Nella Sala Sacchi di Palazzo Barberini il percorso espositivo si arricchisce di due sculture che offrono un ulteriore approfondimento sulla Roma del Seicento
e sulla raffinata cultura artistica della famiglia Barberini
dal 21 ottobre 2025
Gallerie Nazionali di Arte Antina - Palazzo Barberini
Foto di Andrea Benedetti
Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane 13, Roma
Roma, 20 ottobre 2025. Da martedì 21 ottobre, Palazzo Barberini arricchisce il suo percorso espositivo con l’ingresso nella Sala Sacchi di due importanti sculture barocche realizzate da Alessandro Algardi e François Duquesnoy.
Capaci di raccontare da un’ulteriore angolazione la Roma del Seicento, l’imponente busto in marmo del Cardinale Antonio Santacroce di Algardi, mai esposto prima, e quello che ritrae il Nano del Duca di Créquy dello scultore fiammingo François Duquesnoy offrono anche una testimonianza della raffinata cultura artistica della famiglia Barberini.
Realizzato da Alessandro Algardi (Bologna, 1598 – Roma, 1654) intorno al 1639-1641, il busto del Cardinale Antonio Santacroce, in prestito da una collezione privata e realizzato in un unico blocco di marmo, rappresenta un’eccellenza assoluta della ritrattistica barocca.
Il cardinale Santacroce (1599-1641), figura chiave della Roma barberiniana, politico di rilievo e collezionista raffinato, è ritratto da Algardi in stile sobrio e monumentale, lontano dalla teatralità dei “ritratti parlanti” di Gian Lorenzo Bernini.
In quest’opera emerge la sensibilità formale e la forza espressiva tipiche dell’opera di Algardi: lo sguardo fiero, la composizione solenne, la resa minuziosa dei dettagli – come le ciocche della barba e l’intaglio dei capelli – ne fanno un capolavoro di equilibrio e nobiltà, che riflette un linguaggio scultoreo austero, atemporale, profondamente meditato.
Destinata con ogni probabilità ad abbellire il palazzo di famiglia, l’opera testimonia la fortuna della tipologia del busto ritratto nella Roma barocca, sulla scia dell’influenza berniniana, ma al contempo rappresenta una chiara affermazione dello stile autonomo di Algardi, uno dei pochi veri rivali del maestro napoletano.
Gallerie Nazionali di Arte Antina - Palazzo Barberini
Foto di Andrea Benedetti
Accanto ad Algardi, l’altro straordinario busto marmoreo proveniente dalle collezioni di Palazzo Barberini: il ritratto del Nano del Duca di Créquy realizzato dallo scultore fiammingo François Duquesnoy (Bruxelles, 1597 – Livorno, 1643), tra i protagonisti del classicismo romano del primo Seicento.
Commissionato dal duca Charles I de Créquy, ambasciatore del re di Francia in visita diplomatica a Roma, la scultura fu probabilmente concepita come dono per il cardinale Antonio Barberini.
il busto raffigura Michel Magnan, detto Micheau, singolare personaggio di corte che svolgeva il ruolo di messo e intrattenitore.
Con uno stile che fonde realismo vivace e sottile ironia, Duquesnoy ritrae Micheau con un’acconciatura alla moda e un atteggiamento quasi teatrale, integrando le fattezze del modello con la solennità dell’iconografia classica.
I due busti esposti nella Sala Sacchi, danno vita a un dialogo ricco di suggestioni, contribuendo ad approfondire la narrazione artistica e storica legata alla famiglia Barberini e alle sue collezioni.
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