I dati ISTAT appena pubblicati offrono una fotografia aggiornata della povertà alimentare in Italia. Nel 2024, circa 800 mila persone si trovano in una condizione di insicurezza alimentare moderata o grave, mentre una persona su dieci – quasi 6 milioni di individui – non può permettersi un’alimentazione adeguata. Si tratta del 9,9% della popolazione, in aumento rispetto all’8,4% del 2023 e in controtendenza rispetto alla media europea.
Secondo Azione Contro la Fame, questi dati tracciano con chiarezza l’identikit della povertà alimentare nel Paese e mettono in evidenza il ruolo del reddito da lavoro come principale fattore di protezione. Il lavoro, infatti, può rappresentare una risorsa decisiva contro la povertà solo a determinate condizioni: se precario o a bassa qualificazione, espone le persone a un rischio maggiore di vulnerabilità economica e alimentare.
Non è un caso che le categorie più esposte al fenomeno sono i residenti nel Mezzogiorno (12,1%), le famiglie composte da soli cittadini stranieri (17,9%), le famiglie monogenitoriali con figli minori (13,6%), quelle con titolo di studio massimo non superiore alla terza media (13,7%) e i giovani fino a 34 anni che vivono da soli (17,8%). Si tratta di gruppi sociali in cui si osservano livelli più elevati di inoccupazione, precarietà e bassa intensità lavorativa.
Nel programma “Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia”, attivo in Italia a Milano e Napoli, Azione Contro la Fame adotta un approccio integrato che unisce sostegno immediato alla spesa, educazione alimentare e percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Le evidenze raccolte mostrano un miglioramento delle abitudini alimentari dei partecipanti e un tasso di riattivazione del 61%, ovvero persone che hanno trovato un impiego o ripreso un percorso di studi.
Questi risultati indicano che affrontare la povertà alimentare significa agire sulle sue cause strutturali, promuovendo condizioni di autonomia economica e garantendo a ciascuno il pieno esercizio del diritto al cibo.
Azione Contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame. Specialisti da 46 anni, prevediamo fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e ne preveniamo le cause. Siamo in prima linea in 56 paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione. Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 21 milioni di persone.
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