, la vigna di Tenuta Lenzini ospiterà un breve incontro di introduzione all'agricoltura biodinamica e al lavoro della rete, impegnata in incontri rivolti ad agricoltori “convenzionali”, per favorire un’adesione più ampia alle pratiche agricole sostenibili, cui seguirà una degustazione dei vini prodotti dalle 12 aziende vitivinicole di LuccaBiodinamica, e degli ortaggi, delle verdure, delle composte e trasformati di frutta e dei cereali delle 2 aziende associate che non fanno vino (l'elenco completo è in coda al comunicato).
Accanto ai tavoli delle aziende di LuccaBioDinamica ci saranno quelli di diciassette ristoranti da tutta la provincia di Lucca: alcuni tra i migliori chef del territorio, che già utilizzano in cucina materie prime da agricoltura biodinamica, coltivate dai soci di LBD, proporranno agli ospiti piatti della tradizione lucchese. Alla festa parteciperanno anche artisti e performer, seguendo le indicazioni di un progetto che LuccaBioDinamica aveva elaborato con Andrea Salvetti, prima della sua prematura scomparsa nel mese di marzo. A lui -che ringraziamo- si deve anche il titolo della manifestazione, "Elementi di vita, l'arte nel pane e nel vino".
La festa di LuccaBioDinamica gode del patrocinio del Comune di Capannori e della Provincia di Lucca. L'ingresso costa 15 euro e dà diritto a un bicchere per le degustazioni e ad accedere ai tavoli per gli assaggi.
Per info e contatti:
ufficiostampa@luccabiodinamica.it
cell 350 0717587

LuccaBioDinamica-----------------------
La rete “LuccaBiodinamica” è nata il 20 luglio 2016 al termine di un percorso di condivisione e riflessione avviato nel 2013 da tredici aziende agricole della Provincia di Lucca -attive nei Comuni di Camaiore, Capannori, Careggine, Gallicano e Lucca-. Queste realtà hanno deciso di costruire un soggetto giuridico con l’obiettivo di promuovere, valorizzare e commercializzare “prodotti agricoli e trasformati, ottenuti con l’applicazione dei principi colturali propri della agricoltura biologica e biodinamica, ottenuti salvaguardando e valorizzando la biodiversità vegetale ed animale della Provincia di Lucca”.
“Lucca Biodinamica”, che riunisce aziende attive nella produzione di vino, olio, ortaggi, miele e nella trasformazione di prodotti dell’orto e del sottobosco (rappresentanti all’interno di un Comitato di gestione), ha anche obiettivi di carattere formativo e divulgativo: per riuscire a coinvolgere un sempre maggior numero di agricoltori organizza e partecipa a seminari e corsi -rivolti anche ad ortisti- di divulgazione del metodo biodinamico.

Aziende di LuccaBioDinamica
A Borgo a Mozzano:
Azienda agricola Macea, frazione Macea, www.macea.it
A Camaiore:
Azienda agricola Nico, frazione Orbicciano, www.nicobio.it
Tenuta Mareli, frazione Montamagno, www.tenutamareli.it
A Capannori:
Fattoria Colleverde, frazione Matraia, www.colleverde.it
Tenuta di Valgiano, frazione Valgiano, www.valgiano.it
Tenuta Lenzini, frazione Gragnano, www.tenutalenzini.it
Malgiacca, frazione Gragnano
A Careggine:
Maestà della formica, località La Foce, www.maestadellaformica.it
A Gallicano:
Podere Còncori, località Concori, www.podereconcori.com
A Lucca:
Al Podere di Rosa, località Sant’Alessio, www.alpoderedirosa.it
Cooperativa Agricola Sociale Calafata, www.calafata.it
Fabbrica di San Martino, località Pieve Santo Stefano, www.fabbricadisanmartino.it
Fattoria Sardi, via della Maulina, www.fattoriasardi.com
Azienda agricola Valle del Sole, località Cappella, www.valledelsole.eu

venerdì 2 giugno 2017

IL NUOVO CAGNAN : dentro Treviso.....

Borghi d'Europa a San Daniele del Friuli

Il fine settimana, per la redazione di Borghi d'Europa, prevede un viaggio del gusto in Friuli
Venezia Giulia, segnatamente a San Daniele del Friuli.
Interviste, servizi informativi, visite gustose per scoprire gli inediti del buon e bello vivere.

San Daniele del Friuli (Sant Denêl in friulano) è un comune italiano di 8 013 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.
In base alla legge regionale 26/2014 "Riordino del sistema Regione - Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia" San Daniele è sede della UTI "Collinare" di cui fa parte con i comuni di : Buja, Colloredo di Monte Albano, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Majano, Moruzzo, Osoppo, Ragogna, Rive d'Arcano, San Vito di Fagagna e Treppo Grande.
La città è nota in tutto il mondo per la produzione dell'omonimo prosciutto crudo DOP.

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giovedì 1 giugno 2017

Il programma del Festival dell'IstroVeneto

Programa 2017



Festival dell'Istroveneto - sesta edision - BUJE - BUIE 05/06 - 10/06/2017


Il Festival è promosso dell'Unione Italiana, in collaborazione, con il sostegno e con il patrocinio della Città di Buie, dell'Assessorato alla Cultura della Regione Istriana, dell'Università popolare di Trieste e della Regione Veneto. Vista l'importanza della manifestazione e il suo alto valore culturale, la stessa ha ottenuto il Patrocinio della Regione Veneto.

Lo scopo della manifestazione è quello di tutelare e promuovere il dialetto l'istroveneto che, nonostante sia una „lingua viva“ in quanto attivamente parlata, subisce in seguito ai naturali mutamenti socio-economici, un lento ma inesorabile impoverimento lessicale, in particolar modo nella sfera legata agli antichi mestieri e alla vita agreste.

L’iniziativa si avvale di un contributo finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, ai sensi della Legge 21 marzo 2001, N° 73, e successive estensioni e modificazioni, in applicazione delle Convenzioni stipulate tra il MAECI, l'Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste e con il supporto finanziario del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia.

IL NUOVO CAGNAN

Cos'è l'Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia



La bellezza del paesaggio naturale e urbano, il suo patrimonio di cultura, di valori e di memoria, le emozioni degli occhi e del cuore creano l’Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia.
L’ecomuseo vuol essere un bene comune dei cittadini e degli ospiti, un’opportunità di conoscenza del territorio, uno spazio libero, in trasformazione, un museo diffuso, uno strumento di tutela e di valorizzazione di un paesaggio naturale e umano.
E’ un ponte tra passato e futuro. L’ecomuseo nasce dalla consapevolezza dell’unicità del territorio, dal desiderio di conservare e di valorizzare, dalla necessità di scoprire e di farsi scoprire.
E’ amore per il proprio patrimonio. L’Ecomuseo ha le sue radici nell’acqua e nel mare, nella natura del territorio e nella storia della città, nella cura antica delle saline e nella produzione millenaria del sale.
E’ l’espressione dell’anima di un paesaggio. L’ecomuseo nasce per coinvolgere la comunità e la sua vita, per creare un filo conduttore di un intero patrimonio, per essere opportunità di identità per i cittadini e di risorse di sviluppo per i turisti. 
 
 
L’Ecomuseo del Sale di Cervia è istituito con delibera dal Consiglio Comunale nel luglio 2013.
Il nuovo organismo intende conservare e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico della città oltre a promuovere i prodotti tipici, gastronomia, artigianato, architettura, linguaggio, antichi mestieri e tradizioni popolari e religiose legate a Cervia.
Entreranno così a far parte dell’Ecomuseo elementi del patrimonio urbano, ambientale, paesaggistico, architettonico, culturale, storico, etnografico connessi alla vocazione salinara della Città di Cervia. Edifici, luoghi, attività economiche, oggetti, immagini, tradizioni, gastronomia, esperienze culturali o turistiche, prodotti di diversa natura, purchè legati al fulcro nodale del sale, sono collegati in rete tra loro per offrire una esperienza a 360 gradi del territorio e dell’identità cervese.
 

L'Ecomuseo della Castagna di Raggiolo


L’Ecomuseo della castagna di Raggiolo si articola attraverso una serie di spazi, segni ed architetture diffuse nel territorio della Valle del Teggina, con particolare riferimento al borgo di Raggiolo. Il punto di riferimento per l’intero sistema è rappresentato dal “Centro di interpretazione”, dove, attraverso strumenti di lavoro, modellini, pannelli e una sezione multimediale, è possibile ripercorrere un viaggio intorno alla “civiltà del castagno” ed acquisire strumenti ed informazioni per la visita al percorso. Lo spazio ospita un altro frammento prezioso dell’identità del paese: la Mappa della Comunità di Raggiolo realizzata con il contributo diretto degli abitanti. Nello stesso edificio è presente la “La Sala dei Corsi”, il luogo di riferimento per le attività socio-culturali del paese. Da qui il percorso continua attraverso una serie di episodi, frutto di interventi di valorizzazione (il muro delle parole dimenticate, la stanza del tempo), effettuati nei diversi anni di vita dell’Ecomuseo. Una apposita pan- nellistica turistico-culturale, distribuita nel Borgo, consente al visitatore di effettuare alcuni approfondimenti sulla storia e le storie locali. All’uscita del paese, è ubicato il “Seccatoio del Cavallari”, ancora oggi utilizzato per la seccatura delle castagne dove, annualmente, risuonano i racconti e le fiabe durante il periodo autunnale. Dal seccatoio si scende verso il torrente fino al “Mulino di Morino”. L’opificio, oggetto di un intervento di recupero strutturale e funzionale, è stato riattivato ed è possibile assistere alle diverse fasi della molitura. Dal Mulino, il “percorso della castagna” continua parallelo al torrente per risalire verso il paese attraverso il “sentiero della mercatella”. L’Ecomuseo della Castagna rappresenta anche il riferimento principale per il “Consorzio della Farina di Castagne del Pratomagno e del Casentino” che raggruppa alcuni produttori dell’area impegnati nel recupero della filiera
della castagna.
informazioni utili:
ECOMUSEO della CASTAGNA

Via del Mulino,  Raggiolo, Ortignano Raggiolo
Informazioni e aperture su richiesta:
 ASSOCIAZIONE BRIGATA DI RAGGIOLO 339 7787490
COMUNE DI ORTIGNANO RAGGIOLO 0575 539214 
COOP. OROS 335 6244440
Aperto tutto l’anno con orario prestabilito e su richiesta concordata:
Aprile/giugno: domeniche e festivi 16/18; Luglio: sabato, domenica e festivi 16/19; Agosto: sabato, domenica e festivi 10/12.00 -16/19; 
Settembre/Novembre: domeniche e festivi 15/17. 

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APPROFONDIMENTI
L'ECOMUSEO della Castagna di Ortignano Raggiolo nasce dallo stretto legame tra le popolazioni della valle del Teggina e le peculiarità del paesaggio.
Infatti il CASTAGNO, grazie alle cure dell'uomo è divenuto pianta domestica per eccellenza, risorsa indispensabile per l'alimentazione delle popolazioni casentinesi. In questo contesto ambientale, le popolazioni hanno da sempre valorizzato una specie particolare noto come RAGGIOLANO, dal luogo di provenienza, che si distingueva per la copiosità del frutto, piccolo e non di eccelsa qualità, ma una volta seccato e ridotto in farina, adatto ad una lunga conservazione. Il centro di interpretazione, localizzato all'interno del borgo di Raggiolo, ha come temi portanti dell'itinerario la RACCOLTA e l'USO ALIMENTARE della castagna, restituiti in modo da permettere la lettura dei segni che possono essere riconosciuti all'esterno, nel bosco e in quei manufatti SECCATOIO e MULINO funzionali alla lavorazione del frutto. Se il castagneto, insieme alla foresta di faggi e abeti è l'elemento caratterizzante il manto vegetale casentinese, ad Ortignano Raggiolo si entra nel REGNO DEL CASTAGNO: oggi come in passato il paesaggio agrario della valle del Teggina appare dominato da questa pianta.
Le attività umane legate alla coltura del castagno, costituiscono l'identità di Raggiolo, in quanto ne hanno determinato la vita, gli usi e i costumi. Allora l'ecomuseo si proprone come custode attivo di questi antichi saperi della gente di montagna, conservando e presentando la memoria collettiva di una comunità delimitata geograficamente.

L’Ecomuseo della Pastorizia a Pietraporzio

Descrivere ciò che è un ecomuseo può essere difficoltoso in quanto la sua nozione stessa rimanda a un qualcosa che vive di parti fisiche, concrete, visibili e di altre, ugualmente importanti, legate all’ambito Ecomuseodella comunità locale, delle istituzioni e della loro capacità progettuale.

Nonostante ciò, l’Ecomuseo della Pastorizia è articolato in alcune strutture ben definite che si trovano nella borgata alpina di Pontebernardo, frazione di Pietraporzio, a 1300 m. s.l.m.

La sede originaria dell’Ecomuseo è in un edificio Ecomuseo al centro del paese e che, acquistato dalla Comunità Montana, è stato ristrutturato. Al piano terra sono attivi un piccolo caseificio - che consente alle famiglie di pastori residenti nella zona di preparare l’ottimo formaggio di pecora, la "Toumo dell’Ecomuseo" – e un laboratorio per la lavorazione della carne della pecora sambucana, che produce ottimi insaccati. Nello stesso edificio sorge, inoltre, il punto di degustazione dell’ecomuseo, inaugurato nel 2008.

Una piazzetta divide questa prima struttura da una seconda. Questo edificio ospita al piano terra il Centro Arieti gestito dal consorzio l’Escaroun; al piano Ecomuseosuperiore è visitabile il percorso museale "Na Draio per Vioure", che fornisce al visitatore un’immagine di ampio respiro sul fenomeno dell’allevamento ovino e della pastorizia, con una consistente parte relativa all’illustrazione della realtà locale, nel suo rimando più diretto ai prodotti e ai sapori. È anche presente il punto vendita, modernamente allestito, per acquisto di preziosi manufatti in lana di pecora sambucana e una sala multifunzionale.


L'Ecomuseo di Argenta - Parco Delta del Po

Il sistema ecomuseale di Argenta si articola in tre stazioni museali: il Museo delle Valli di Argenta, il Museo della Bonifica e il Museo Civico.

Il concetto di Ecomuseo è di origine francese e si è affermato a partire dagli anni Settanta del secolo scorso: musée éclaté (museo "esploso") prima e poi Ecomuseo. L'evoluzione semantica del termine rende bene l'idea: museo che supera i confini dei propri muri, i limiti dell'edificio per allargarsi al territorio, all'organizzazione umana che vi risiede, al paesaggio, al patrimonio culturale e alla comunità stessa che vi vive. L'Ecomuseo è frutto di intese tra il Comune di Argenta, il consorzio della Bonifica Renana, realizzatore del sistema di regimazione idraulica, e il Parco del Delta del Po, titolare delle funzioni di orientamento e ricerca scientifica, di gestione e qualificazione ambientale del territorio.
Il sistema ecomuseale di Argenta si articola in tre stazioni museali: il Museo delle Valli di Argenta, il Museo della Bonifica e il Museo Civico.


Dal 24 febbraio 2010 il Museo delle Valli di Argenta e il Museo della Bonifica sono ufficialmente due dei musei regionali che hanno ottenuto lo status di "museo riconosciuto" dall'Istituto per i Beni Culturali dell'Emilia-Romagna.
Il riconoscimento si basa sull'ottemperanza ad un'ampia gamma di requisiti: si va dalla presenza di personale tecnico e scientifico all'applicazione di corrette metodologie di gestione e cura del patrimonio, da una chiara visione delle proprie vocazioni ad un adeguato assetto finanziario, passando per una serie di strumenti, dotazioni, servizi in grado di dare risposte di alto profilo qualitativo alle sollecitazioni e alle aspettative del pubblico.

Campotto - Museo delle Valli di Argenta, Via Cardinala 1/c
phone 0532 808058
telefax 0532 808001
mail info@vallidiargenta.org
web site http://www.vallidiargenta.org

Risultati immagini per immagini ecomuseo di argenta


L’Ecomuseo della Judicaria


La rete dei Borghi d’Europa partecipa alle giornate di KM 0-1850 Sulle Strade del Gusto
alle Terme di Comano, grazie alla presenza di Alberto Paccagnella,fotogiornalista,invitato
dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese.

L’ecomuseo è un progetto culturale, un processo che pone al centro delle sue attività il patrimonio territoriale da salvaguardare e valorizzare tramite il coinvolgimento attivo della comunità che lo abita.Si distingue da un museo tradizionale in quanto lo spazio di riferimento non è un edificio, bensì un intero territorio. Territorio inteso come sistema di valori e legami prodotti da una specifica e irripetibile storia, come insieme di beni ambientali e culturali, materiali e immateriali.
L’ecomuseo è dunque l’espressione della cultura di un territorio: un laboratorio di sostenibilità ambientale e culturale.

L’ecomuseo della Judicaria si estende dalle Dolomiti di Brenta (precisamente dai 3173 m slm della Cima Tosa) nel Parco Naturale Adamello Brenta, fino alla Cascata del Varone (a 70 m slm) a due passi dal Lago di Garda.Si estende quindi su di una terra ricca di storia, cultura e tradizioni, dove presente e passato si incontrano e convivono armoniosamente nei numerosi antichi borghi contadini che da sempre la abitano e la modellano, terra ricca di coltivazioni tipiche (dalle noci... alle olive) che l'Ecomuseo con la “Strada del vino e dei sapori dal Garda alle Dolomiti” valorizza.

La sua istituzione è avvenuta grazie all'azione dell'Associazione ProEcomuseo "dalle Dolomiti al Garda", fondata nel 1999 da un gruppo di persone sensibili alla tutela e alla valorizzazione del proprio patrimonio territoriale. Dal 2002 l'Ecomuseo è gestito tramite un Servizio Intercomunale dai sei Comuni delle Giudicarie Esteriori (Comano Terme, Bleggio Superiore, Fiavé, Stenico, Dorsino e San Lorenzo in Banale) e dal Comune di Tenno.
Tale servizio ha poi stipulato una serie di convenzioni e di accordi con diversi soggetti che vanno dall’Azienda per il Turismo, all'Associazione ProEcomuseo stessa, alle scuole, al Parco Naturale Adamello Brenta, sino alle varie associazioni del territorio, permettendo così la creazione di importanti reti locali e una maggiore circolarità delle iniziative.
L’ecomuseo della Judicaria fa parte della Rete degli Ecomusei Trentini, come pure della Rete nazionale MONDI LOCALI

“Tolmezzo Città Alpina 2017” Progetti ed eventi di qualità per un anno intero





Ha preso il via il ciclo di attività che caratterizzeranno “Tolmezzo Città Alpina dell’Anno 2017”, riconoscimento che ogni anno viene conferito alle città dello spazio alpino che si distinguono per lo sviluppo sostenibile e per l’impegno nell’attuazione della Convenzione delle Alpi, trattato internazionale sottoscritto nel 1991 dagli otto Paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera nonché dalla Comunità Europea) che ha come obiettivo una politica comune per tutto l’arco alpino. La città carnica ha ricevuto il testimone lo scorso 28 aprile dalla slovena Tolmino, Città Alpina per il 2016, ma prima ancora altre rinomate località alpine come Chamonix (CH), Annency (F) e Maribor (SLO) hanno potuto fregiarsi del riconoscimento.
Per l’anno in cui è detentrice del titolo, Tolmezzo ha predisposto un programma di interventi e di manifestazioni che si dipana principalmente in quattro direzioni (ambiente, cultura, sport ed enogastronomia) con importanti implicazioni turistiche.
Ambiente
La principale sfida in campo ambientale è la riqualificazione di un importante spazio urbano come Palazzo Linussio, dismesso come caserma Cantore, per il quale è previsto un futuro con finalità culturali, produttive o turistiche.
Un secondo ambito riguarda la riqualificazione di una zona del Fiume Tagliamento, attualmente oggetto di degrado. Il progetto è denominato Golena Blu e coinvolge studenti di tutta la regione in una sorta di laboratorio all’aria aperta.
Ancora gli studenti sono coinvolti nel progetto Scuola in quota che mira a garantire un futuro all’amore per la montagna. Scolaresche di pianura e di città andranno a lezione in malghe e rifugi con guide naturalistiche. L’obiettivo è creare nuovi ambasciatori della montagna.
Al centro di Tolmezzo Città Alpina dell’Anno 2017 c’è anche un grande lavoro di manutenzione e di sistemazione della segnaletica dei sentieri alpini, una rete che sarà mappata capillarmente e costituirà la base per la pubblicazione di un libro-guida fondamentale per la pratica del trekking.
Intanto, il 4 giugno, la cittadina carnica ospiterà Tolmezzo Campo Base – Rifugi in Città che vedrà riuniti i gestori di rifugio di Assorifugi: un’occasione per collegare idealmente e concretamente fondovalle e quota. Una primissima edizione che, oltre a lanciare la novità del primo timbro del Girarifugi in un luogo che vuol essere appunto “campo base” per raggiungere altre mete (i rifugi alpini per l’appunto), avrà anche l’onore di ospitare Nives Meroi e Romano Benet di ritorno dalla loro ultima impresa: sono infatti la prima coppia ad aver scalato insieme tutti gli “ottomila”, le 14 montagne più alte al mondo.
 
Cultura
Il programma culturale prevede nuovi allestimenti al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo, per valorizzare l’ampia collezione etnografica esposta, chiave d'accesso per comprendere la Carnia. Frattanto ha preso il via e durerà fino al 22 giugno Cattedre Ambulanti, ciclo di otto appuntamenti in vari comuni della Carnia per approfondire la conoscenza su orsi, piante officinali, biodiversità, coltivazione di piccoli frutti.
Ad ottobre è la volta di Leggimontagna il Premio di letteratura di montagna istituito nel 2002 dall’Asca, associazione che coinvolge diverse realtà culturali della Carnia, e che per il 2017 ospiterà lo scrittore Erri de Luca. I primi giorni di dicembre sarà la volta del Premio Cortomontagna, una sezione di Leggimontagna dedicata esclusivamente ai cortometraggi, che ha come tema “ Montagna dal vivo” e mira alla creazione di un video che esprima e racconti come l’autore vive e interagisce con l’ambiente montano, dal punto di vista che più lo rappresenta; in questo caso l’ospite d’eccezione sarà il direttore della fotografia Dante Spinotti, nativo di Tolmezzo.
Sport
In attesa dei campionati del mondo di deltaplano, che Tolmezzo ospiterà nel 2019, in ambito sportivo si segnala la Carnia Classic, nel nome del gemellaggio tra Monte Zoncolan e Monte Fuji, preceduta da otto giorni di eventi e gare, dal podismo alla mountain bike.
Enogastronomia
Tutte le iniziative di Tolmezzo Città Alpina dell’Anno 2017 si intrecciano con feste, sagre ed eventi ormai consolidati da anni nel palinsesto delle manifestazioni carniche e che quest’anno assumeranno una valenza internazionale, come Gusto Carnia, che dal 26 maggio al 26 settembre in 6 incontri vedrà impegnati i cuochi delle città alpine estere, per scambi di sapori e tecniche di cucina. Il Filo dei Sapori delle Alpi è la mostra mercato dei prodotti di qualità della Carnia, che ospiterà per la prima volta anche quelli delle città alpine straniere, con l’obiettivo di diventare un mini Expo dell’agroalimentare di montagna.
E ancora la Festa della Mela a settembre, il 12 agosto la camminata Tolmezzo-Monte Coglians, vetta più alta della regione, mentre il 19 agosto il Concerto delle Alpi porterà a Tolmezzo la prestigiosa Gustav Mahler Jugendorchester.
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Il titolo di Città alpina dell'anno viene assegnato annualmente dall'Assemblea dei soci dell'associazione omonima. Tutte le città comprese all'interno del perimetro della Convenzione delle Alpi possono candidarsi al titolo. Durante l'anno della Città alpina vengono organizzate almeno tre manifestazioni internazionali e realizzati due progetti sostenibili.
La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto nel 1991 dagli otto Paesi alpini: Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera nonché dalla Comunità Europea. Ha l'obiettivo di garantire una politica comune per l'arco alpino e un coordinamento internazionale degli interventi in un territorio complesso dove i confini sono determinati da fattori naturali, economici e culturali che raramente coincidono con le frontiere degli Stati nazionali.
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Capoluogo storico della Carnia, Tolmezzo è situata nella media valle del fiume Tagliamento. Vanta importanti vestigia storiche risalenti fino all’epoca del Patriarcato di Aquileia. Un tempo città fortificata, presenta un centro storico che conserva le tracce dell’impianto urbano quattrocentesco con palazzi e vie porticate, dal quale si può raggiungere con una passeggiata di mezz'ora la Torre Picotta, eretta nel Quattrocento in posizione elevata per far fronte alle invasioni dei Turchi. Del sistema difensivo medievale faceva parte anche il Castello patriarcale di cui restano poche tracce visibili sul pianoro soprastante la cittadina, chiamato proprio Pracastello, dal quale si gode un panorama che spazia dalle Alpi Carniche e fino alle Dolomiti friulane.
Tra i siti più rilevanti il settecentesco Duomo di San Martino e il Museo carnico delle Arti e Tradizioni popolari, uno dei più importanti musei etnografici dell’arco alpino, dove sono ricostruite intere stanze provenienti da abitazioni private e sono raccolti centinaia di oggetti, mobili, attrezzi da lavoro risalenti fino al Settecento, quando la Carnia era uno dei maggiori centri di produzione tessile d’Europa grazie soprattutto a Jacopo Linussio, il celebre imprenditore che riuscì a dare vita a tre importanti stabilimenti tessili in Carnia. La sua esperienza è considerata straordinaria per l'epoca, non solo per il numero di persone impiegate, che superava le 30.000, ma anche per le capacità innovative sia nella produzione sia nell'organizzazione del lavoro. La storia mette in luce proprio alcuni aspetti della produzione di tessuti molto simili a quello che noi oggi conosciamo come "jeans".
La storia di Tolmezzo è inoltre fortemente intrecciata con il Corpo degli Alpini, avendo ospitato per oltre un secolo e a più riprese importanti distaccamenti di penne nere, con ricadute significative sul tessuto economico della città.
Meritano una visita i dintorni della cittadina, a cominciare dal borgo di Illegio, situato in una conca circondata da una corona di monti di rara bellezza. Nella bella stagione il borgo diventa sede di importanti Mostre d'Arte sacra Internazionale. Recenti scavi archeologici hanno messo in luce il sito paleocristiano di San Paolo (IV-V secolo) - la più antica chiesa rurale d’Italia, fortificazioni di epoca medievale e resti delle dimore dei castellani, oggetto ancora di indagine.
La Pieve di San Floriano, inizio del IX secolo, domina la valle dall’alto ed è raggiungibile seguendo un sentiero tra prati e boschi. Dal centro cittadino si dipartono percorsi escursionistici verso il Monte Strabut, al Rifugio Cimenti - Floreanini, al Monte Amarianutte, all'altopiano di Curiedi.
PromoTurismoFVG - Ufficio stampa
Tel +39 0431 387111
ufficiostampa@promoturismo.fvg.it;
www.turismofvg.it  

WUNDERKASA Libri mai visti e autografi inediti di Bruno Munari, Salvatore Quasimodo e Jean-Michel Folon 8 giugno - 7 luglio 2017



L.go De Benedetti, 4 Milano



Kasa dei Libri presenta WUDERKASA, tre mostre consecutive dall’8 giugno al 7 luglio, in cui verranno presentati alcuni rari e rarissimi volumi e autografi di tre grandi nomi della cultura contemporanea: Bruno Munari, Salvatore Quasimodo e Jean-Michel Folon.
 
BRUNO MUNARI
Giovedì 8 – lunedì 19 giugno 2017
Inaugurazione mercoledì 7 giugno ore 18

SALVATORE QUASIMODO
Mercoledì 21 – martedì 27 giugno 2017
Inaugurazione martedì 20 giugno ore 18
 
JEAN-MICHEL FOLON
Giovedì 29 giugno – venerdì 7 luglio 2017
Inaugurazione mercoledì 28 giugno ore 18
 

Suonano al campanello della Kasa dei Libri. È un distinto signore che afferma di avere con sé un carico di 150 volumi da consegnare. Niente di meglio, li accogliamo tutti con piacere. Tra scatole, scatoloni e buste ecco comparire tra gli altri due libri dedicati rispettivamente da Italo Calvino e da Indro Montanelli, una copia degli Ossi di seppia firmata da Eugenio Montale e ancora una prima edizione de Il Castello di Udine di Carlo Emilio Gadda. Tutto donato alla collezione: una giornata come le altre qui alla Kasa dei Libri.

È così che ogni giorno si rinnova lo stupore per questi pezzi di storia della letteratura che affollano gli scaffali, i ripiani, i cassetti e perfino i bagni della Kasa e che in occasione di WUNDERKASA il padrone di Kasa Andrea Kerbaker ha voluto condividere con il pubblico. 

Comodamente seduti sulla poltrona del quarto piano o passeggiando per la stanza dei libri antichi si potranno osservare da vicino le fantasiose e imprevedibili variazioni dell’Alfabeto Lucini realizzato da Munari in una edizione fuori commercio; toccare con mano fogli manoscritti di Salvatore Quasimodo, con annotazioni e correzioni autografe del poeta e leggere la corrispondenza tra l’artista Jean-Michel Folon e il poeta Giorgio Soavi, arrivata alla Kasa a seguito di un fortuito ritrovamento in un cestino della carta straccia.

Ovviamente la Kasa non è l’unica a possedere materiale di questo tipo. Ma di sicuro è il solo posto dove manoscritti autografi, copie uniche e quant’altro vengono messi a disposizione, toccabili a piacimento, senza spocchia, senza polvere, in linea con l’atmosfera familiare che contraddistingue questo luogo.

Le mostre saranno inaugurate da Andrea Kerbaker, che guiderà i visitatori alla scoperta delle storie che si celano dentro a queste pagine. Nei giorni successivi il personale della Kasa farà altrettanto